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Portare Agenda 2030 in aula: Storytelling Fotografico del proprio territorio

Abbiamo visto come il portale di Indire relativo ad Agenda 2030 sia un’ottima risorsa didattica. Oggi vediamo come poter lavorare con la metodologia dello Storytelling Fotografico a partire da un bellissimo testo di foto messo a disposizione gratuitamente (richiesta registrazione) da Laterza. Si tratta di “Un mondo sostenibile in 100 foto” di Enrico Giovannini e Donato Speroni (qui il sito dedicato)

Il testo è un ottimo esempio di fotogiornalismo, dal sito leggiamo:

Questo volume propone un percorso utilizzando uno strumento principe della testimonianza diretta: la fotografia. In particolare, quella documentaria e il fotogiornalismo hanno la missione di esercitare il loro sguardo impegnato sui protagonisti dei temi sociali più rilevanti in un mondo contemporaneo sempre più complesso, rintracciandone le storie, di denuncia come di buone pratiche, per condividerle nei media. Certamente la fotografia, da sola, non può cambiare il mondo, ma svolge un ruolo fondamentale, rendendoci testimoni a nostra volta e invitandoci così a riflettere, a non abbassare il nostro sguardo.

Come poter dunque far divenire questo libro una risorsa didattica? Una risposta potrebbe essere: lo Storytelling Fotografico. In breve: per Storytelling Didattico intendiamo quella metodologia di insegnamento che mediante l’utilizzo di storie mira a generare apprendimento. E’ di fatto una delle modalità più antiche di apprendimento, l’uomo infatti da sempre è “immerso” nelle storie e con esse si rappresenta e si forma. La variante dello Storytelling Fotografico consiste in un racconto dove la parte predominante sia quella delle immagini, meglio se scattate dagli alunni direttamente.

 

Di seguito un sintetico schema di progettazione dell’attività:

Idea di fondo: piuttosto che consultare le immagini altrui gli studenti sono chiamati ad effettuare un semplice “reportage fotografico” del loro territorio, connesso ad uno degli obiettivi di Agenda 2030 (ad esempio: Imprese Innovazione e Infrastrutture oppure Città e Comunità Sostenibili o anche Consumo e Produzioni Responsabili). Il testo su proposto può fungere da ottimo spunto operativo

Progetto/Prodotto da realizzare: book fotografico o reportage (con brevi testi) con immagini da loro scattate. Da realizzare in gruppo (consigliato) o individualmente (sconsigliato) sul modello di quello proposto (per altro, lo ribadiamo, scaricabile gratuitamente in .epub)

Requisiti: aver letto tutti o parte degli articoli sul tema scelto connesso ad Agenda 2030, avere (possibilmente!) qualche cenno di fotografia

Obiettivi Didattici: conoscere, anche per linee generali i temi degli argomenti sopra suggeriti (Imprese Innovazione e Infrastrutture oppure Città e Comunità Sostenibili o anche Consumo e Produzioni Responsabili), (opzionale) i rudimenti basilari della fotografia

Obiettivi Trasversali: saper lavorare in gruppo; saper selezionare i dati in base al territorio; conoscere gli uffici territoriali; conoscere le problematiche di privacy connesse all’uso delle fotografie (liberatorie, diritti d’autore, diritti di possesso)

Fasi di lavoro in classe: il docente illustra il portale e alcuni concetti chiave legati al GOAL scelto (ad esempio: Città e Comunità Sostenibili)

Fasi di lavoro a casa: si leggono i materiali presenti nel portale, si effettuano sopralluoghi per le foto che si realizzano in una o più riprese

Tempi: per un lavoro di tal genere, ipotizzando un reportage piuttosto semplice (8/10 fotografie) occorrono dalle 2 alle 3 settimane, specie se effettuato in gruppo. E’ opportuno prevedere una scadenza mediana in itinere per verificare l’avanzamento dei lavori

Consegne: reportage fotografico in forma analogica (a stampa) o digitale (ad esempio mediante sito sfogliabile, qui un modello) conseguente illustrazione in aula

Valutazione: per la valutazione è possibile procedere con rubric appositamente predisposte oppure tramite elaborato a risposte aperte (o chiuse) sugli obiettivi didattici su esposti

Vantaggi: il vantaggio di un lavoro di questo tipo è innanzi tutto calare nel proprio territorio un tema che spesso viene avvertito come estraneo e lontano. In secondo luogo un altro vantaggio è far comprendere come lo smartphone (col quale prevedibilmente gli studenti realizzeranno le foto) possa avere anche interessanti valenze didattiche e documentarie. Infine altro vantaggio è la possibilità di esprimersi mediante un linguaggio (la fotografia) normalmente escluso dalla prassi didattica ma ormai onnipresente nell’esperienza quotidiana degli studenti

 

Conclusioni

Questo tipo di approccio allo studio è fortemente “attivo” poichè coinvolge gli studenti a partire dalle fasi di progettazione del reportage fino a quelle di realizzazione. Inoltre la richiesta di documentare il proprio territorio mette gli studenti nella condizione di “vivere” un contenuto didattico che altrimenti sarebbe “astratto” e forse persino “estraneo”. In altre parole: “creatività” e “vissuto” rendono questo approccio didattico di certo diverso da quello legato alle tipologie didattiche trasmissive.

Da ultimo un breve video che illustra il testo in questione:


Per organizzare workshop intensivi o corsi di formazione su questo tema scrivere a info@designdidattico.com


 

Emiliano Onori 

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