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Snodi Formativi: Video Tutorial su Digital Storytelling

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Dopo aver visto alcuni video tutorial sulla Flipped Classroom dedicati agli Snodi Formativi, ora è il momento di visionare qualche spunto connesso alla attività di Digital Storytelling. Di seguito un contributo su questa metodologia didattica e poi ancora altri video che illustrano esempi pratici:

Altri Video su Digital Storytelling

 

Emiliano Onori

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Snodi Formativi – Percorsi e Idee – #COMUNICARE

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Dopo aver descritto alcuni possibili scenari formativi per gli Snodi in ordine alle competenze del è giunto il momento di affrontare un tema che può apparire inutile data la sua apparente semplicità: il #COMUNICARE. Rispetto ad azioni come il condividere o il capovolgere, ci troviamo davanti ad una competenza che sulle prime non mostra alcuna difficoltà, del resto tanti ed efficaci oggi sono gli strumenti atti alla comunicazione. Ed è proprio questa l’insidia maggiore: credere che tutti i mezzi siano egualmente efficaci ed immediati. L’Animatore Digitale ed il Team devono invece conoscere le differenze che esistono, ad esempio, tra una comunicazione che avviene tramite social network, ad esempio Facebook, ed una che segue invece canali come Telegram o Snapchat. Gli strumenti in questione, assieme a molteplici altri come Twitter, Instagram, Pinterest, hanno specifiche peculiarità che li rendono molto efficaci in determinati contesti comunicativi, e allo stesso tempo poco idonei in altre situazioni. Una scuola potrebbe servirsi, ad esempio, di alcuni canali per la comunicazione ufficiale interna (es. mail), altri per la comunicazione informale sempre interna (es. Telegram), altri ancora per la comunicazione formale esterna (sito web e newsletter), altri infine per la comunicazione informale esterna (Facebook, Twitter, Instagram). Districarsi in questo mare di tools online non è cosa facile, serve una discreta competenza non solo nell’uso degli strumenti, ma anche una basilare conoscenza delle opportunità (e rischi) offerti da ciascun tool.

Vediamo quindi quali potrebbero essere i contenuti di ipotetici 4 incontri da 2/3h ciascuno.

  • 1.incontro: Illustrazione dei principali tools online (per lo più gratuiti) adatti alla comunicazione sia interna, formale e informale, che esterna. Si potrebbe ipotizzare una sequenza illustrativa di: Facebook, Twitter, Telegram, Google Plus, Instagram, Pinterest (per citare i più noti). Per ciascuno dovranno essere enucleate le caratteristiche principali, i punti di forza e debolezza. Nella seconda metà dell’incontro è possibile effettuare un brainstorming per sondare quanto il gruppo già sia edotto dell’uso degli strumenti su menzionati. In alternativa è possibile svolgere questa ultima attività anche all’inizio del percorso formativo.

 

  • 2.incontro: Per conoscere gli strumenti è necessario usarli pertanto è opportuno invitare i corsisti ad attivare account nei social sopra elencati; tale operazione può risultare efficace se effettuata per gruppi di due corsisti. A questo punto si simula la comunicazione di una notizia standard (ad es. una circolare, un evento serale, una premiazione, un incontro urgente non calendarizzato ad inizio anno) e si invitano i docenti a diramare la comunicazione tramite gli account social appena creati. Sarà infine discusso ogni singolo pro e contro di ciascuno strumento adoperato. A tal proposito, infatti, è bene specificare, che non esistono strumenti adatti in senso assoluto ad un tipo di comunicazione, sussistono piuttosto dei contesti (diversi da scuola a scuola) che possono rendere l’uso di un tool preferibile rispetto ad un altro per un grande numero di variabili.

 

  • 3.incontro: A questo punto si ipotizza un gruppo capace di usare, almeno a livello base, tutti i social network illustrati sin dal primo incontro. Per questo motivo si può proporre un compito complesso: simulare la comunicazione scolastica nella sua complessità, vale a dire simulare scenari di comunicazione che prevedano: circolari interne, eventi ordinari ed extraordinari, pubblicizzazione di serate a tema (ad es. teatro, musica, premiazioni varie, sport), open days, materiali multimediali prodotti dai ragazzi (ad es. contest fotografici o artistici). Un piano di tal genere impone al Team dell’Innovazione uno studio attento del proprio pubblico (sia interno, come i docenti, che esterno, come i genitori) e di conseguenza una scelta oculata dei vari mezzi di comunicazione 2.0 offerti dal web. Questo un possibile scenario: comunicazione interna ufficiale via mail, comunicazione interna non ufficiale e non formale via Telegram, comunicazione con l’esterno via rss e sito web, comunicazione eventi via Facebook.

 

  • 4. incontro: L’ultimo incontro sarà solo in parte una simulazione, i vari team dell’innovazione presenti in formazione potrebbero, ad esempio, iniziare ad approntare una autentica strategia di comunicazione connessa alla propria scuola, in tal modo il formatore potrebbe supportare i corsisti nella scelta degli strumenti più idonei.

 

Ecco dunque che la comunicazione, cui tutti ci sentiamo capaci in modo quasi istintivo, è divenuta oggetto di formazione e discussione. Se infatti da un lato è vero che comunicare è piuttosto semplice, specie grazie ai tools 2.0, è altrettanto condivisibile che comunicare in modo efficace è una competenza piuttosto complessa.

Emiliano Onori

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Snodi Formativi – Percorsi e Idee – #CONDIVIDERE

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Dopo aver visto alcuni spunti per Snodi Formativi relativi alle attività di #SOCIALIZZARE, #CAPOVOLGERE e #DOCUMENTARE (clicca su hastag per visualizzare i contributi), proponiamo ora attività connesse con la fondamentale azione del #CONDIVIDERE. I membri del Team dell’Innovazione, infatti, dovrebbero essere nella condizione di conoscere i principali strumenti, online ed offline, per la condivisione dei documenti e delle informazioni utili alla comunità scolastica. Nell’era del web 2.0, del resto, la condivisione è divenuta l’azione chiave di molte attività, nonchè probabilmente la peculiarità più interessante ed utile dai tempi del web 1.0; se quest’ultimo, infatti, si caratterizzava per la facilità con cui rendeva possibile l’accesso e la consultazione delle informazioni e dei contenuti, il web 2.0 rende agevole anche la creazione, e quindi la condivisione, di contributi, documenti e file multimediali.

Quali scopi didattici e non può avere la condivisione? Molteplici. Si va innanzi tutto dalla condivisione di materiali prodotti dai docenti medesimi, laddove specialmente il registro elettronico non consenta tale operazione oppure la renda macchinosa, alla diffusione di contenuti che il docente reperisce in rete, e che spesso non sa come raccogliere ed inviare. Allo stesso tempo possiamo pensare ad una condivisione, all’interno di un dipartimento, delle prove di verifica oppure dei modelli di verbale, come pure di griglie di valutazione. In tal senso la condivisione potrà essere:

  • orizzontale: docente-docente, alunno-alunno
  • verticale: docente-alunno
  • trasversale: docente-alunno, docente-docente, alunno-alunno, docente-segreteria

Ma condividere non significa semplicemente fornire powerpoint o pdf delle lezioni, può significare anche diffondere notizie utili alla comunità scolastica nella sua intierezza, pensiamo ad esempio alla condivisione di informazioni connesse agli appuntamenti scolastici ordinari (consigli di classe, colloqui, riunioni) o straordinari (serate evento, premiazioni, giornate di studio, convegni, open days).

Vediamo dunque quale potrebbe essere l’articolazione di un percorso formativo centrato sulla condivisione. Si ipotizzano, anche in questo caso, 3/4 incontri per un totale di 9/12h. Gli incontri, come sempre, avranno una organizzazione laboratoriale e in minima parte frontale.

 

  • 1.incontro: Illustrazione del tema della condivisione in senso al PNSD ministeriale; problematiche di privacy connesse alla condivisione dei dati sensibili (foto, documenti con nomi e cognomi); illustrazione delle principali attività di condivisione (lato docente, lato alunno, lato segreteria); individuazione dei più noti (e cross-platform) strumenti online di condivisione (dropbox, google drive, mega, etc.) e chiarimenti dei vari pro e contro di ciascuno (ad es. piani a pagamento, usabilità da smartphone, crittografia, etc.)

 

  • 2.incontro: Iscrizione ad almeno 3 servizi di condivisione (ad es. dropbox, box, google drive) ed inizio di condivisione di semplici documenti; le modalità della condivisione (via link, via password, etc.); riflessione sulla protezione dei dati condivisi; rimozione della condivisione; creazione di cartelle condivise. Inizio di simulazione di progetto di condivisione (ad es. simulazione di docente che ad inizio anno deve creare una cartella condivisa in cui caricare sia file per i colleghi sia documenti per gli alunni)

 

  • 3.incontro: Continuazione attività di simulazione e proposte di vari scenari tipici sia lato docente che lato studente che lato segreteria. Integrazione dei file condivisi all’interno di piattaforme esistenti (ad es. blog, registro online, sito scuola)

 

  • 4 incontro: Allestimento di gerarchia di cartelle per la condivisione all’interno dell’istituto. Questo aspetto risulta particolarmente strategico per il Team dell’Innovazione, specie al fine di uniformare le scelte di condivisione all’interno della scuola e scongiurare il rischio che ogni docente utilizzi un servizio differente. Infine: usabilità dei tools di condivisione da dispositivi mobili.

 

In conclusione possiamo affermare che la #CONDIVISIONE sia ad oggi una delle competenze chiave non solo per il Team dell’Innovazione ma per tutti i docenti. Questa attività, inoltre, si inserisce perfettamente nelle linee guida previste dal PNSD in ordine agli obiettivi da perseguire per Animatori Digitali e Team, vale a dire “coinvolgimento della comunità scolastica”.

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Snodi Formativi – Percorsi e Idee – #CAPOVOLGERE

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Dopo aver visto, in un precedente contributo, un possibile percorso per Snodo Formativo connesso alla attività del #documentare, vediamo ora come realizzare un intervento legato alla Flipped Classroom, ovvero Classe Capovolta. Questa metodologia, che sta riscuotendo sempre più successo, prevede il capovolgimento della tradizionale dinamica didattica fatta di spiegazione (in classe) ed esercizio (a casa); secondo il tipico approccio “flipped”, a casa tramite video didattici si apprendono alcuni concetti di base, mentre in classe si fa esercizio, in singolo o in gruppo, col supporto del docente.

Ecco quindi quali potrebbero essere i punti su cui articolare un possibile percorso di formazione da circa 10h diviso in 4 incontri:

1. incontro: illustrazione della metodologia flipped con cenni ai paradigmi pedagogici di riferimento vale a dire: costruttivismo sociale, apprendimento cooperativo, inquiry learning, learning by doing. Riflessione su buone pratiche già in atto presso i corsisti, pratiche in parte già potrebbero prevedere un uso, parziale o totale, della metodologia capovolta. L’obiettivo è far comprendere che non si tratta di un approccio completamente nuovo e diverso dalle pratiche didattiche tradizionali.

2. incontro: illustrazione dei principali siti in cui reperire video didattici. Accanto a video già realizzati  doveroso introdurre gli strumenti più semplici per mettere i docenti nella condizione di registrare proprio video e caricarli online. In tal senso può risultare utile una simulazione di modulo flipped da realizzare insieme.

3. incontro: dopo aver reperito o realizzato un video didattico è giunto il momento di caricarlo in un ambiente online, che può essere un social (ad esempio Edmodo), un blog, oppure il registro elettronico, o infine piattaforme di condivisione e comunicazione come Google Apps for Education. Il video, infatti, deve essere integrato in un ambiente di lavoro coerente e nel quale vi sia l’indicazione, per gli studenti, di tutte le attività da svolgere. Ecco un esempio di Filosofia e uno di Scienze

4. incontro: dopo aver realizzato il video e averlo caricato online è possibile corredarlo di domande che ne facilitino la comprensione. In tal senso sarà opportuno illustrare ai corsisti il funzionamento di siti come Zaption, EduCanon o TedEd. A completamento del modulo può risultare utile progettare, durante tutti gli incontri, un vero e proprio modulo in flipped classroom che i docenti potranno realmente usare coi propri alunni.

Naturalmente questa non è che una proposta di massima, in ogni caso per realizzare la flipped classroom è indispensabile che i docenti:

  • conoscano le basi pedagogiche che la sottendono
  • sappiano reperire o realizzare video didattici
  • conoscano siti per caricare online i video
  • possano prevedere l’inserimento di brevi domande durante i video per favorirne la comprensione.

 

Emiliano Onori

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Snodi Formativi – Video Tutorial – A breve su DesignDidattico.com

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Dopo la rubrica dedicata a “Percorsi e Idee” per l’organizzazione dei Corsi per Snodi Formativi, è ora il momento di presentare brevi video tutorial che illustrano le principali metodologie didattiche 2.0. Questi video hanno lo scopo di spiegare alcune possibili strade per l’imminente formazione dei docenti del Team dell’Innovazione ad opera degli Snodi Formativi.

A breve su DesignDidattico.com

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