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Il Digital Storytelling in classe: le tipologie

Category : Riflessioni · by Mar 26th, 2017

Il digital storytelling, la tecnica con cui imparo contenuti didattici (e non solo) tramite la narrazione di storie, può essere declinata in varie tipologie. Si premette che il Dst (digital storytelling), diversamente da quanto si possa immaginare, non è adatto solo alle discipline umanistiche come la letteratura e la filosofia, ma ben si presta anche a quelle cosiddette scientifiche come la matematica, fisica, informatica e scienze. Il limite sta nella fantasia del docente e nella sua disponibilità a sperimentare nuove metodologie didattiche non frontali.

A questo proposito vediamo dunque quali possano essere alcune diffuse tipologie di Dst:

  • Prologhi e/o finali alternativi; adatta alla riflessione su un’opera letteraria
  • Spin Off; si tratta di una narrazione che parte da personaggi e situazioni nati come secondari in altre narrazioni, ma particolarmente apprezzati dal pubblico da meritare una produzione a sè (celebre il caso de I Pinguini di Madagascar!); anche questa si adatta particolarmente bene alla stesura di narrazioni che prendano spunto da libri e film
  • Dialoghi immaginari; questa tipologia è utilizzabile pressochè in ogni disciplina e consiste nel far dialogare personaggi appartenenti ad epoche diverse o anche alla medesima, su temi oggetto di studio da parte dei ragazzi. Un esempio potrebbe essere far dialogare Aristotele e Platone sul tema della fisica e metafisica, oppure Newton ed Einstein
  • Interviste impossibili; affine alla precedente, si tratta di un dialogo dove, di norma, un contemporaneo (in genere lo studente) intervista un autore o un personaggio storico studiato o da studiare
  • Ricostruzione storica; Dst particolarmente impegnativo, prevede la ricostruzione storica di un evento (di norma molto ristretto nello spazio e nel tempo) a partire da fonti fornite dal docente o, perchè no, reperite dallo studente (magari a partire da sitografia o bibliografia fornita dall’insegnante)
  • Racconto; forse il Dst per antonomasia, esso tuttavia risulta sconsigliabile a chi si avvicini per la prima volta a questa metodologia didattica poichè rimane molto difficile, in quanto ha in genere uno “schema libero”, che non prevede vincoli come i casi precedenti. Per semplificare questa tipologia è possibile inserire tutta una serie di indicazioni da rispettare. Facciamo un esempio: “Scrivi un racconto di 4 pagine, con un personaggio desunto da un’opera letteraria a te nota, ambientato in luogo chiuso, senza dialoghi e con finale aperto”. In tal modo il Dst può riuscire in modo più semplice.
  • (Auto/Pseudo)Biografia: il racconto della vita (naturalmente un “frammento” di vita!) di un personaggio e, se si è particolarmente creativi, di un oggetto. Un esempio: la vita della pietra che è divenuta celebre poi col nome “Pietà di Michelangelo” (una a scelta!)
  • Reportage: qui il Dst confine con un’altra interessante tipologia didattica che è appunto il reportage; per differenziarlo da quest’ultima è rigorosamente richiesta una voce narrante
  • Programma TV: non sembra un Dst ma lo è; è possibile ipotizzare  che gli studenti strutturino una sorta di palinsesto di una puntata di un programma di divulgazione scientifica (ad. es. Quark, Ulisse, etc.) e realizzino un breve clip video di qualche minuto del programma medesimo

Naturalmente le tipologie sono più numerose, ma con queste è già possibile partire.

In caso di interesse si organizzano corsi e workshop sulla suddetta metodologia.

Emiliano Onori

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