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DigComp (Competenze Digitali): è arrivata l’ora di farlo entrare in classe

Da molto tempo si discute sull’opportunità di portare le Competenze Digitali in classe. Tuttavia al momento questa fondamentale iniziativa non è ben strutturata all’interno delle Indicazioni Nazionali. Eppure esistono numerosi modelli e quadri di riferimento che potrebbero semplificare molto l’implementazione in aula a quanti volessero integrare l’acquisizione delle competenze digitali in classe. Il più noto dei “quadri di riferimento” in tal senso è certamente il DigComp. Ma vediamo di che si tratta, per punti sintetici:

  • Il DigComp è tecnicamente un “framework” cioè un “quadro (europeo) di riferimento” che raccoglie le fondamentali competenze digitali che tutti i cittadini (quindi non solo gli studenti) dovrebbero oggi possedere
  • Il DigComp è stato realizzato nel 2013 da un Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea; nel 2016 è stata pubblicata la versione 2.0 e nel 2017 la versione 2.1
  • Nel DigComp, inteso come quadro di riferimento, ci sono 5 aree di competenza

-Alfabetizzazione su informazioni e dati

-Comunicazione e Collaborazione

-Creazione di Contenuti Digitali

-Sicurezza

-Problem Solving

  • Nel DigComp ogni area di competenza è declinata in sottoaree maggiormente specifiche, ad esempio:

  • Nel DigComp sono presenti 8 livelli di padronanza per ciascuna competenza (proprio come nel quadro EQF delle lingue), Ecco un esempio:

  • Nel DigComp ogni competenza è spiegata mediante: area di competenza e riferimento, descrittori della competenza, livelli di padronanza ed esempi d’uso

Ma facciamo subito un esempio concreto. Nell’area 1 (Alfabetizzazione su informazioni e dati) ecco i primi livelli di padronanza

Ed ecco gli esempi di utilizzo:

 

Come è possibile vedere quindi, il framework è molto completo sia a livello di descrizione delle aree (cinque), che dei livelli (otto). Ora, come portare tutto questo in classe? Molti docenti già lo fanno (magari in modo inconsapevole e in un certo senso “al di fuori” del framework DigComp) invitando gli alunni a realizzare attività che prevedano l’uso del digitale, pensiamo a:

  • realizzazione di video, audio, podcast, siti web
  • reperimento informazioni, video, risorse online
  • creazione di documenti multimediali o programmazione (coding)

E per questi docenti quale è il valore aggiunto del DigComp? Tale valore è dare un “quadro di riferimento” (europeo e scientificamente validato) per misurare, descrivere, insegnare le competenze digitali, e non è cosa da poco.

Nei prossimi contributi vedremo esempi specifici di come certe attività didattiche svolte col digitale (debate, digital storytelling, flipped classroom) possano essere “inquadrate” all’interno proprio del DigComp.

Ora alcuni riferimenti utili:

  • Qui una video conferenza di Gino Roncaglia:

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A breve verranno pubblicati contributi sul tema “DigComp e attività in aula”


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Emiliano Onori 

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Mi chiamo Emiliano Onori, sono insegnante di italiano e latino e formatore. Vivo nella provincia di Perugia ma insegno in quella di Arezzo. Leggi tutto

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