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Un esempio di Problem Based Learning in classe: “Piante a Rischio”

Il Pbl (Problem Based Learning) è una metodologia didattica attiva, vale a dire centrata sul problema e sull’alunno (in singolo o in gruppo) che deve risolverlo. A differenza della lezione frontale, non viene spiegato un contenuto, piuttosto vengono dati alcuni (non tutti) gli elementi per risolvere un problema reale, la cui risoluzione porta ad apprendere altri concetti inizialmente non noti. E’ una metodologia che riscuote un certo successo poichè mette gli studenti al centro del proprio processo di apprendimento. Richiede di norma tempi lunghi (2 settimane) ed in essa la funzione del docente è più che altro quella del tutor o mentor.

Nell’esempio seguente si prospetta un problema reale di biologia: “Le piante a rischio: cosa fare per evitarne l’estinzione”

Emiliano Onori

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Oltre la Dad: il digitale a scuola come scelta

Parliamoci chiaro: il digitale non è una forzatura sanitaria, né una condizione emergenziale. La realtà è una, progressivamente “aumentata” dalla tecnologia. Rinunciavi significa rinunciare alla possibilità di sterzare il mondo verso la direzione che vogliamo. Per questo il digitale è una delle sette sfide che lanciamo alla scuola nel nuovo numero di VITA, intitolato “Ultimo appello” (tratto dal sito vita.it)

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Mi chiamo Emiliano Onori, sono insegnante di italiano e latino e formatore. Vivo nella provincia di Perugia ma insegno in quella di Arezzo. Leggi tutto

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