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Portare Agenda 2030 in aula: Debate (in CLIL?) su Ridurre le Disuguaglianze

Category : Agenda2030, Debate · by Nov 18th, 2019

In alcuni precedenti contributi (clicca qui per vederli) abbiamo visto come implementare Agenda2030 in aula. Oggi vediamo uno degli aspetti più “dibattuti”, vale a dire quello della riduzione delle disuguaglianze (GOAL10, qui un approfondimento), eventualmente da realizzarsi in modalità CLIL . Ecco un breve video introduttivo in inglese che può essere utile:

Come poter dunque far divenire questo argomento un tema sentito e affascinante? Una risposta potrebbe essere: metterlo al centro di un Debate. Il Debate è una metodologia didattica che in italiano potremmo rendere con Dibattito Critico. Si tratta di un confronto dialettico tra due studenti o, meglio, due gruppi di studenti a proposito di un tema dato e concordato, basato sui dati e con tempi rigorosamente stabiliti. La tesi deve essere particolarmente netta (e possibilmente divisiva), ad esempio: “Le disuguaglianze si riducono per forza di legge”, oppure “Le disuguaglianze sono innanzi tutto un problema etico”. I due gruppi saranno “pro” e “contra” tali assunti. Per chi volesse approfondire la metodologia del Debate è possibile visionare questo contributo presente anche al termine di questo articolo oppure consultare la pagina di Avanguardie Educative.

Di seguito un sintetico schema di progettazione dell’attività:

Idea di fondo: piuttosto che ascoltare dibattiti televisivi oppure sostenere opinioni non suffragate da fatti (e purtroppo i social network sono spesso piazze sin troppo superficiali per documentarsi sul tema in questione), gli studenti dovranno prima documentarsi in modo approfondimento sul tema poi sostenere e argomentare una tesi al riguardo (concordata col docente)

Progetto/Prodotto da realizzare: qui non è presente un prodotto materiale, il progetto consiste unicamente nello confronto dialettico tra due gruppi di studenti (e un terzo gruppo che funge da pubblico e/o giudice)

Requisiti: aver letto tutti o parte degli articoli sul tema scelto connesso ad Agenda 2030 (qui un repository)

Obiettivi Didattici: conoscere in modo approfondito il tema delle disuguaglianze (come fonti utilizzare i libri di testo e i documenti dell’Asvis) in particolare concetti come: green economy, sviluppo sostenibile, attività del World Social Forum.

Obiettivi Trasversali: saper lavorare in gruppo; saper selezionare i dati pertinenti per un dibattito; saper organizzare una o più argomentazioni

Fasi di lavoro in classe: il docente illustra il portale e alcuni concetti chiave legati al GOAL scelto

Fasi di lavoro a casa: si leggono i materiali presenti nel portale, si elaborano strategie comunicative

Tempi: per un lavoro di tal genere, ipotizzando dibattito di circa 30 minuti (con interventi da 5 minuti) occorrono dalle 2 alle 3 settimane, specie se effettuato in gruppo. E’ opportuno prevedere una scadenza mediana in itinere per verificare l’avanzamento dei lavori

Consegne: nell’ipotesi in cui il gruppo di lavoro utilizzi risorse esterne al sito Indire, sarà necessario fornire tale documentazione al docente con largo anticipo rispetto alla data del debate

Valutazione: per la valutazione è possibile procedere con rubric appositamente predisposte oppure tramite elaborato a risposte aperte (o chiuse) sugli obiettivi didattici su esposti

Vantaggi: il vantaggio di un lavoro di questo tipo è innanzi tutto quello di parlare sostenendo una tesi mediante dati e numeri. In secondo luogo il vantaggio è quello di confrontarsi con gli altri per elaborare una strategia dialettica e persuasiva. Infine altro vantaggio è esercitare l’ascolto attivo (utilissimo quando si ascolta la squadra “avversaria” per porre eventuali domande)

Suggerimenti:

Qui un Ted Talk sul tema:

E qui invece un approfondimento (sempre in inglese):

Conclusioni

Questo tipo di approccio allo studio è fortemente “attivo” poichè coinvolge gli studenti nella scelta delle argomentazioni da sostenere. La richiesta di documentare ogni affermazione mediante dati reperibili e verificabili consente di riflettere sulla necessaria attività di fact checking e, di conseguenza, invita ad una più ampia riflessione sul tema delle cosiddette fake news.

Da ultimo un breve video che illustra il debate


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Emiliano Onori 

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