Design Didattico

Instructional Design & Media Education



Imparare con le storie. Corso di Digital Storytelling a San Giovanni Valdarno per Infanzia e Primaria

Tra Marzo e Maggio 2018 si terrà a San Giovanni Valdarno un corso di formazione rivolto ai maestri della scuola primaria aderenti all’associazione AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici) sullo Storytelling, dal titolo “Imparare con le Storie”.

Il corso ha l’obiettivo di illustrare le modalità tecniche (digitali e non) con cui insegnare attraverso la narrazione di una storia. L’approccio sarà totalmente laboratoriale, durante gli incontri infatti verranno costruite delle storie da riutilizzare in aula.

Il corso avrà una durata di 12h divise in 4 incontri da 3h ciascuno (16.30-19.30).

A breve seguirà il calendario.

 

Non sono richieste specifiche competenze informatiche.

Il percorso formativo sarà certificato (essendo l’AIMC ente accreditato MIUR) come credito formativo per 25h.

Il corso sarà tenuto da Emiliano Onori.

Per informazioni info@designdidattico.com

 

 

Emiliano Onori

designdidattico.com
info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico

Workshop su Webquest e Problem Based Learning a Ciampino. Marzo-Aprile 2018

Category : Corsi, Eventi, Pbl, webquest · No Comments · by Mar 11th, 2018

In data 14 e 15 marzo e 4 e 5 aprile 2018  si terrà presso l’istituto Umberto Nobile di Ciampino un workshop intensivo sulle Metodologie Didattiche Attive, centrato in particolare su Webquest (approfondimento) e Problem based Learning (approfondimento)

Il workshop avrà una durata complessiva di 16h frontali  divise in due momenti (marzo e aprile) e avrà lo scopo di illustrare le potenzialità didattiche delle metodologie didattiche attive di cui il Webquest e il Problem Based Learning rappresentano un ottimo modello.

Il workshop avrà un approccio laboratoriale.

Le due giornate formative saranno tenute da Emiliano Onori.

 

Emiliano Onori

designdidattico.com
info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico

Webquest, Internet e il Pensiero Critico. Come portare tutto in classe

Category : Riflessioni · No Comments · by Mar 3rd, 2018

Che internet sia entrato prepotentemente nella didattica degli ultimi anni è un fatto innegabile. Che lo abbia fatto in modo coerente e ordinato è invece più discutibile. Un esempio. Se fino a 15 anni fa si poteva richiedere serenamente agli alunni una ricerca in biblioteca, giacchè i testi in essa presenti erano in qualche modo già validati e tutto sommato affidabili, oggi con la rete questo passaggio non è scontato. Come ci insegna Rheingold in un illuminante passaggio del suo testo p.79 (“Perchè la rete ci rende intelligenti”)

“Ho l’impressione che adesso il compito (di verificare) tocchi a chi trova informazioni sul Web piuttosto che a chi ce le mette”

(cfr dopo per intero passaggio)

E’ avvenuta, in altre parole, una sorta di improvvisa rivoluzione, ora il compito di verificare spetta a chi legge, non a chi scrive. Questo passaggio ha delle enormi implicazioni didattiche. Una delle quali è ovvia: non si può dire semplice ai ragazzi di svolgere una ricerca online, senza che prima non li si sia istruiti a sufficienza sul come valutare l’informazione in rete.

A tale proposito ci viene in aiuto una straordinaria metodologia didattica che è il webquest. Non si tratta di altro che di una ricerca online guidata (a differenza del pbl che risulta più complesso). Tramite il webquest si può implementare l’uso di internet in classe, previa formazione degli studenti sulle modalità di verifica dei dati online.

Di seguito una serie di approfondimenti sul webquest.

Il Webquest: tecnologie e valutazione

 

Il Webquest come strategia didattica per l’uso consapevole di internet

 

Il Webquest: i paradigmi pedagogici che ne stanno alla base

 

Esempio di Webquest: Internet ci rende intelligenti o stupidi?

 

Esempio di Webquest: Di cosa parliamo quando parliamo di cibo

 

Corsi e Workshop Certificati da 25h e 990 euro su Webquest e Didattica per Problemi (PBL)

 

Emiliano Onori

designdidattico.com
info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico

 

*La prima volta che ho visto mia figlia usare un motore di ricerca per i suoi compiti, le ho spiegato che “un tempo, le informazioni si raccoglievano andando in biblioteca per consultare un libro o un articolo di rivista. Magari si era in disaccordo con quanto scritto nel libro, ma si poteva stare ragionevolmente certi che, prima della pubblicazione, qualcuno avesse controllato le affermazioni dell’autore riguardo ai fatti citati. Quando si consultano i risultati di un motore di ricerca sul Web e si clicca su un link, invece, non si può essere sicuri della correttezza o meno delle informazioni trovate; è più facile incappare in informazioni scorrette e falsità totali”. “Chi mi può aiutare a sapere come stanno le cose?”, mi ha chiesto, arrivando così al cuore della sfida di Internet alla secolare autorità dei testi. “Ho l’impressione che adesso il compito tocchi a chi trova informazioni sul Web piuttosto che a chi ce le mette”, ho risposto, suscitando in mia figlia un’espressione di sgomento. “Puoi lasciarti facilmente indurre a credere a falsità di ogni tipo se non sai capire la differenza fra le informazioni buone e quelle cattive.” Per spiegarle ciò che intendevo, ho digitato il nome di Martin Luther King Jr., leader del movimento
per i diritti civili. Sapevo che, nella maggioranza dei motori di ricerca, la parte superiore della prima pagina di risultati ospita un link a un sito intitolato “Martin Luther King Jr.: la vera indagine storica”.1 Non ci vuol molto per rendersi conto che questa “vera indagine storica” in realtà presenta King come un personaggio losco. Ho chiesto: “Come fai a sapere se è vero o no?”. “Assomiglia a qualsiasi altra cosa sul Web”, ha risposto mia figlia. “Cerca l’autore”, le ho suggerito. (Howard Rheingold, Perchè internet ci rende intelligenti”, Raffaello Cortina Editore, p.79)

 

 

Workshop su Webquest e Problem Based Learning a Ciampino. Marzo-Aprile 2018

In data 14 e 15 marzo e 4 e 5 aprile 2018  si terrà presso l’istituto Umberto Nobile di Ciampino un workshop intensivo sulle Metodologie Didattiche Attive, centrato in particolare su Webquest (approfondimento) e Problem based Learning (approfondimento)

Il workshop avrà una durata complessiva di 16h frontali  divise in due momenti (marzo e aprile) e avrà lo scopo di illustrare le potenzialità didattiche delle metodologie didattiche attive di cui il Webquest e il Problem Based Learning rappresentano un ottimo modello.

Il workshop avrà un approccio laboratoriale.

Le due giornate formative saranno tenute da Emiliano Onori.

 

Emiliano Onori

designdidattico.com
info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico

Collaborazione Emiliano Onori DesignDidattico e Pearson Editore

Con grande piacere e soddisfazione si comunica la collaborazione tra Emiliano Onori DesignDidattico e la nota casa editrice Pearson, per la realizzazione di alcune sezioni del testo di letteratura “Una grande esperienza di sè” di Alessandra Terrile, Paola Biglia e Cristina Terrile.

Qui un approfondimento sul testo

 

INFO E CONTATTI

Emiliano Onori (docente e formatore)

designdidattico.com

info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico

Il Debate ovvero una palestra per il Pensiero Critico

Una delle metodologie didattiche attive che merita un sempre maggiore interesse da parte soprattutto dei docenti della scuola secondaria, sia di primo che secondo grado, è il debate o “dibattito critico”. Si tratta di una tecnica mediante la quale due studenti, o due gruppi di studenti, si confrontano dialetticamente su un problema dato, all’interno di una cornice di regole, strumenti e tempi decisa a monte col docente. Tale tecnica, molto adoperata nelle scuole anglosassoni (in alcuni casi è persino curricolare), affonda le sue radici nelle “controversiae et suasoriae” del mondo latino o, per avvicinarci maggiormente al nostro tempo, nelle “disputationes” medievali. Dunque è una metodologia didattica “tota nostra”, sebbene ad oggi sia utilizzata maggiormente in ambiti non mediterranei.

Come strutturare quindi una azione didattica tramite il debate? Vediamo alcune fasi salienti:

– Argomento: il docente, possibilmente con gli alunni, sceglie un tema da dibattere; si consiglia la scelta di argomenti vicini al vissuto degli alunni, ad esempio l’uso della rete e dei social network, l’uso (e l’abuso) del cibo spazzatura. E’ opportuno selezionare un argomento piuttosto divisivo, vale a dire un ambito nel quale si prevedano due polarità di punti di vista.

– Ruoli: qui le scelte possono essere diverse; è possibile creare un gruppo con ruoli fissi oppure sorteggiare i ruoli nel giorno del dibattito; di norma i ruoli sono

— Oratore
— Ricercatore (di fonti)
— Editor testi/slide
— Editor immagini

E’ chiaro che la scelta dei ruoli e il loro impiego dipendono dagli obiettivi didattici del docente; sorteggiare i ruoli fa sì che “tutti sappiano tutto”, in altre parole “crea gruppo”, mentre con ruoli fissi (decisi da studenti o alunni) si predilige la specializzazione.

– Regole: il docente stabilisce come avverrà il dibattito; di norma inizia un gruppo (l’oratore può essere deciso oppure sorteggiato) che deve esporre la propria tesi senza interruzioni in 3/5/7 minuti. Poi interviene il secondo gruppo che espone la tesi opposta nello stesso minutaggio. A questo punto gli scenari possono cambiare

— Scenario Domande: il primo gruppo fa domande ai membri del secondo gruppo per mettere in crisi il loro punto di vista poi viceversa. Anche qui il numero delle domande e il tempo di risposta è deciso a monte. Di norma 2/3 domande con tempo di risposta di 1 minuto.

oppure

–Scenario Repliche: senza domande incrociate, semplicemente ogni gruppo replica il primo senario tramite altri interventi con gli stessi minuti

oppure

–Scenario Conclusioni: in questo caso non ci sono nè domande nè altre argomentazioni, semplicemente una perorazione finale in cui ogni gruppo tenta di convincere (movère) l’uditorio alla propria tesi.

Al termine del dibattito il pubblico deve valutare non tanto chi abbia ragione o torto quanto chi abbia meglio saputo utilizzare tempi, modi, strumenti e oratoria. Al pubblico (che in genere è formato dal docente e dagli studenti non coinvolti nel debate) è dunque un compito molto difficile: valutare singole voci concordate, anche queste, a monte dal e col docente. A tal proposito al pubblico viene di norma fornito un foglio con una checklist da compilare durante e al termine del debate. Essa in genere ha le seguenti voci:

– Gestione dei tempi
– Gestione delle risorse multimediali (se previste, ad es. grafici, foto, video)
– Conoscenza dell’argomento
– Capacità di porre domande sensate e pertinenti
– Abilità oratoria (uso del lessico appropriato, chiarezza espositiva, doti attoriali, etc.)

Quali sono i vantaggi didattici del debate? Eccoli in sintesi:

– Esercitarsi a sostenere una tesi tramite il supporto di fonti (ecco perchè si chiama non semplicemente “dibattito” ma “dibattito critico”)

– Rispettare l’altro

– Corredare il proprio punto di vista con documentazione multimediale

– Porre domande sensate

– Ascolto attivo

In futuri contributi vedremo nel dettaglio alcuni scenari operativi che possono essere implementati con debate, relativi a testi di Howard Rheingold e Manfred Spitzer sul tema “internet ci rende intelligenti o stupidi”?

Qui invece un video sul Debate

 

Per organizzare corsi e workshop sul digital storytelling scrivere a info@designdidattico.com

 

Emiliano Onori

designdidattico.com
info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico

Corso su Webquest e Problem Based Learning a Ciampino. Marzo-Aprile 2018

In data 14 e 15 marzo e 4 e 5 aprile 2018  si terrà presso l’istituto Umberto Nobile di Ciampino un workshop intensivo sulle Metodologie Didattiche Attive, centrato in particolare su Webquest (approfondimento) e Problem based Learning (approfondimento)

Il workshop avrà una durata complessiva di 16h frontali  divise in due momenti (marzo e aprile) e avrà lo scopo di illustrare le potenzialità didattiche delle metodologie didattiche attive di cui il Webquest e il Problem Based Learning rappresentano un ottimo modello.

Il workshop avrà un approccio laboratoriale.

Le due giornate formative saranno tenute da Emiliano Onori.

 

Emiliano Onori

designdidattico.com
info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico

Media Education Lab. Di cosa parleremo a Lucca 21 e 22 Febbraio 2018 #fDD

Category : Eventi, Med · No Comments · by Feb 20th, 2018

Ecco in breve di cosa parleremo a Lucca il 21 e 22 febbraio 2018 in relazione alla Media Education

In dettaglio:

Mercoledi 21 14.30-15.30 – San Micheletto Aula 2: Service Learning

Mercoledi 21 15.30-16.30 – San Micheletto Sala Conferenze: Service Learning

Giovedi 22 9.00-11-00 – San Micheletto Aula 1: Media Education Lab

Giovedi 22 14.30-16.30 – San Micheletto Aula 1: Media Education Lab

Service Learning – Far entrare in aula tematiche sociali e soft skill

Il Service Learning è un approccio didattico che coniuga “apprendimento” e “servizio” reso alla comunità. Tramite il Service Learning gli studenti non solo diventano consapevoli delle esigenze sociali del loro territorio ma cercano di elaborare strategie di intervento le cui finalità siano didattiche e sociali. A differenza del volontariato e dell’alternanza scuola-lavoro nel Service Learning l’azione solidale è parte integrante dell’apprendimento, che avviene tanto fuori quanto dentro l’aula.

Media Education Lab – Costruire un modulo didattico di Media Education a partire da una pubblicità

La Media Education è un processo che ha lo scopo di potenziare le abilità di accedere, analizzare, valutare e produrre messaggi in tutti i formati della comunicazione. Ad oggi è sempre più urgente implementarla in classe per rendere gli studenti consapevoli dei media che utilizzano. Un modo per farlo è partire dall’analisi di uno spot publicitario, di un articolo giornalistico, di un film o anche di un fumetto.

Ci vediamo a Lucca!

Emiliano Onori (docente e formatore)

designdidattico.com

info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico

Service Learning. Di cosa parleremo a Lucca 21 e 22 Febbraio 2018 #fDD


Ecco in breve di cosa parleremo a Lucca il 21 e 22 febbraio 2018 in relazione al Service Learning

In dettaglio:

Mercoledi 21 14.30-15.30 – San Micheletto Aula 2: Service Learning

Mercoledi 21 15.30-16.30 – San Micheletto Sala Conferenze: Service Learning

Giovedi 22 9.00-11-00 – San Micheletto Aula 1: Media Education Lab

Giovedi 22 14.30-16.30 – San Micheletto Aula 1: Media Education Lab

Service Learning – Far entrare in aula tematiche sociali e soft skill

Il Service Learning è un approccio didattico che coniuga “apprendimento” e “servizio” reso alla comunità. Tramite il Service Learning gli studenti non solo diventano consapevoli delle esigenze sociali del loro territorio ma cercano di elaborare strategie di intervento le cui finalità siano didattiche e sociali. A differenza del volontariato e dell’alternanza scuola-lavoro nel Service Learning l’azione solidale è parte integrante dell’apprendimento, che avviene tanto fuori quanto dentro l’aula.

Media Education Lab – Costruire un modulo didattico di Media Education a partire da una pubblicità

La Media Education è un processo che ha lo scopo di potenziare le abilità di accedere, analizzare, valutare e produrre messaggi in tutti i formati della comunicazione. Ad oggi è sempre più urgente implementarla in classe per rendere gli studenti consapevoli dei media che utilizzano. Un modo per farlo è partire dall’analisi di uno spot publicitario, di un articolo giornalistico, di un film o anche di un fumetto.

 

Ci vediamo a Lucca!

Emiliano Onori (docente e formatore)

designdidattico.com

info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico

Corsi sulle Google Apps…anche senza Google Apps!

Vorrei provare le Google Apps a scuola…ma non voglio subito attivarle!

Vorremmo sperimentare le Google Apps…ma non sappiamo come fare!

Abbiamo già molte piattaforme e vorremmo provare le Google Apps…senza attivarle!

 

Da oggi è possibile! Google infatti ha reso disponibili a tutti i semplici account gmail alcuni servizi tipici delle Google Suite (ad esempio Google Classroom). In tal modo è possibile, per ogni utente (animatori, team, docenti, formatori, etc.), provare il servizio Google Suite senza procedere all’attivazione da parte della scuola (che potrà essere sempre fatto in un secondo momento!).

 

Le Google Suite (ex Google Apps) for Education sono un servizio completamente gratuito messo a disposizione da Google per il settore Education. Tuttavia la configurazione iniziale spesso crea qualche difficoltà al personale tecnico che ha lo scopo di configurare i vari servizi. Per questo motivo si organizzano corsi e workshop che illustrino tanto il lato “didattico” delle Google Suite, vale a dire tutte le potenzialità in termini di insegnamento ed apprendimento disponibili grazie ai servizi Google, tanto il fronte “tecnico”, ossia quella parte riservata agli amministratori che avranno il compito di configurare in pochi passaggi tutto l’ecosistema Google. Di seguito alcuni possibili argomenti:

Lato Didattico:

  • Google Classroom (unico servizio non presente in un normale account gmail) che permette a docenti ed alunni di strutturare le  consegne direttamente online
  • Drive per la messa in condivisione dei contenuti
  • Youtube per la realizzazione ed eventuale condivisione di video prodotti dagli alunni (ideale per Flipped Classroom)
  • Calendar per fissare tutte le scadenze ed averle sempre sincronizzate nel proprio smartphone
  • Presentazioni e Documenti per realizzare documenti in cloud
  • Google Plus per mettere a disposizione degli alunni una sitografia di riferimento (utile per la Content Curation)
  • Gmail per la tradizionale comunicazione docente-alunno, docente-docente, alunno-alunno, segreteria-docenti, segreteria-alunni

Lato Tecnico

  • Configurazione iniziale tramite opportuna scelta di hosting (aruba o simili)
  • Configurazione account su smartphone/tablet e redirect mail personale su mail google apps
  • Indicizzazione automatica degli utenti (docenti, alunni, ata)
  • Creazione Organizzazione Utenti per suddividere permessi all’interno del sistema (ed inibire, ad esempio, l’uso di alcuni servizi come Youtube o altri)
  • Creazione di Gruppi e Alias per facilitare la comunicazione a gruppi di utenti
  • Report delle attività sospette
  • Attivazione (ed eventuale disattivazione degli account da smartphone e tablet)

Di seguito altre informazioni di natura organizzativa:

Durata: consigliate 8h per un approccio essenziale, ideali 12 o 16h per una gestione completa di ogni servizio

Strumenti: necessaria solo connessione ad internet, un laboratorio con videoproiettore ed un account @gmail.com

Partecipanti: il workshop è rivolto principalmante ad Animatori Digitali, Team Innovazione, Tecnici di Laboratorio

Competenze richieste: un competenza media nell’uso di strumenti come mail, cloud, piattaforme, registro elettronico

Periodi: i workshop possono essere organizzati, previo anticipo, in qualunque momento dell’anno

Costi: i costi sono equiparati ai corsi PON

Formatore: Emiliano Onori Google Certified Educator

Per maggiori informazioni scrivere a info@designdidattico.com

Emiliano Onori

designdidattico.com
info@designdidattico.com
facebook.com/DesignDidattico
twitter.com/Designdidattico
telegram.me/designdidattico