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Portare Agenda 2030 in aula: Flipped Classroom su Acqua e Igiene

Proseguiamo la nostra rassegna di Metodologie Didattiche Attive (qui trovate le precedenti) applicate all’Agenda 2030. Stavolta vedremo come organizzare una Flipped Classroom relativa al GOAL 6: Acqua Pulitca e Servizio Igienico Sanitari. Cosa si intende per Flipped Classroom (Classe Capovolta)? Si tratta di un’ottima metodologia didattica attiva che capovolge la tradizionale impostazione didattica di spiegazione (in classe) e compiti (a casa). Mediante l’ausilio di video brevi (o comunque di materiali, possibilmente multimediali, agili e chiari, non quindi il libro di testo!), gli alunni approfondiscono a casa un tema, sul quale poi sono chiamati a lavorare in classe. In altre parole qui il docente interviene nel momento di massimo bisogno degli alunni, vale a dire l’applicazione pratica di quanto studiato. In rete in ogni caso è possibile trovare tantissimi riferimenti sulla flipped classroom, oltre che un attivissimo gruppo facebook in merito.

Veniamo quindi al lavoro da proporre, in tal caso ad un gruppo di scuola secondaria di primo o secondo grado. Ecco la scheda:

Idea di fondo: piuttosto che spiegare frontalmente il gravoso problema dell’acqua, si chiede agli alunni che rapporto abbiano con essa (consumi, usi, abusi, etc.); da questo brainstorming emerge statisticamente un uso scorretto di questo bene comune (almeno da parte di alcuni alunni). Da qui si può partire per trattare il tema, toccando temi come: accesso equo, servizi sanitari, inquinamento delle falde, efficienza idrica, gestione fognaria. A partire dunque da una dimensione individuale si arriva a trattare un problema di rilevanza collettiva (Cittadinanza ed Educazione Civica) e mondiale.

Progetto/Prodotto da realizzare: realizzare una proposta scritta (fittizia ma realistica) da inoltrare agli uffici preposti del proprio comune di residenza con una serie di proposte concrete per arginare il problema dell’eccessivo consumo idrico

Requisiti: aver letto tutti o parte degli articoli sul tema in questione presenti nel sito dell’Agenda 2030 (cioè qui)

Obiettivi Didattici: conoscere in modo approfondito il tema dei consumi e inquinamenti idrici

Obiettivi Trasversali: saper individuare ed elaborare proposte operative da inoltrare agli uffici preposti

Fasi di lavoro in classe: il docente illustra il portale e alcuni concetti chiave mediante la lettura e il commento di articoli; dà poi i materiali da visionare a casa (possibilmente video, non necessariamente dal sito agenda 2030, su youtube ce ne sono molti, ecco un esempio)

Fasi di lavoro a casa: si discute quanto appreso in classe, si prende nota di eventuali dubbi, si elabora (possibilmente in gruppo) un documento da inviare (fittiziamente o, perchè no, realmente) agli uffici preposti del proprio comune di residenza

Tempi: per un lavoro di tal genere, ipotizzando una introduzione di circa 30/45 minuti occorre almeno 1 o 2 settimane, specie se effettuato in gruppo. E’ opportuno prevedere fasi di lavoro ravvicinate per non disperdere idee e concentrazione.

Consegne: può essere utile leggere alcuni documenti di richiesta di intervento inviati al proprio comune di residenza, di modo da comprendere struttura e forma di documenti di tal genere

Valutazione: per la valutazione è possibile procedere con rubric appositamente predisposte oppure tramite elaborato a risposte aperte (o chiuse) sugli obiettivi didattici su esposti

Vantaggi: il vantaggio di un lavoro di questo tipo è innanzi tutto quello di invitare i ragazzi a parlare delle proprie abitudini circa il consumo dell’acqua. In secondo luogo altro aspetto positivo è concentrarsi a casa sullo studio di materiali multimediali (ad esempio video didattici, ancora poco usati a scuola). Infine la realizzazione di un documento formale è un ottimo spunto per comprendere tipologie testuali di norma non frequentate a scuola (non essendo testi di natura letteraria).

 

Conclusioni
Questo tipo di approccio allo studio è fortemente “attivo” poichè coinvolge gli studenti a partire proprio dal loro vissuto. La richiesta poi di elaborare un documento formale è, di norma, molto più sfidante di un qualunque tema sull’argomento.


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Emiliano Onori 

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