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Project Work su Lessico Latino o Greco: Alla ricerca delle parole perdute

Come insegnare in modo innovativo e possibilmente coinvolgente le discipline classiche? I modi sono molti, specie quando si parla di quel tesoro di testi che è la letteratura antica. Ma quando si studia lessico e grammatica? Qui le cose si fanno più complicate, specie se adoperiamo metodologie tradizionali di insegnamento (leggasi: studio mnemonico di forme!).

Una metodologia che può venirci in aiuto è il cosiddetto Project Work, vale a dire l’apprendimento per progetto. In sintesi:

  • si sceglie un progetto ed un prodotto finale da realizzare (ad esempio un semplice cartellone) in base a determinati obiettivi didattico-disciplinari,
  • si formano i gruppi (sempre meglio lavorare in gruppo!),
  • si consegnano i materiali o si danno indicazioni su dove reperirli
  • si fissa una data intermedia per controllo in itinere e una data di scadenza
  • (opzionale ma consigliato) si invitano i ragazzi ad illustrare il progetto

Come declinare questo approccio per uno studio del lessico? Vediamo:

Idea di Fondo: lo studio delle famiglie di parole (in qualunque lingua) è utile per ampliare il proprio lessico e per riflettere sulle contaminazioni linguistiche (lingue di super e substrato). Tuttavia apprendere lunghi elenchi di parole senza una doverosa “visualizzazione” può essere uno sforzo frustrante e comunque destinato ad evaporare in breve (specie se quelle parole non si adoperano, e in media le parole latine e greche non si adoperano in sè)

Requisiti: conoscere il concetto di campo semantico, lingue romanze e indoeuropeo

Obiettivi Didattici: studiare la produttività di una o più radici; riflettere sulla sinonimia

Obiettivi Trasversali: lavorare in gruppo, effettuare ricerche online, scegliere materiale iconografico, usare editor di testi (online e/o non)

Fasi di lavoro in classe: scegliere (insieme al docente) una o più radici da studiare; selezionare almeno un termine derivante da quella radice ed il suo sinonimo; scegliere immagini (o realizzare illustrazioni) che rappresentino i termini scelti;

Fasi di lavoro in gruppo a casa: proseguire nella scelta delle parole derivanti dalla radice scelta ed eventuali sinonimi; abbinare a ciascun termine una immagine significativa, stamparla ed incollarla nel cartellone (oppure nel file multimediale). Illustrare i risultati del lavoro (quindi il prodotto realizzato) in classe

Tempi: i tempi dipendono dal numero di parole scelte e dalla complessità del prodotto da realizzare (cartellone, sito web, meme, post di un social, etc.). In ogni caso visto che si richiede ai ragazzi un lavoro di gruppo si può ipotizzare un tempo di almeno 10/15 giorni.

Vantaggi: un lavoro di questo tipo presenta diversi vantaggi: i ragazzi comprendono meglio i legami tra le lingue (antiche e moderne), si abituano a lavorare in gruppo, iniziano a ragionare tramite una comunicazione multicanale (testo, immagini, eventuali video e audio), capiscono che una ricerca online è meno banale e semplice di quanto si pensi (specie in relazione ai diritti delle immagini da selezionare).

 

Ora vediamo una serie di spunti e materiali utili per un progetto di questo tipo

Greco Vivo su Facebook (link diretto alla pagina): i social non sono soltanto un “pensatoio” caotico ed ignorante, spesso hanno al loro interno risorse assolutamente pregiate, è il caso del profilo facebook di Greco Vico, che periodicamente pubblica immagini, e relativa spiegazione, simili a quelle richieste dal nostro progetto, ad esempio:

(testo) Greco Vivo: percorsi e vagabondaggi nei labirinti delle parole, nella selva delle lingue (link al sito). La pagina Facebook di Greco Vivo rimanda in realtà ad un prezioso testo; si tratta di un ottimo libro in forma di repertorio che al suo interno reca migliaia di termini spiegati in modo approfondito. I termini scelti sono per lo più quelli che presentano maggiori legami con l’italiano e non solo. Qui un breve estratto in pdf 

 

(approfondimento) Come impariamo una lingua, cosa ci dicono le neuroscienze. L’idea di realizzare un cartellone non è così peregrina né tanto meno vuole essere un omaggio alla scuola che fu (del resto al posto del cartellone è possibile realizzare una infografica digitale, un post, uno slideshow con qr code, etc.), è piuttosto un suggerimento accolto da quanto ci dicono le neuroscienze sull’apprendimento delle lingue.

Possiamo insegnare il latino come 30 (o 300) anni fa? Sì, purtroppo sì. Possiamo ignorare quello che ci dice la scienza? Purtroppo sì, ma sarebbe preferibile di no. Ecco dunque due interessanti approfondimenti, per i quali sono grato a Greco Latino Vivo (un vivissimo centro di studi classici, qui il loro sito)

Come impariamo una lingua – parte prima

Come impariamo una lingua – parte seconda

 

(iniziativa) #ParoleDaSalvare di Zanichelli. Sempre a proposito di parole, ma stavolta della lingua italiana, è possibile fare un lavoro simile a partire da una bella iniziativa di Zanichelli che sta portando nelle piazze delle maggiori città italiane degli stand e totem presso i quali poter “prendere” una parola da “salvare”.

Le parole, dunque, come un vero e proprio bene culturale da salvaguardare e proteggere (qui il link dell’iniziativa connesso al nuovo dizionario Zanichelli)

Conclusioni

Eccoci giunti alle battute finali. Come abbiamo visto, insegnare ed apprendere il lessico mediante un progetto concreto può essere senza dubbio più divertente e stimolante rispetto allo studio di freddi elenchi di parole. Questo approccio attivo non si applica soltanto alle lingue classiche ma ad ogni lingua (e ad ogni livello). In uno scenario come questo gli studenti si sentiranno maggiormente partecipi del loro percorso di formazione e, probabilmente, ricorderanno meglio qualche parola studiata poichè l’avranno letteralmente “ancorata” ad un vissuto di studio innovativo e partecipativo.


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Emiliano Onori 

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