Design Didattico

Instructional Design & Media Education



Fare Media Education parlando di Romanzo Criminale. Roma Meeting Docenti Virtuali e Insegnanti2.0 13-15 Aprile 2018

Category : Eventi, Med · No Comments · by Apr 12th, 2018

E’ possibile fare Media Education parlando di Romanzo Criminale? Libro, film, serie tv. Certamente. Sabato 14 aprile 2018 al VI Meeting di Docenti Virtuali e Insegnanti 2.0 vedremo come!

Qui i dettagli dell’evento.

 

 

Emiliano Onori

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Meeting Insegnanti 2.0 & Docenti Virtuali. Roma 13-15 Aprile 2018. Parleremo di Media Education

Category : Corsi, Eventi, Med · No Comments · by Apr 8th, 2018

Iniziativa del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con Docenti Virtuali e Insegnanti 2.0

Meeting di formazione tra pari: un’alleanza formativa tra scuola e rete

Roma, 13-14-15 Aprile 2018 c/o IPSSS Edmodo de Amicis via Galvani 6 Roma

L’evento di formazione e aggiornamento è un’iniziativa del MIUR ed è valevole ai fini dell’esonero 

 

Di seguito l’abstract dell’intervento di Emiliano Onori (sabato 14 aprile ore 11.30 aula 6)

Oggi tutti noi usiamo svariati strumenti di comunicazione. Tuttavia non sempre siamo consapevoli delle conseguenze che il loro uso ed abuso possono produrre. Fare Media Education in classe significa far riflettere gli studenti sulle potenzialità e sui limiti dei media di maggiore diffusione. Allo stesso modo vuol dire educare gli alunni ad un “consumo” e ad una “dieta” mediatica sana e sostenibile, per divenire studenti e cittadini consapevoli.

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Emiliano Onori

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Media Education Lab. Di cosa parleremo a Lucca 21 e 22 Febbraio 2018 #fDD

Category : Eventi, Med · No Comments · by Feb 20th, 2018

Ecco in breve di cosa parleremo a Lucca il 21 e 22 febbraio 2018 in relazione alla Media Education

In dettaglio:

Mercoledi 21 14.30-15.30 – San Micheletto Aula 2: Service Learning

Mercoledi 21 15.30-16.30 – San Micheletto Sala Conferenze: Service Learning

Giovedi 22 9.00-11-00 – San Micheletto Aula 1: Media Education Lab

Giovedi 22 14.30-16.30 – San Micheletto Aula 1: Media Education Lab

Service Learning – Far entrare in aula tematiche sociali e soft skill

Il Service Learning è un approccio didattico che coniuga “apprendimento” e “servizio” reso alla comunità. Tramite il Service Learning gli studenti non solo diventano consapevoli delle esigenze sociali del loro territorio ma cercano di elaborare strategie di intervento le cui finalità siano didattiche e sociali. A differenza del volontariato e dell’alternanza scuola-lavoro nel Service Learning l’azione solidale è parte integrante dell’apprendimento, che avviene tanto fuori quanto dentro l’aula.

Media Education Lab – Costruire un modulo didattico di Media Education a partire da una pubblicità

La Media Education è un processo che ha lo scopo di potenziare le abilità di accedere, analizzare, valutare e produrre messaggi in tutti i formati della comunicazione. Ad oggi è sempre più urgente implementarla in classe per rendere gli studenti consapevoli dei media che utilizzano. Un modo per farlo è partire dall’analisi di uno spot publicitario, di un articolo giornalistico, di un film o anche di un fumetto.

Ci vediamo a Lucca!

Emiliano Onori (docente e formatore)

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Corsi e Workshop Certificati da 25h e 990 euro su Media Education

Category : Corsi, Med · No Comments · by Gen 30th, 2018

Si organizzano Corsi e Workshop su Didattica 2.0 e Metodologie Attive per il Piano Nazionale Formazione Docenti (qui il testo integrale del documento ministeriale) della durata di 25h totali (di cui 9h in presenza, di norma tre incontri da 3h) in particolare sulle seguenti priorità strategiche individuate dal Piano:

· Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento;
· Valutazione e miglioramento;
· Didattica per competenze e innovazione metodologica;
· Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale;

Gli interventi, concordati e progettati con le scuole, avranno sempre un approccio laboratoriale e non frontale e/o teorico.

ARGOMENTI: Media Education (ma anche Flipped Classroom, Google Apps for Education, Problem Based Learning, Cooperative Learning, Peer to Peer, Blog Didattico, Lim, Debate, Content Curation, Social Network, BYOD (Bring Your Own Device), Coding e Pensiero Computazionale Unplugged e con Pc).

MODALITA’: Workshop intensivo (per località distanti oltre 200km dall’umbria)  oppure Corso di Formazione (per umbria e toscana)

PREREQUISITI: Uso della posta elettronica, Connessione ad Internet, Videoproiettore

OBIETTIVI: Attivare percorsi di didattica attiva e laboratoriale sull’uso consapevole dei media digitali

TEMPI: Workshop da 8h/12h/16h o Corso di Formazione da 8h/12h/16h in 3/4 incontri pomeridiani

SEDE: è possibile tenere il corso o presso sedi di scuole o di centri di formazione, richiesta connessione web e videoproiettore

COSTIil costo di 990 euro è relativo ad un percorso di complessive 25h certificabili di cui 9h in presenza. Nel caso di corsi da un numero maggiore di ore o in località distanti oltre 200km dall’umbria i costi potrebbero subire variazioni.

CERTIFICAZIONEil costo proposto (990 euro, 25h complessive di cui 9h in presenza) si intende CERTIFICATO se erogato dalla scuola che, per natura, è agenzia formativa certificata. Se si rende necessario appoggiarsi ad azienda esterna per la certificazione, i costi potrebbero subire variazioni.

Clicca qui per VIDEO DIMOSTRATIVI su TUTTE LE TIPOLOGIE DI CORSO

Clicca qui per APPLICAZIONI PRATICHE DELLE METODOLOGIE PROPOSTE

 

INFO E CONTATTI

Emiliano Onori (docente e formatore)

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Usare Medium per fare un Blog di Classe

Category : Corsi, Med · No Comments · by Dic 22nd, 2017

Cosa è Medium

Cosa è Medium? In breve: si tratta di una piattaforma di blogging molto orientata al social. Detto in questi termini lo strumento potrebbe non interessare ai docenti, al contrario può rivelarsi particolarmente utile in molte circostanze, vediamo quali e come. Innanzi tutto due parole per iniziare: Medium richiede registrazione (è possibile utilizzare le nostre credenziali twitter per entrare e pubblicare), dopodichè già ci mette nella condizione di pubblicare un nostro articolo/post. La grafica è semplice e minimale, le opzioni sono essenziali ma efficaci, il risultato è uno scritto pulito e privo di distrazioni, aspetto particolarmente importante se vogliamo utilizzare Medium come strumento didattico. Qui un esempio per comprendere meglio.

Come funziona Medium

Nella home page, dopo il login, tramite il comando posto in alto “write a story” siamo già nella condizione di scrivere un nostro articolo. Già ma perchè “story”? Nelle intenzioni del fondatore Evan Williams (cofondatore di twitter) Medium dovrebbe servire a giornalisti e storyteller per raccontare appunto storie, non a caso il motto di lancio della piattaforma è stato: “Medium non è chi sei o cosa sai, ma su cosa hai da dire”. In tal senso dunque di distingue notevolmente da altre piattaforme di blogging (come Tumblr) o social (Facebook, Twitter, Instagram) per via di una netta propensione ai “contenuti”, ed è appunto questo l’aspetto che riguarda noi insegnanti.

Naturalmente Medium dispone anche di strumenti social: col cuoricino possiamo evidenziare articoli che ci sono piaciuti, col segnalibro salvare un contributo per una lettura successiva, infine col comando “follow” (proprio come su Twitter) è possibile seguire un autore ed essere notificati ad ogni sua pubblicazione. Questo è un tratto particolarmente importante nella formazione: gli studenti possono, dopo aver creato un account, seguire un docente ed avere così notifica di ogni suo articolo.

Funzionalità interessanti per la didattica

E veniamo dunque al come poterlo adoperare nella nostra didattica. Medium dispone essenzialmente di tre aree: articoli (che si chiamano story), pubblicazioni (che possiamo utilizzare per la cura di contenuti altrui) e serie (che potremmo interpretare come schede didattiche sintetiche). Vediamo nel dettaglio ciascuna opzione.

  • Articoli/Story: con questa funziona un docente scrivere un articolo, corredato di eventuali foto, video, link. Tale funzione è utile per la creazione di propri contenuti. Ecco un esempio di articoli dell’AgID Agenzia per il Digitale
  • Pubblicazioni: con questa funziona un docente può creare una pubblicazione dal nome, ad esempio, “storia antica” e immettere all’interno contributi altrui (o anche propri). A differenza dell’articolo, una pubblicazione è (o dovrebbe essere) coerente rispetto ad un criterio. Altro criterio potrebbe essere una classe, nulla vieta di creare una pubblicazione dal nome “3B 2017-18”. Ecco un esempio di pubblicazione dal titolo “il digitale a scuola”.
  • Serie: questa funzione è stata di recente implementata. Permette al docente di creare brevi schede su un dato tema, che possono essere costantemente aggiornate. Di norma le schede sono su un argomento specifico. Esempio: ripasso di un argomento, il docente crea una serie che all’atto della pubblicazione si compone di 3 schede (immagini, testo, video, etc.), dopo qualche lezione la serie viene aumentata di altre 3 schede e così via. IMPORTANTE: le serie possono essere create da computer ma lette solo da smartphone/tablet. Ogni studente che disponga dell’app mobile di Medium verrà notificato all’aggiunta di nuove schede di una serie o di una nuova serie di un determinato autore. Ecco un esempio di serie che, ricordo, necessitano di app mobile per essere consultate (l’app è disponibile gratuitamente per iOS e Android).

Questo è l’essenziale per comprendere il funzionamento di Medium. Vediamo per quali possibili scenari un docente può usare lo strumento:

  • Rendere disponibile suoi contributi, in assenza di un blog personale e/o non volendo usare Facebook o altri social. Importante sottolineare che con questo strumento il docente si svincola dal registro elettronico. Occorre solo creare un account (ma è possibile entrare con credenziale Twitter, Facebook, Google, Mail)
  • Creare raccolte a tema, in altre parole fare Content Curation. In questo modo è possibile creare e gestire riviste multiautore su un determinato argomento e per una determinata classe
  • Invitare gli studenti ad essere autori; il docente può abilitare uno o più utenti alla stesura di articoli. In tal caso gli studenti dovranno disporre di un account in Medium
  • Creare schede di ripasso mediante lo strumento “serie”
  • Creare narrazioni sempre tramite lo strumento “serie”. Per questo scopo è possibile anche utilizzare la più classica funzione “articolo/story” che per altro renderà disponibile il contenuto non solo via smartphone ma anche da pc.

In un prossimo contributo entreremo nel dettaglio, magari con video tutorial, del funzionamento della piattaforma con esempi concreti e dettagliatamente illustrati.

Qui il mio account su Medium

https://medium.com/@designdidattico

Qui è possibile leggere questo contributo direttamente su Medium

https://medium.com/@DesignDidattico/come-usare-il-social-blog-medium-nella-didattica-fc309957cf2a

 

Emiliano Onori

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Media Education (percorso): leggere la pubblicità di Dolce & Gabbana col metodo delle 5C

Category : Med · No Comments · by Ott 27th, 2017

In un nostro precedente contributo abbiamo visto il metodo delle 5C (leqqi qui) e un breve cenno ad attività didattiche che abbiano lo scopo di rendere gli allievi consapevoli lettori di uno spot pubblicitario.

Ora vediamo come applicare il metodo delle 5C ad uno spot reale e controverso del noto brand dolce & Gabbana.

Innanzi tutto, secondo l’approccio delle 5C è sempre opportuno declinare attività di Media Education secondo aspetti come: Lettore, Scrittore, Critico, Fruitore, Cittandino (in inglese 5C: Culture, Creative, Citizenship, Comprehension, Critical)

Facciamo un esempio. Poniamo di voler studiare la natura di un messaggio publicitario ad immagini fisse (quindi non un video clip), bensì un cartellone publicitario, ad esempio questo (che non a caso ha creato polemiche):

L’analisi di questo testo mediale può essere svolta in molti modi, tuttavia il modello delle 5C ci è utile poichè ci impone di analizzare il messaggio sotto vari livelli, ad esempio:

 

LETTORE (culture): come si legge? quali sono i personaggi? cosa fanno? quali abiti indossano? dove è la scritta?

SCRITTORE (creative): come avresti potuto comunicare il medesimo messaggio in altro modo?

CRITICO (critical): perchè questa composizione? come emerge la figura femminile? e maschile?

FRUITORE (comprehension): che reazioni ho nel vedere l’immagine? mi spinge a comprare il prodotto? perchè?

CITTADINO (citizenship): che ricadute può avere in un pubblico di preadolescenti questo messaggio? e in un pubblico adulto?

 

Ecco, il modello delle 5C ci aiuta a dare coerenza alla riflessione sul testo. Potremmo anche non utilizzare sempre tutti i 5 punti, in ogni caso essi rappresentano una ottima griglia di riferimento per il conseguimento della “competenza mediale”.

Per informazioni su corsi e workshop dedicati alla Media Education   info@designdidattico.com

Qui altri contributi sulla Media Education

 

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Media Education (metodo): Il metodo delle 5 C (Culture Creative Critical Comprehension Citizenship)

Category : Corsi, Med · No Comments · by Ott 24th, 2017

Come progettare un modulo di Media Education

Quali competenze mettere al centro?

Ci sono dei modelli già sperimentati?

Queste sono le tipiche domande che ci poniamo quando stiamo progettando da zero un modulo di Media Education. Ed in effetti non è semplice dare una forma coerente ad interventi che sembrano spaziare in ambiti assolutamente vasti (social network, publicità, cinema, etc.). Tuttavia esistono modelli e linee guida che ci possono venire in aiuto. Quello delle 5 C è uno! Innanzi tutto le C sono le iniziali di altrettanti termini inglesi che hanno lo scopo di coordinare attività di media literacy (che potremmo rendere in italiano come “competenza o alfabetizzazione mediale”). Eccoli:

Tradotto in italiano lo schema è il seguente

Quindi per ogni percorso di Media Education dovremmo (per essere completi) prevedere attività per ciascun aspetto.

In un prossimo contributo vedremo come applicare il metodo delle 5C all’analisi di un (noto) spot pubblicitario di Dolce & Gabbana

 

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Media Education (percorso): Social Network, Privacy ed Hate Speech

Category : Corsi, Med · No Comments · by Ott 14th, 2017

Quali sono le regole che sottoscriviamo quando ci iscriviamo ad un social?

In che modo posso danneggiare (senza volerlo) la privacy di qualcuno?

Cosa è il “discorso dell’odio” (hate speech) e perchè è così facile usarlo nei social?

 

A queste domande può rispondere un percorso (scolastico e non) di Media Education. In 2 o 4h uno o più docenti possono costruire un modulo didattico che innanzi tutto informi gli alunni su alcuni aspetti fondamentali dei social network, della privacy e dell’hate speech. In secondo luogo, giacchè il solo aspetto informativo non basta, è opportuno implementare scenari didattici esperienziali (tramite ad esempio la tecnica del problem solving, del role play o gioco di ruolo, del project work, dell’apprendimento cooperativo) che mettano gli studenti “in situazione” al fine di immedesimarsi in scenari operativi. Questo modulo, dedicato ai social e alla privacy, può essere rivolto ad ogni ordine di scuola, dalla primaria alla secondaria di secondo grado.

Per informazioni su corsi e workshop dedicati alla Media Education   info@designdidattico.com

 

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Corsi e Workshop su Media Education

Category : Corsi, Med · No Comments · by Ott 12th, 2017

Come leggere una publicità?

Perchè non è giusto fotografare ogni cosa?

Quando pubblicare un post sui social è inopportuno?

Ha senso utilizzare sempre i mezzi tecnologici nelle nostre relazioni?

A queste e ad altre domande possono rispondere CORSI e WORKSHOP sulla Media Education. La Media Education è quel processo di Insegnamento e Apprendimento che si serve dei media e che riflette sul loro (ab)uso.

Oggi la Media Education è una assoluta priorità nel panorama della educazione e formazione, data la enorme pervasività degli strumenti digitali in ogni ambito della nostra vita. Essere consapevoli dell’uso e delle ricadute, positive e negative, di tali strumenti è un aspetto non più trascurabile per chi si occupa di educazione.

E’ possibile quindi organizzare corsi e workshop che mettano al centro, in modo laboratoriale, la costruzione di percorsi di Media Education da utilizzare in classe.

In sintesi:

DESTINATARI: tutti i docenti di ogni ordine e grado (dalla primaria alla secondaria di secondo grado agli educatori extra-scuola)

DURATA: da un minimo di 8/12 ore ad un massimo di 16 ore, in presenza

OBIETTIVI: saper costruire un modulo di media education; saper valutare le competenze mediali; saper integrare tali percorsi nella programmazione tradizionale; saper utilizzare strumenti (online e offline) per supportare tali processi

TEMPISTICHE: è possibile organizzare interventi da novembre 2017

COSTI: equiparati ai compensi pon

DOVE: nelle scuole che richiedono gli interventi o in altri contesti educativi

COSA SERVE: proiettore e connessione ad internet

PREREQUISITI: utilizzo della posta elettronica; disponibilità a sperimentare nuove modalità didattiche

E’ possibile richiedere percorsi ad hoc su determinate tipologie di intervento (uso dei social network; lettura del messaggio publicitario; analisi di un film; progetti di tranmedialità, etc.)

Per informazioni: info@designdidattico.com

 

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Media Education: insegnarla ai giovani…e non solo!

Category : Med, Riflessioni · No Comments · by Set 21st, 2017

Uno degli aspetti che meno viene considerato nel dibattito tra Animatori Digitali e Team Innovazione è l’educazione ai “Nuovi Media”. Presi dagli ultimi ritrovati tecnologici, dai più recenti (e non sempre utili) gadget e app presenti in rete, corriamo il rischio di non interrogarci su aspetti ben più profondi e significativi connessi al ruolo delle nuove tecnologie. Ecco, ad esempio, una serie di questioni profonde che le cosiddette “nuove tecnologie” potrebbero suscitare:

  • Quale ruolo ha l’identità in un contesto ormai pervasivamente connesso?
  • La “connessione” perenne può determinare una “disconnessione” intima e relazionale?
  • Come cambiano le relazioni nel momento in cui esse di determinano dentro e fuori i contesti digitali?
  • Quali sono i rischi e le opportunità che le cosiddette “nuove tecnologie” ci presentano?
  • Il ruolo dei social media ha anche una valenza “esclusiva” oltre che “inclusiva”?
  • Il “digital divide” non va forse arricchito col concetto, più delicato e complesso, di “competenza digitale”?
  • Quali ambiti non possono e non devono entrare nel dominio dei nuovi media? E perchè?

Questi non sono che alcuni aspetti, tra i più rilevanti credo, che le nuove tecnologie ci impongono di discutere; occorre convincerci del fatto che non siamo (per lo più) educati all’uso di certi strumenti, non dominiamo determinate conseguenze (basti pensare ai recentissimi quanto luttuosi fatti di cronaca), e non ne prevediamo gli effetti nè a breve nè a lungo termine.

Se dunque noi adulti ed educatori siamo così poco esperti del problema, come possiamo pretendere che i nostri studenti siano utenti consapevoli ed equilibrati? A tal proposito credo che una delle azioni più urgenti, dal punto di vista culturale e politico prima che tecnico, che gli Animatori Digitali ed i Team dell’Innovazione possono sponsorizzare (e anche discutere se ne hanno competenza) sia quella di:

  • Introdurre la Media Education a scuola (possibilmente non tramite solo progetti occasionali ed episodici)
  • Promuovere il dibattito sull’uso critico degli strumenti di connessione (social network in primis)
  • Estendere la discussione alla comunità di genitori
  • Coinvolgere personale esperto in materia (psicologi, pedagogisti, etc.)

Pertanto invito tutti i colleghi Animatori a non preoccuparsi solo e soltanto di tematiche povere e insignificanti (come l’implementazione dell’ultima app per tablet) o meramente tecniche, ma li esorto ad innalzare il livello, culturale e politico, del dibattito in oggetto favorendo quanto prima e quanto più possibile l’educazione ai nuovi media.

In prossimi contributi in merito verranno date indicazioni operative e soggetti competenti da coinvolgere per progetti ad hoc.

Emiliano Onori

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