Design Didattico

Instructional Design & Media Education



Metodologie Attive. Digital Storytelling: “Intervista Impossibile”

Category : Video Tutorial · No Comments · by Mar 24th, 2017

ma DIGITAL STORY PROLOGHI intervista

Il Digital Storytelling è una “metodologia didattica attiva” poichè promuove la conoscenza mediante la costruzione/invenzione di una storia. E’ una metodologia “attiva” in quanto richiede allo studente di “inventare”, a partire da dati e conoscenze, una storia da raccontare oralmente o in forma scritta e multimediale. In questo modo la sua creatività è messa al centro del processo di apprendimento. In questo scenario le conoscenze (ad esempio “la vita” o “l’opera” di un autore) divengono pretesto (necessario ma non sufficiente) per il racconto di una storia. Le tipologie di storytelling sono numerose: intervista impossibile, finale o prologo alternativo, dialogo immaginario, racconto, ricostruzione drammatica di una vita, (pseudo)autobiografia, trattato scientifico, palinsesto televisivo. In questo caso vedremo un approfondimento su “Intervista Impossibile”.

Altri video sul Digital Storytelling sono disponibili qui.

A cura di Emiliano Onori

Emiliano Onori

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Pillole di Google Suite. #1 Scelta del Dominio

Una delle prime decisioni da prendere da parte degli amministratori delle G Suite è su quale dominio “installare” gli applicativi Google. La procedura di richiesta a Big G è in effetti molto semplice, si tratta in pratica solo di inviare la scansione di una carta intestata della scuola così che Google possa effettivamente verificare che sia un istituto e non una azienda a richiedere il servizio. Dopo questo accertamento sarà necessario inviare a Google alcune informazioni che attestino che il “dominio” (in altre parole il “sito”) sia di nostra proprietà. Per dominio intendiamo il nome dopo la @ che avranno poi gli indirizzi di posta creata, ad esempio: nome.cognome@lamiascuola.com

A Google sarà necessario inviare i dati DNS che il nostro fornitore (ad esempio “aruba”, “register”, o molti altri) ci fornirà all’atto dell’acquisto del dominio, di modo che possa “sostituirli” con i propri e, di fatto, attivare il servizio. A tale proposito è bene ricordare che sarà sufficiente acquistare anche la sola gestione dei DNS di un dominio, sebbene l’acquisto dell’intera gestione del sito sia preferibile, ancorchè più costosa (si tratta tuttavia ci cifre annuali piuttosto irrisorie, si va dai 10/20 euro ai 50 circa).

Chiarito quindi cosa inviare a Google (i valori dei DNS) si tratta di capire quale dominio comprare, in parole più semplici “quale nome” avranno i nostri indirizzi una volta attivato il servizio. Una buona idea potrebbe essere quella di utilizzare il medesimo “nome” del sito della scuola, ma cambiarne il dominio, facciamo un esempio. Poniamo il caso che la nostra scuola si chiami Liceo Leopardi, è probabile che essa abbia già un sito web dall’url www.liceoleopardi.it, ecco potremmo quindi scegliere per le app Google il dominio .education oppure il più semplice .eu, quindi potremmo comprare la gestione DNS del dominio www.liceoleopardi.education oppure www.liceoleopardi.eu

Quale il vantaggio quindi di NON usare un dominio esistente (nel nostro esempio www.liceoleopardi.it)? Semplice: tenere distinti i due servizi (sito scuole e G Suite) che tuttavia avranno un nome molto simile. In questa maniera agli amministratori del sito tradizionale .it non cambierà nulla, e del resto gli amministratori delle G Suite,  tramite un dominio .eu, non creeranno mai problemi alla gestione del sito web della scuola.

Nulla vieta tuttavia di “installare” le Google Suite in indirizzi esistenti (ad es. www.liceoleopardi.it), appare però forse più razionale, anche per una questione di gestione tecnico-amministrativa, tenere distinti i due servizi.

Una volta acquistato dunque il dominio .eu, i futuri indirizzi di posta degli utenti (docenti, studenti, eventualmente ata) saranno di questo tipo cognome.nome@liceoleopardi.eu oppure nome.cognome@liceoleopardi.eu (o con altre sintassi ancora, ad esempio con l’abbreviazione del nome e l’intero cognome, ad esempio m.rossi@liceoleopardi.eu oppure l’inverso rossi.m@liceoleopardi.eu).

Una volta sistemato questo punto preliminare saremo pronti per iniziare ad organizzare l’architettura interna degli utenti, che vedremo nella prossima pillola!

 

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Pillole di Google Suite

In occasione dell’apertura del gruppo Facebook “G Suite for Education Italia” (del quale ringraziamo Alessandro Bencivenni alias “ProfDigitale”) verranno a breve pubblicate delle Pillole di Google Suite (già Google Apps for Education) che avranno lo scopo di aiutare gli amministratori alle prime armi nella gestione dell’architettura di sistema!

A presto su www.designdidattico.com

 

Emiliano Onori (Admin G Suite per Liceo Città di Piero di Sansepolcro AR)

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Il Digital Storytelling come “Diario di Bordo” di una esperienza didattica

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Il Digital Storytelling si presta a molte declinazioni didattiche. Tra le più note: le interviste impossibili (ad esempio ad un personaggio della storia), i prologhi alternativi di celebri opere letterarie, i finali alternativi, i dialoghi impossibili (ad esempio tra due matematici, fisici, filosofi, etc.).

Accanto a queste varianti ve ne è un’altra altrettanto efficace: il “Diario di Bordo”. Essa si presta perfettamente a raccontare:

  • una uscita didattica e/o uno scambio linguistico
  • un esperimento di laboratorio piuttosto lungo
  • un campo ambientale
  • una alternanza scuola lavoro
  • un project work (di robotica, coding, etc.)
  • un giornalino di classe/istituto
  • …molto altro!

Quali strumenti online utilizzare? Di certo il più completo è il blog, che per sua natura ha un impianto e struttura cronologica, oppure anche altri tools di più facile utilizzo come tackk, adobe sparks, smore, etc.

Di seguito un video che illustra il funzionamento del “Digital Storytelling” nella sua variante: “Diario di Bordo”.

 

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Didattica Aumentata: di che si tratta!

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La “Didattica Aumentata” è quell’insegnamento che, partendo di norma dal libro di testo o da una metodologia tradizionale (ad es. la lezione frontale), viene arricchito dal comparto multimediale. Una lezione in “didattica aumentata” potrebbe prevedere lo studio di un capitolo del libro da parte dello studente e, come compito, l’arricchimento di un determinato passaggio tramite video, ricerche multimediali, audio, immagini etc.

Quale il vantaggio? Semplice: arricchire i contenuti “statici” del libro tramite contributi dinamici da parte del docente e dello studente. In tal modo la didattica tradizionale, che ha ancora molto da dire, risulterebbe arricchita in termini di contenuti e forme.

Un esempio piuttosto celebre di libro (elettronico) potrebbe essere il seguente, tratto da un ted Talk:

A breve verranno pubblicati su dedigndidattico.com alcuni spunti per “aumentare” la didattica, ad esempio, della storia, geografia, storia dell’arte, letteratura, etc.

 

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Un esempio di Debate in classe: “Machiavelli è un autore moderno?”

Category : Video Tutorial · No Comments · by Ott 19th, 2016

Per “Debate” (Dibattito Critico) si intende una modalità didattica attiva che prevede, proprio come le controversiae e suasoriae antiche, il dibattito argomentativo attorno ad un tema dato. Il docente, assieme alla classe, sceglie un tema da dibattere, di norma piuttosto specifico. Può essere svolta in singolo o in gruppo e generalmente prevede una scaletta piuttosto rigida, ad esempio: illustrazione della propria tesi, domande al gruppo che sostiene la tesi opposta, perorazione finale a cui può far seguito il giudizio da parte del pubblico (il resto della classe). Questa metodologia aiuta gli studenti su diversi fronti: parlare in pubblico, documentare le proprie opinioni, ascoltare con attenzione le tesi opposte, porre domande specifiche.

Nel seguente video, dopo una illustrazione generale del Debate, si illustra un caso concreto dal tema: “Machiavelli è o non un autore moderno”?

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Flipped Classroom: Verga novelliere (con indicazioni operative passo-passo)

Nel presente modulo si propone una lezione capovolta su Verga novelliere, vale a dire il Verga di “Vita dei Campi”. Nell’esempio sotto riportato sono presenti le fasi che si consigliano per implementare la flipped classroom, esse sono:

  • Esplicitare obiettivi didattici
  • Fornire materiali (in genere video)
  • Riprendere in brevissimo gli argomenti in classe
  • Svolgere in classe (in singolo o in gruppo) un esercizio connesso al video visionato a casa
  • Ri-mediare i contenuti dopo l’esercizio, tramite spiegazione del docente o degli alunni
  • Valutazione, del docente e magari degli alunni

In calce al modulo sono presenti anche suggerimenti pratici e teorici su come inserire tale metodologia in classe, in particolare si fa riferimento a:

  • paradigmi pedagogici coinvolti
  • sinossi delle metodologie (cfr. EAS di Pierluigi Rivoltella)
  • video di approfondimento su EAS

In conclusione possiamo dire che:

  • questo modulo è stato sperimentato (liceo linguistico) ed ha suscitato in effetti un maggiore coinvolgimento da parte degli alunni
  • i materiali forniti erano tutti presenti in rete, sicchè il docente non ha dovuto registrare un suo video
  • è stato opportuno ed utile razionalizzare tutti i materiali forniti in un unico sito (tackk)

Ecco il modulo:

 

Qui molti altri video tutorial su Flipped Classroom https://www.youtube.com/playlist?list=PLu_duSLPkJgM0g6MiRorwEq0_YmaemNPI

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Flipped Classroom: lezione su Equazioni di Secondo Grado

Category : Video Tutorial · No Comments · by Set 19th, 2016

Nel seguente modulo è possibile vedere una lezione svolta in modalità capovolta relativa alle equazioni di secondo grado.

 

In esso sono presenti:

  • Una immagine di copertina (come quella soprastante) opzionale
  • L’enunciazione degli obiettivi didattici da raggiungere
  • Un video didattico sul tema (realizzato da LessThan3Math)
  • Un esercizio che i ragazzi possono svolgere a casa come feedback oppure in classe come attività, in singolo o in gruppo.

Questo modulo, volutamente breve e molto specifico, non richiede particolari competenze informatiche per essere svolto giacchè:

  • Il video didattico, così come l’immagine di copertina, è già presente in rete
  • L’uso di tackk è molto immediato
  • L’inserimento di un esercizio è altrettanto semplice

A breve seguiranno altri esempi relativi a discipline come: scienze, filosofia, inglese, letteratura e molto altro.

 

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Flipped Classroom: A breve una serie di Esempi

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A breve una serie di esempi concreti di lezioni svolte in modalità capovolta. Segnalo nel frattempo un video tutorial che spiega dove reperire i migliori video didattici:

 

Emiliano Onori

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Come integrare i Social Network nella didattica d’aula

Category : Video Tutorial · No Comments · by Ago 31st, 2016

BYOD SOCIAL

Nel video si illustra come integrare i social network nella didattica d’aula. Questi tools possono essere di grande utilità per il docente non solo in termini di gestione del gruppo classe, ma anche sul fronte comunicazione e condvisione dei materiali. I social network, tanto quelli generalisti (come facebook o twitter) quanto quelli specialisti (edmodo), offrono interfacce assolutamente più amichevoli e semplici rispetto, ad esempio, ai registri elettronici che, per lo più, non sono gestibili da dispositivi mobili.

Emiliano Onori

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