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Team Digitale: e se includessimo anche gli studenti?

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Uno degli aspetti più innovativi del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) è senza dubbio l’apertura alla comunità scolastica. Questo aspetto è così strategico che rientra in uno dei tre compiti precipui dell’animatore digitale (assieme alla “formazione interna” e alla “creazione di soluzioni innovative”). Coinvolgere la comunità scolastica significa innanzi tutto mettere i docenti e gli amministrativi nella condizione di poter fruire di una comunicazione efficace e rapida. Allo stesso tempo tale coinvolgimento implica far emergere esperienze e buone pratiche (didattiche e, perchè no, anche amministrative) che troppo spesso appartengono al sommerso lavoro scolastico. Data la delicatezza e l’imponenza dell’impegno a carico dell’Animatore Digitale (non a caso misurato su una “lunga durata” triennale) si è ritenuto opportuno affiancarlo da un “Team per l’Innovazione” che ne supporti azioni e iniziative. Ritengo tuttavia che tale azione possa trovare un valido completamento se aperta anche alla componente studentesca. Vediamo perchè.

Il “Team per l’Innovazione” avrà, tra gli altri, il compito di fornire supporto, operativo e strategico, all’Animatore Digitale quindi, prevedibilmente, potrà dare indicazioni su questi ambiti:

  • Strategie di Formazione Interna del Corpo Docente
  • Strategie Didattiche Efficaci (supportate dalle tecnologie)
  • Campagna di acquisti per forniture digitali
  • Policies interne per un uso consapevole delle tecnologie

Anche solo volendo enucleare questi quattro aspetti, per la verità piuttosto generali, si capisce come l’apertura ad una eventuale componente studentesca possa essere fertile e felice. Quante volte le scuole, infatti, pianificano massicce campagne di acquisto di attrezzatura tecnologica senza coinvolgere gli studenti che, di norma, sono poi gli utenti finali di tali strumenti? Ricordo poi che il PNSD ha aperto, in modo lungimirante e saggio, anche al BYOD (Bring Your Own Device), modalità con la quale gli alunni partecipano alle attività digitali coi loro dispositivi. Volendo concretamente ragionare sull’apporto che un “team per l’innovazione studentesco” potrebbe portare, potremmo evidenziare questi aspetti:

  • Indicazioni su adozioni di libri di testo digitali (molti dei quali sono ancora, purtroppo, semplici pdf del cartaceo);
  • Suggerimenti su modalità didattiche 2.0; non tutti gli studenti apprezzano, ad esempio, il “cooperative learning” (anche se spesso i docenti mettono in campo un semplice “lavoro di gruppo” chiamandolo “cooperative learning”, con buona pace di David e Roger Johnson), mentre trovano piuttosto utile la “classe capovolta”;
  • Spunti per acquisti di lim, notebook, tablet, workstation, stampanti 3d ed altro;
  • Proposte per la partecipazione a convegni realmente interessanti per il corpo studentesco (penso al recente Festival della Didattica Digitale di Lucca)
  • Consigli sull’implementazione di infrastrutture software come le piattaforme didattiche (“Edmodo”, “Fidenia”, “Google Apps for Education” che gli studenti del team potrebbero sperimentare come “beta tester” per poi estenderle al resto della comunità degli alunni)
  • Ispirazioni su tutto quel mondo (digitale e non) che ad un docente non verrà mai in mente!

Questi non sono che alcuni preliminari aspetti su cui fertile potrebbe essere l’apporto dei nostri studenti. Inoltre, se la sperimentazione dovesse risultare positiva, potremmo non escludere l’ipotesi di un “team per l’innovazione” composto dai genitori, che nulla abbia a che vedere col coinvolgimento degli stakeholder locali, la cui presenza è comunque prevista dal PNSD.

In conclusione ritengo che i veri “portatori di interesse” (per non usare sempre l’anglismo “stakeholder!) cui deve andare il nostro impegno ed il nostro primo pensiero, didattico e tecnologico, siano e restino i nostri studenti, attorno ai quali va costruito un “mondo di innovazione” serio, consapevole e sostenibile.

Emiliano Onori

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Mi chiamo Emiliano Onori, sono insegnante di italiano e latino e formatore. Vivo nella provincia di Perugia ma insegno in quella di Arezzo. Leggi tutto

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