Design Didattico

Instructional Design & Media Education



Piuttosto che improvvisare Usiamo le Piattaforme delle Case Editrici

Category : Riflessioni · No Comments · by Mar 2nd, 2020

In questi giorni di emergenza corona virus si intensificano le richieste di attivazione di piattaforme didattiche e di soluzioni “facili e possibilmente economiche” per le scuole. Nulla di male, si direbbe. In realtà queste improvvise richieste nascondono una insidia: credere che una piattaforma (sia essa Google Suite, Micorsoft Office, et al.) si possa allestire in pochi minuti. Nonostante l’indubbia facilità di certe procedure di attivazione (nemmeno lontanamente paragonabili a quelle che molti di noi hanno fatto con moodle et similia molti anni fa), non si può dire che l’implementazione di un learning management system sia immediatissima. E questo non tanto per ostacoli tecnici quanto per resistenze (e spesso incompetenze) degli operatori che dovrebbero usarle: docenti e discenti. Una piattaforma non è una app miracolosa che, al pari di instagram o tik tok, in pochi istanti illude l’utente di padroneggiarla.

Implementare una piattaforma significa formare i docenti, concepire la didattica in altro modo (non basta “elettrificare”), superare noie amministrative, essere competenti su temi come gdpr e privacy e, non ultimo, aver voglia di farlo al di là dell’emergenza del momento.

E allora: come superare l’impasse se non si hanno risorse, tecniche e culturali, per implementare un learning management system? A mio avviso una risposta, ed una risorsa, esiste già nelle scuole, e sono i contenuti multimediali dei libri di testo. Si, i cari libri di testo che oramai da qualche anno dispongono della loro “bella” (e meno “bella”!) controparte digitale.

Al momento non andiamo tanto per il sottile; gli esperti sanno benissimo che in alcuni casi la riduzione digitale dei libri è poco più che una semplice “digitalizzazione”, tuttavia al momento credo possa bastare. Ma perchè usare queste risorse? Ecco alcune risposte:

  • sono già pronte, gli alunni in altre parole le hanno già acquistate (sì, le hanno pagate!)
  • hanno il feedback del libro di testo (che in generale può essere un limite, al momento è forse una risorsa)
  • sono materiali “certificati” che nel 90% dei casi risultano più affidabili di tanta paccottiglia che si trova online (certo, certo, online ci sono risorse ottime e forse superiori ai libri di testo in termini scientifici, ma siamo sicuri che la stragrande maggioranza dei docenti sappia dove e come reperirle?)
  • sono materiali “completi” vale a dire offrono la stessa “esperienza utente” del libro (testo, video-se presente-, esercizi)

E allora, prima di avventurarsi in soluzioni improvvisate e probabilmente caotiche, non è forse meglio fare tesoro di quello che già si ha?

 

Emiliano Onori 

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Se mi avessero spiegato così i “polinomi” forse li avrei capiti. Note a margine di Didattica, Matematica e CoronaVirus

Category : Riflessioni · No Comments · by Mar 2nd, 2020

Colgo l’occasione di questi giorni drammatici per riflettere su alcuni aspetti di didattica. In particolare voglio fare riferimento ad un noto sito di informazione scientifica medica (www.med4.care) che, per spiegare la diffusione del CoronaVirus, si serve di un argomento noto ai più (anche solo per antiche reminescenze scolastiche): i mitici “polinomi”.

Cosa fossero e cosa siano nessuno lo sa o, meglio, nessuno o pochi lo sanno spiegare. Anche gli studenti più talentuosi, nel migliore dei casi, applicano una regola o ripetono un teorema senza forse aver chiaro il fortissimo legame con la realtà che tali “polinomi” recano alla nostra esperienza quotidiana.

Ma ecco come vengono “spiegati” (il tema è: come calcolare la potenziale diffusione del virus)

Con l’aiuto di una matematica e i consigli di un gruppo di colleghi abbiamo preparato una potenziale previsione di quanto potrebbe accadere. Sfruttando il metodo dell’interpolazione polinomiale abbiamo tentato di ipotizzare il numero dei contagi futuri nel tempo. Il metodo consiste nel trovare la curva, in questo caso un polinomio, che meglio approssima i dati reali (sul grafico indicati con un pallino). La curva trovata rispetta l’andamento dei dati reali e possiamo quindi estrapolare al di fuori dell’intervallo di interpolazione.

Per maggiori dettagli sul metodo utilizzato https://it.mathworks.com/help/curvefit/polynomial.html

previsione-contagi-coronavirus

Ora, ad essere sinceri, non è che il quadro “dei polinomi” mi diviene di improvviso “chiaro e distinto”, tuttavia una cosa è certa: sto capendo che questi “polinomi” stanno parlando della mia vita quotidiana (anche al di là del drammatico caso del coronavirus). Questo aneddoto, di cui ancora rendo merito a med4.care, mi insegna alcune cose:

  • Saper insegnare (specie in età scolare) è essenzialmente un problema di linguaggio
  • Non c’è una “difficoltà” intrinseca di un problema, semmai c’è talora una eccessiva “astrattezza”
  • Non esistono solo “compiti di realtà” ma forse anche “spiegazioni” di realtà!
  • Il coronavirus è, oltre ad una emergenza sanitaria ed economica, una straordinaria occasione di cambiamento

Qui l’articolo completo di med4.care intitolato “è l’ora di reagire” https://www.med4.care/coronavirus-e-lora-di-reagire/

 

Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare

Sir Winston Churchill

 

 

Emiliano Onori 

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Sfida: Usare TikTok in classe, per insegnare e per apprendere

Il post di oggi inaugura una nuova sezione: SFIDE! Che si intende? Semplice: invitare docenti ed alunni ad un uso creativo degli strumenti tecnologici (ma anche tradizionali), al fine di esplorare nuove strade per l’insegnamento e per l’apprendimento!

E quale modo migliore se non quello di coinvolgere il fenomeno del momento cioè TikTok! La sfida al momento è davvero molto libera, anche perchè ci troviamo (almeno noi docenti) in una fase di esplorazione del fenomeno. Quindi nessun vincolo: spazio alla creatività!

Serve naturalmente registrarsi a TikTok, qui lo abbiamo già fatto, ecco il nostro logo:

Per il Contest fate riferimento al Gruppo Facebook: Storytelling Didattico Insegnare ed Imparare con le Storie!

Link diretto al Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/1242058479305257/?ref=bookmarks

In palio, come sempre, Onore e Gloria!

Buon Contest a tutti!

 

Emiliano Onori (docente e formatore)

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Studiare Cittadinanza e Costituzione con Agenda 2030

Vista la necessità, sempre più urgente, di affrontare in classe i temi legati all’ambiente ma anche alla cittadinanza e costituzione, quale migliore spunto didattico se non Agenda 2030? E quale miglior portale didattico se non quello curato da Indire e Asvis (raggiungibile qui o cliccando l’immagine sottostante) 

Cliccando di seguito invece potrete trovare una serie di proposte già realizzate da Emiliano Onori, pronte per essere portate in aula, ad esempio

Project Work (Analisi Dati) su Imprese e Innovazione

Debate (in CLIL?) su Ridurre le Disuguaglianze

Peer Education su Consumo Responsabile

Debate su Riscaldamento Climatico

E qui molte altre realizzate da Emiliano Onori

Per maggiori informazioni o per realizzare eventi di formazione docenti su METODOLOGIE ATTIVE applicate a AGENDA2030 scrivere a info@designdidattico.com

 

Emiliano Onori

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La Notte delle Stelle. Gli studenti del Città di Piero di Sansepolcro al teatro Astra il 25 Gennaio

Category : Eventi, Riflessioni · No Comments · by Gen 22nd, 2020

Dopo lo straordinario successo della Notte Bianca della Cultura Classica, gli studenti del Liceo Città di Piero e dell’Ite di Sansepolcro replicheranno le loro performance sabato 25 gennaio dalle ore 18.00 presso il cinema teatro Astra di Sangiustino nella Notte delle Stelle.

Siete tutti invitati!

Coordinatori del Progetto: Emiliano Onori e Angela Ambrosini

Usare lo Storytelling per promuovere la Lettura. Viterbo 8 e 22 Gennaio a cura di Emiliano Onori

All’interno del progetto formativo “Lettura e Digital Storytelling” organizzato dal Liceo Buratti di Viterbo, in data 8 e 22 gennaio Emiliano Onori terrà due interventi sul tema: “Usare lo Storytelling per la promozione della Lettura”. Tali incontri avranno una durata di 3h ciascuno. Il corso è certificato miur. Per richieste di partecipazione scrivere a: patriziaepistolari3@gmail.com

 

 

Emiliano Onori

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Corso di formazione sul Debate (Dibattito Critico) a Perugia (gratuito, accreditato MIUR)

Nelle prossime settimane, ed in particolare il 15 e 21 gennaio, 17 febbraio e 21 aprile si terrà presso il liceo Galilei di Perugia un corso di formazione di 26h (di cui 16 in presenza) sul debate ossia sul dibattito critico e argomentato. Il corso è gratuito ed è accreditato MIUR (reperibile nella piattaforma SOFIA ID 38944) e sarà tenuto da Emiliano Onori.

Per informazioni scrivere a info@designdidattico.com

Di seguito una serie di approfondimenti su questa metodologia didattica attiva:

Qui un video esemplificativo:


Per organizzare workshop intensivi o corsi di formazione o su questo tema scrivere a info@designdidattico.com


 

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Portare Agenda 2030 in aula: Peer Education su Consumo Responsabile

Proseguiamo la nostra rassegna di Metodologie Didattiche Attive (qui trovate le precedenti) applicate all’Agenda 2030. Stavolta vedremo come organizzare una lezione in Peer Education (educazione tra pari) sul goal 12 ovvero: Consumo Responsabile. Innanzi tutto due parole sulla Peer to Peer Education, di che si tratta? E’ una metodologia didattica che punta, come dice il nome, alla formazione tra pari. Il docente, in accordo con uno o più studenti, fornisce materiali di studio e approfondimento su un tema, segue tali studenti nel processo di apprendimento, poi li mette in condizione di formare a loro volta i loro pari, tramite strategie varie (dibattiti, lezioni, analisi guidate, etc.).  Perchè usare questa metodologia? Essa risulta particolarmente efficace quando si tratta di sensibilizzare gli studenti su tematiche fortemente legate al loro vissuto (abitudini alimentari, dipendenze, bullismo, etc.) poichè è ovvio che un insegnamento, consiglio o divieto che proviene da un pari ha una efficacia persuasiva differente rispetto a quella che potrebbe avere se venisse da un adulto. Se qualcuno volesse approfondire, qui un mio video:

Vediamo quindi come potremmo procedere ad un progetto di peer Education sul tema del Consumo Responsabile (qui link Indire)

Idea di fondo: piuttosto che dare decaloghi agli studenti sul consumo responsabile, facciamoli dibattere coi loro pari (opportunamente formati in merito), di modo da far emergere pregiudizi e false credenze sui consumi più o meno responsabili.

Progetto/Prodotto da realizzare: da parte degli studenti coinvolti e formati dal docente per essere Peer Educator, il prodotto da realizzare potrebbe essere o una presentazione multimediale o un video oppure un debate (dibattito critico). Oppure, nell’ipotesi di coinvolgere più gruppi di peer educator, potrebbe essere utile far progettare loro una vera e propria campagna di sensibilizzazione da far circolare nella scuola mediante: poster, cartelloni, social media, video, etc.

Requisiti: aver letto tutti o parte degli articoli sul tema in questione presenti nel sito dell’Agenda 2030 (cioè qui)

Obiettivi Didattici: conoscere in modo approfondito il tema del consumo responsabile (e non)

Obiettivi Trasversali: saper individuare i propri consumi e quelli degli altri e valutare strategie di cambiamento

Fasi di lavoro in classe: il docente illustra il tema generale all’intera classe e fornisce materiali specifici agli studenti che diventeranno peer educator.

Fasi di lavoro a casa: in gruppo o singolarmente gli alunni leggeranno i documenti proposti, vedranno i video più interessanti, eccone uno ad esempio:

Tempi: per un lavoro di tal genere, ipotizzando una introduzione di circa 30 minuti occorrono dalle 2 alle 3 settimane, specie se effettuato in gruppo. E’ opportuno prevedere un momento di raccordo con gli studenti peer educator per supportarli in eventuali difficoltà incontrate.

Consegne: da parte dei peer educator la consegna può essere un prodotto (campagna di sensibilizzazione, post nei social, meme, video, etc.), da parte degli alunni NON coinvolti come peer educator, la consegna potrebbe essere almeno la lettura e lo studio dei materiali proposti

Valutazione: per la valutazione è possibile procedere con rubric appositamente predisposte oppure tramite elaborato a risposte aperte (o chiuse) sugli obiettivi didattici su esposti

Vantaggi: il vantaggio di un lavoro di questo tipo è innanzi tutto quello di responsabilizzare al massimo gli studenti individuati come peer educator (contrariamente a quanto si pensa, non occorre individuare gli studenti, per così dire, “bravi”, ma magari proprio quelli che di norma si segnalano per rendimenti meno convincenti, in tal modo sentiranno l’onore e l’onere di fare da “insegnanti”)

Conclusioni
Questo tipo di approccio allo studio è fortemente “attivo” poichè coinvolge gli studenti a partire proprio dal loro vissuto. La richiesta poi di divenire loro in prima persona dei “docenti” è senza dubbio motivante!


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#Futura #Lucca Progettiamo un Webquest (Teachers Matter 9 Novembre)

Category : Riflessioni · No Comments · by Nov 9th, 2019

Dopo aver visto cosa sia un Webquest proviamo a progettarne uno tramite questa scheda di progettazione

SCHEDA PROGETTAZIONE WEBQUEST (clicca per il download)

 

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Il Museo Virtuale dei Reperti Archeologici. Didattica delle Lingue Classiche tramite Project Work

Da qualche tempo ci stiamo occupando della Didattica delle Lingue e Discipline Classiche. Uno dei nostri assunti è stato: a dispetto della innovazione cui è andata incontro la didattica di molte discipline (scienze, lingue, arte, etc.), il modo di insegnare le materie classiche è spesso (non sempre per fortuna!) rimasto pressochè invariato. In particolare per quanto concerne l’insegnamento della grammatica, in misura minore della letteratura e storia.

Oggi vediamo un modo tutto sommato semplice di coinvolgere gli studenti nello studio dei reperti archeologici: la realizzazione di un vero e proprio Museo Virtuale (ecco un esempio sull’arte greca, e qui un secondo esempio), tramite siti web ad hoc (ad esempio www.emaze.com)

Di seguito un sintetico schema di progettazione dell’attività:

Idea di fondo: nello studio del fenomeno storico il reperto archeologico è un dato essenziale, tuttavia è spesso posto in secondo piano tanto nello studio della storia antica quanto in quello delle letteratura. Il dato artistico, o anche solo documentario, è tuttavia fondamentale per comprendere il complesso ambiente culturale del mondo classico.

Progetto/Prodotto da realizzare: si possono prevedere tre soluzioni, a impatto tecnologico crescente; il primo è una semplice presentazione (stile Powerpoint) che illustri alcuni dei reperti archeologici presenti nei libri di testo; il secondo è la realizzazione di un museo virtuale mediante il sito emaze.com (ecco un esempio sull’arte greca, e qui un secondo esempio) o tramite sfogliabile dal sito calameo.com; il terzo è un prodotto ibrido: un cartellone con immagini stampate dei reperti, corredati da QR code che rimandino, ovviamente online, alle descrizioni dei reperti oppure l’utilizzo di app per realtà aumentata (WallaMe). In questo contesto non ci interessano le modalità di realizzazione pratica delle singole proposte. Ecco come potrebbe apparire un lavoro (sull’Impressionismo):

Requisiti: conoscere in modo generale il concetto di reperto archeologico e in modo dettagliato i 4/5 reperti riportati nel progetto (e desunti dal libro di testo)

Obiettivi Didattici: conoscere in modo generale il concetto di archeologia e reperto; conoscere in modo dettagliato i singoli reperti studiati

Obiettivi Trasversali: saper lavorare in gruppo; saper selezionare le informazioni utili ad individuare e “citare” un reperto

Fasi di lavoro in classe: il docente illustra il concetto di archeologia e reperto; mostra i reperti su cui impostare il lavoro

Fasi di lavoro a casa: si elabora un “museo” virtuale mediante una delle forme proposte

Tempi: per un lavoro di tal genere, ipotizzando lo studio di almeno 4/5 reperti occorrono dalle 2 alle 3 settimane, 4 se il lavoro coinvolge l’applicazione dei QR code e/o della realtà aumentata. E’ opportuno prevedere una scadenza mediana in itinere per verificare l’avanzamento dei lavori

Consegne: una delle forme previste: 1. powerpoint   2. museo virtuale online   3. cartellone “aumentato” con QR code

Valutazione: per la valutazione è possibile procedere con rubric appositamente predisposte oppure tramite elaborato a risposte aperte (o chiuse) sugli obiettivi didattici su esposti

Vantaggi: il vantaggio di un lavoro di questo tipo è innanzi tutto quello di focalizzare l’attenzione sul tema archeologico, molto spesso posto in secondo piano sia nello studio della storia che della letteratura; in secondo luogo il vantaggio è far conoscere agli studenti modalità di tagging come i QR code e la realtà aumentata, che sarà sempre più presente anche nel settore Education

Conclusioni

Questo tipo di approccio allo studio è fortemente “attivo” poichè coinvolge gli studenti nella realizzazione pratica di un prodotto, che potrebbero anche aver già visionato online. Avvicinare archeologia a concetti come QR code e realtà aumentata è anche un modo interessante per parlare di valorizzazione “tecnologica” dei beni culturali.

Suggerimenti

Per chi fosse rimasto affascinato dal precedente video (che ritrae un museo virtuale realizzato tramite web app emaze.com) ecco un efficace video tutorial


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