Design Didattico

Instructional Design & Media Education



Corsi PON – PNSD – per Team Innovazione a Perugia

Corsi di formazione del Piano Nazionale Scuola Digitale su finanziamento PON per la sede di Perugia

DESTINATARI: Docenti iscritti via gpu da segreteria

DATE: corso 1 26 aprile, 5  24  29 maggio, 5 giugno; corso 2  28 aprile, 17  26  31 maggio, 7 giugno

ORARI: dalle 14.30 alle 17.30

SEDE: Cavour Marconi di Piscille

STRUMENTAZIONE: sarà possibile lavorare anche in byod col proprio dispositivo. la scuola metterà tuttavia a disposizione i pc

ARGOMENTI: video didattici, flipped classroom, debate & peer to peer, blog didattico e content curation, project work

FORMATORE: emiliano onori

INFORMAZIONI: per informazioni di natura amministrativa contattare la sede di corso; per informazioni di natura didattica contattare il formatore all’indirizzo info@designdidattico.com

Emiliano Onori

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Corsi PON – PNSD – Umbertide per Animatori, Team, Docenti. Inizio a breve

I corsi di formazione ministeriali PON per Animatori Digitali, Team Innovazione e Docenti della provincia di Perugia partiranno a breve con sede presso Istituto Leonardo da Vinci di Umbertide (PG) ed orario 14.30-17.30.

Argomenti: Didattica 2.0 e Metodologie Attive, a breve maggiori dettagli

Metodologia: i corsi avranno un approccio laboratoriale (modello toolbox, qui dettagli)

Project Work: i corsi prevedranno sempre un momento laboratoriale su uno a scelta degli argomenti trattati

Formatore: il formatore, unicamente per le tematiche su menzionate, sarà Emiliano Onori

Informazioni: per informazioni di natura amministrativa contattare lo snodo formativo Campus da Vinci di Umbertide; per informazioni di natura didattica contattare il formatore all’indirizzo info@designdidattico.com

 

Emiliano Onori

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Corsi Pon Perugia: “Modello Toolbox” (Docenti, Animatori, Team)

corsi-pg-toolbox

A breve inizieranno i corsi di formazione PON-PNSD con sede a Perugia, rivolti a Docenti, Animatori e Team. Il modello di formazione che verrà proposto sarà il “ToolBox” vale a dire “Cassetta degli Attrezzi”. L’idea è molto semplice: ad ogni incontro (da 3h) vedremo una attività e uno strumento (o una serie di strumenti simili) che fungerà da “Strumento” (“Tool”) da utilizzare in determinati contesti didattici. L’obiettivo quindi è legare ogni incontro ad uno strumento, con questa organizzazione:

  • INTRODUZIONE: breve illustrazione del contesto didattico
  • CONDIVISIONE BUONE PRATICHE: brainstorming sul come il gruppo già affronta il contesto didattico
  • STRUMENTO: breve illustrazione del tool da usare (di norma sarà un tool online)
  • SIMULAZIONE: simulazione di scenario reale (da effettuare in gruppo) in cui utilizzare il tool illustrato

 

Esempio concreto I: tema CONDIVISIONE FILE

 

  • INTRODUZIONE: condividere un powerpoint con gli studenti e degli studenti
  • CONDIVISIONE BUONE PRATICHE: brainstorming sul buone pratiche già in uso (dropbox, drive, classroom)
  • STRUMENTO: illustrazione di Google Drive (oppure dropbox, oppure Edmodo, etc.)
  • SIMULAZIONE: pianificare la condivisione di un powerpoint utilizzato da alcuni alunni, all’interno del gruppo classe e della scuola

 

Esempio concreto II: tema FLIPPED CLASSROOM

  • INTRODUZIONE: capovolgere l’insegnamento tramite la metodologia flipped
  • CONDIVISIONE BUONE PRATICHE: pratiche già in uso (peer to peer, coop learning, etc.)
  • STRUMENTO: registrare video con screecastomatic, inserire quiz con tededm,mettere online il progetto su tackk
  • SIMULAZIONE: immaginare un modulo didattico da 4h che preveda: la somministrazione di un video, la realizzazione di un compito connesso al video, la valutazione autentica

 

Con tale modalità si evita di disperdere contenuti e strumenti in più incontri, al contrario si lega ogni lezione ad un solo strumento.

 

Emiliano Onori

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Corsi PON – PNSD – Perugia per Team Innovazione. Inizio Differito

corsi-pg-pon-team2-coming-soon

A causa della riapertura della piattaforma GPU e conseguente inserimento di ulteriori docenti corsisti, non è stato possibile rispettare l’inizio dei corsi per il mese di novembre 2016. Nelle prossime settimane l’avvio ufficiale.

Di seguito si ricordano alcune informazioni utili:

I corsi di formazione ministeriali PON per Team Innovazione della provincia di Perugia partiranno a breve. Si svolgeranno presso la sede dell’Ipsia Cavour-Marconi e questa sarà la scansione:

Argomenti:

  1. incontro: video e presentazioni online (creazione ed editing con tools online)
  2. incontro: flipped classroom ed edmodo
  3. incontro: debate e peer to peer
  4. incontro: microblogging (tumblr e medium) e content curation

Date: i corsi si svolgeranno tra novembre 2016 e gennaio 2017 (a breve saranno comunicati i giorni)

Durata: i corsi avranno una durata di 12h in presenza e 3h di project work da svolgere in autonomia

Metodologia: i corsi avranno un approccio laboratoriale

Project Work: i corsi prevedranno un lavoro finale (della durata di circa 3h) su uno a scelta degli argomenti trattati

Formatore: il formatore, unicamente per le tematiche su menzionate, sarà Emiliano Onori (qui il programma generale)

Informazioni: per informazioni di natura amministrativa contattare la scuola Ipsia Cavour Marconi; per informazioni di natura didattica contattare il formatore all’indirizzo info@designdidattico.com

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Suggerimenti PNSD: Insegnare la Media Education a partire dai fumetti

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In un recente contributo si invitavano Animatori e membri del Team Innovazione a promuovere il dibattito sull’educazione ai nuovi media e, per quanto possibile, a introdurre ore di Media Education nei curricoli scolastici. In questa breve riflessione si dà uno spunto molto semplice: avviare con i ragazzi la discussione su un aspetto specifico (ad es. i social network) a partire da artefatti culturali a loro molto vicini come i fumetti.

Di seguito alcune immagini di un noto disegnatore francese (https://www.jeanjullien.com/) che si è spesso occupato dell’alienazione derivante dall’abuso di smartphone e social network:

Emiliano Onori

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Corso di Formazione per Team Innovazione su Coding & Pensiero Computazionale. Città di Castello, 22 e 23 Settembre 2016

cdc-coding

In data 22 e 23 settembre si terrà presso il primo circolo san filippo di città di castello il corso PNSD sul “coding e pensiero computazionale” rivolto al team per innovazione. In particolare:

  • 22 settembre 14.30-18.30 Docenti Secondaria di Primo e Secondo Grado (GRUPPO CDC4)
  • 23 settembre 14.30-18.30 Docenti Infanzia e Primaria (GRUPPO CDC1)

Verranno trattati i seguenti argomenti:

  • introduzione al pensiero computazionale
  • introduzione al coding (con riferimento a scratch)
  • come fare pensiero computazionale con e senza coding
  • come fare coding senza computer (unplugged)
  • pensiero computazionale e coding come moda
  • chi finanzia i progetti di coding
  • limiti e potenzialità di scratch come linguaggio di programmazione imperativo
  • progetti ministeriali sul coding (programmailfuturo, codeweek)
  • mooc sul coding (coding your/theri class now!)
  • coding e robotica educativa (a tutti i livelli, da cubetto a raspberry e arduino)
  • laboratorio di coding (tramite simulazioni di attività unplugged e programmailfuturo)

Se qualcuno sarà impossibilitato a presenziare nel giorno del proprio gruppo può chiedere via mail ai ds della de filis e del primo circolo lo spostamento, mettendo me in copia.

Gradito l’uso del proprio computer.

Il corso sarà tenuto da Emiliano Onori.

 

Emiliano Onori

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Suggerimenti PNSD: Insegnare la Media Education ai giovani (e non solo a loro!)

media-edu

Uno degli aspetti che meno viene considerato nel dibattito tra Animatori Digitali e Team Innovazione è l’educazione ai “Nuovi Media”. Presi dagli ultimi ritrovati tecnologici, dai più recenti (e non sempre utili) gadget e app presenti in rete, corriamo il rischio di non interrogarci su aspetti ben più profondi e significativi connessi al ruolo delle nuove tecnologie. Ecco, ad esempio, una serie di questioni profonde che le cosiddette “nuove tecnologie” potrebbero suscitare:

  • Quale ruolo ha l’identità in un contesto ormai pervasivamente connesso?
  • La “connessione” perenne può determinare una “disconnessione” intima e relazionale?
  • Come cambiano le relazioni nel momento in cui esse di determinano dentro e fuori i contesti digitali?
  • Quali sono i rischi e le opportunità che le cosiddette “nuove tecnologie” ci presentano?
  • Il ruolo dei social media ha anche una valenza “esclusiva” oltre che “inclusiva”?
  • Il “digital divide” non va forse arricchito col concetto, più delicato e complesso, di “competenza digitale”?
  • Quali ambiti non possono e non devono entrare nel dominio dei nuovi media? E perchè?

Questi non sono che alcuni aspetti, tra i più rilevanti credo, che le nuove tecnologie ci impongono di discutere; occorre convincerci del fatto che non siamo (per lo più) educati all’uso di certi strumenti, non dominiamo determinate conseguenze (basti pensare ai recentissimi quanto luttuosi fatti di cronaca), e non ne prevediamo gli effetti nè a breve nè a lungo termine.

Se dunque noi adulti ed educatori siamo così poco esperti del problema, come possiamo pretendere che i nostri studenti siano utenti consapevoli ed equilibrati? A tal proposito credo che una delle azioni più urgenti, dal punto di vista culturale e politico prima che tecnico, che gli Animatori Digitali ed i Team dell’Innovazione possono sponsorizzare (e anche discutere se ne hanno competenza) sia quella di:

  • Introdurre la Media Education a scuola (possibilmente non tramite solo progetti occasionali ed episodici)
  • Promuovere il dibattito sull’uso critico degli strumenti di connessione (social network in primis)
  • Estendere la discussione alla comunità di genitori
  • Coinvolgere personale esperto in materia (psicologi, pedagogisti, etc.)

Pertanto invito tutti i colleghi Animatori a non preoccuparsi solo e soltanto di tematiche povere e insignificanti (come l’implementazione dell’ultima app per tablet) o meramente tecniche, ma li esorto ad innalzare il livello, culturale e politico, del dibattito in oggetto favorendo quanto prima e quanto più possibile l’educazione ai nuovi media.

In prossimi contributi in merito verranno date indicazioni operative e soggetti competenti da coinvolgere per progetti ad hoc.

Emiliano Onori

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Suggerimenti PNSD: “Sportello Digitale” tenuto da Animatori e Team Innovazione

sportello

L’idea dello “Sportello Digitale”

Continuiamo la serie di suggerimenti per migliorare l’implementazione del PNSD, rispetto alle figure di Animatore Digitale e Team Innovazione. La proposta che qui si avanza è molto semplice (e forse già informalmente attuata in molte scuole): istituire uno “Sportello Digitale” in ogni scuola, per venire incontro alle piccole e grandi difficoltà che i docenti incontrano nell’implementazione di nuove metodologie e/o strategie didattiche. Sul modello, dunque, dello “Sportello Didattico” aperto agli alunni, lo “Sportello Digitale” che qui si propone sarà tenuto, su prenotazione, dall’Animatore e/o dai membri del Team dell’Innovazione a vantaggio dei colleghi interni in un monte orario complessivo che risulti economicamente sostenibile per la scuola.

Le caratteristiche dello “Sportello Digitale”

Ecco di seguito alcune possibili caratteristiche:

  • Prenotabile: ogni docente che ha bisogno del supporto dell’Ad o del Team, con congruo anticipo, si prenota su argomenti di sua richiesta o su temi proposti dall’Ad o Team
  • Ogni Ad o membro del Team mette a dispozione un monte ore durante l’anno in cui tenere lo “Sportello Digitale”
  • Il compenso (vexata quaestio) verrà computato, ad esempio, come un’ora di tutoraggio (ad es. 30 euro/orari secondo recenti tabelle PON)
  • I formatori (Ad o Team) sono interni alla scuola quindi il loro reperimento è semplice e “just in time/case”
  • I gruppi di docenti che richiedono i singoli interventi non dovrebbero superare le 4/5 unità, di modo da offrire un supporto personalizzato e laboratoriale, anche all’interno di unità orarie da 60 minuti
  • I momenti di “Sportello Digitale” sono svolti all’interno della scuola, anche in orario mattutino, di modo da ridurre al minimo il disagio o di trasferte o di rientri pomeridiani
  • I temi richiedibili saranno verosimilmente molto specifici, come pure gli argomenti messi a disposizione dall’Ad o Team, di modo da essere esauriti in 1/2h

I vantaggi dello “Sportello Digitale”

I vantaggi di questo “Sportello Digitale” possono essere molteplici:

  • si dà una forma e un luogo agli interventi che gli Animatori e/o i membri del Team “comunque” svolgono, ma con un compenso ed una razionalità differenti
  • il problema del compenso è facilmente computabile
  • la formazione è tutta interna alla scuola (in termini di personale e logistica)
  • gli argomenti trattati emergono dai docenti che ne fanno richiesta, in altre parole dai “reali bisogni” (non c’è dunque il rischio di seguire inutili e noiosi interventi “frontali” su temi già noti)
  • i gruppi che di volta in volta vengono formati possono trasferire a loro volta sui colleghi quanto appreso (peer education)

Questi microinterventi non escludono naturalmente una formazione più strutturata, magari svolta da esperti diversi dagli Ad e dai Team interni alle scuole, tuttavia si propongono come una formazione più mirata, economica ed efficace.

Emiliano Onori

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Suggerimenti PNSD: registro formatori con cv, materiali ed esperienze

registro formatori

Dopo aver analizzato alcune criticità del PNSD (dovute ad esempio alla fretta e alla scarsa trasparenza di alcuni passaggi) vediamo ora dei suggerimenti per migliorare il processo di formazione che nei prossimi tre anni accompagnerà molti docenti. Diciamo subito che una delle lamentele più diffuse da parte dei corsisti è stata quella di aver avuto a che fare con formatori poco adatti al contesto in cui sono stati chiamati ad operare. Questo aspetto, non implica che i formatori si siano mostrati poco preparati, semplicemente mostra che hanno portato avanti programmi di formazione o troppo generici o troppo specifici o magari lontani dalla prassi didattica o, peggio ancora, da nuove pedagogie. Senza dubbio questo scenario si è verificato per numerosi motivi, ne elenco due: 1. le scuole che hanno organizzato la formazione hanno avuto poco tempo per reperire formatori adatti; 2. non esiste un database/registro nazionale in cui vedere le attività dei formatori, i loro materiali, magari alcuni loro video, il loro cv e le loro pregresse esperienze in ambito di formazione “scolastica”. Accanto a tali due motivi ce ne sono molti altri, ma al momento questi ci bastano. Ora invece andiamo più nel dettaglio nell’analizzare le criticità che molti corsisti hanno individuato nella figura dei loro formatori:

  • Materiali forniti durante il corso di scarsa rilevanza o riciclati da altri corsi
  • Eccessivo uso di lezione frontale e scarso approccio laboratoriale (paradossale se si è letto almeno una volta in PNSD)
  • Poca chiarezza nella spiegazione di alcuni passaggi (non tutti i docenti corsisti erano esperti in fatto di nuove tecnologie)
  • Eccessiva attenzione agli aspetti tecnologici e scarsa o nulla visione pedagogica dell’innovazione didattica
  • Uso di materiali altrui durante il corso (questo caso è accaduto personalmente a me, ho saputo infatti di corsi in cui sono stati adoperati dei miei video tutorial sulle Google Apps for Education, forse perchè il formatore non era un docente, non aveva un account Google Apps, non sapeva come fare altrimenti)
  • Poca disponibilità a seguire i corsisti “dopo” il termine del corso (il follow-up in determinate circostanze è quasi più importante del momento frontale)

Queste le lamentele principali, alcune delle quali da me personalmente rilevate nei territori di Umbria e Toscana, altre invece riscontrate nei numerosi gruppi di social network che aggregano i docenti in formazione. Inutile dire che in molti casi (mi auguro la maggioranza) i colleghi corsisti sono rimasti favorevolmente colpiti dai loro formatori e dalla cura con cui hanno gestito i momenti di formazione (per altro spesso organizzati in momenti dell’anno scolastico assolutamente inadatti all’aggiornamento, parlo di aprile-giugno).

Ora riflettiamo su come poter superare la suddetta criticità. La modalità a mio avviso è semplice e trasparente: creare un database nazionale, gestito ovviamente dal Miur, che faccia parte integrante del PNSD, in cui inserire i nominativi dei formatori e in cui:

  • i docenti corsisti possano lasciare un feedback sulla qualità del loro formatore
  • le scuole possano attingere per cercare figure idonee ai loro progetti di aggiornamento
  • i formatori possano/debbano inserire: cv, corsi effettuati, materiali usati, video tutorial

Come valutare un formatore? Il Miur conosce bene le pratiche di valutazione, perchè senza dubbio la “macchina Invalsi” è molto più complessa del sistema cui qui si fa riferimento. In ogni caso si potrebbero usare semplici criteri (con indicatori di livello su base 5: da 1 che rappresenta un livello scarso o nullo a 5 che attesta un gradimento ottimo) come i seguenti:

  • Qualità dei materiali forniti
  • Chiarezza nella esposizione e disponibilità a trovare alternative in caso di difficoltà
  • Trasferibilità dei contenuti proposti nel contesto reale dei corsisti
  • Disponibilità a seguire i corsisti anche “dopo” il termine del corso (anche solo via mail ad esempio)
  • Capacità di adattare i contenuti progettati al reale contesto di gruppo dei corsisti

Questi non sono che alcuni criteri che si potrebbero adottare, ma altri risulterebbero altrettanto validi ed efficaci. Con uno strumento di tal genere le scuole che si faranno carico della formazione (pensiamo ad esempio agli Snodi) avrebbero una evidente facilitazione nel reperimento dei formatori più idonei ai percorsi progettati e, cosa ugualmente utile, un riscontro reale dei corsisti frequentanti. Senza contare, per altro, l’elevato livello di trasparenza che un tale approccio potrebbe assicurare. Aggiungo poi che il sito col presente database (magari interno alla sezione PNSD di istruzione.it) potrebbe ospitare anche tutti i bandi in uscita per il reperimento dei formatori medesimi oppure, e la cosa sarebbe ancora più semplice, esso stesso prevedere al suo interno un bando unico per il reperimento di formatori ad hoc.

Naturalmente un registro/database di tal genere non è da solo sufficiente ad assicurare qualità nella formazione (occorrono anche tempi meno ristretti, linee guida nazionali, una pedagogia di riferimento, etc.), tuttavia potrebbe rappresentare un efficace strumento di progettazione ed ergazione dei numerosi corsi di formazione che il PNSD, tramite gli Snodi, prevede per il prossimo triennio.

Emiliano Onori

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Suggerimenti per PNSD: registro formatori online con cv, materiali ed esperienze

registro formatori

Dopo aver analizzato alcune criticità del PNSD (dovute ad esempio alla fretta e alla scarsa trasparenza di alcuni passaggi) vediamo ora dei suggerimenti per migliorare il processo di formazione che nei prossimi tre anni accompagnerà molti docenti. Diciamo subito che una delle lamentele più diffuse da parte dei corsisti è stata quella di aver avuto a che fare con formatori poco adatti al contesto in cui sono stati chiamati ad operare. Questo aspetto, non implica che i formatori si siano mostrati poco preparati, semplicemente mostra che hanno portato avanti programmi di formazione o troppo generici o troppo specifici o magari lontani dalla prassi didattica o, peggio ancora, da nuove pedagogie. Senza dubbio questo scenario si è verificato per numerosi motivi, ne elenco due: 1. le scuole che hanno organizzato la formazione hanno avuto poco tempo per reperire formatori adatti; 2. non esiste un database/registro nazionale in cui vedere le attività dei formatori, i loro materiali, magari alcuni loro video, il loro cv e le loro pregresse esperienze in ambito di formazione “scolastica”. Accanto a tali due motivi ce ne sono molti altri, ma al momento questi ci bastano. Ora invece andiamo più nel dettaglio nell’analizzare le criticità che molti corsisti hanno individuato nella figura dei loro formatori:

  • Materiali forniti durante il corso di scarsa rilevanza o riciclati da altri corsi
  • Eccessivo uso di lezione frontale e scarso approccio laboratoriale (paradossale se si è letto almeno una volta in PNSD)
  • Poca chiarezza nella spiegazione di alcuni passaggi (non tutti i docenti corsisti erano esperti in fatto di nuove tecnologie)
  • Eccessiva attenzione agli aspetti tecnologici e scarsa o nulla visione pedagogica dell’innovazione didattica
  • Uso di materiali altrui durante il corso (questo caso è accaduto personalmente a me, ho saputo infatti di corsi in cui sono stati adoperati dei miei video tutorial sulle Google Apps for Education, forse perchè il formatore non era un docente, non aveva un account Google Apps, non sapeva come fare altrimenti)
  • Poca disponibilità a seguire i corsisti “dopo” il termine del corso (il follow-up in determinate circostanze è quasi più importante del momento frontale)

Queste le lamentele principali, alcune delle quali da me personalmente rilevate nei territori di Umbria e Toscana, altre invece riscontrate nei numerosi gruppi di social network che aggregano i docenti in formazione. Inutile dire che in molti casi (mi auguro la maggioranza) i colleghi corsisti sono rimasti favorevolmente colpiti dai loro formatori e dalla cura con cui hanno gestito i momenti di formazione (per altro spesso organizzati in momenti dell’anno scolastico assolutamente inadatti all’aggiornamento, parlo di aprile-giugno).

Ora riflettiamo su come poter superare la suddetta criticità. La modalità a mio avviso è semplice e trasparente: creare un database nazionale, gestito ovviamente dal Miur, che faccia parte integrante del PNSD, in cui inserire i nominativi dei formatori e in cui:

  • i docenti corsisti possano lasciare un feedback sulla qualità del loro formatore (se la loro frequenza è stata di almeno il 75% delle ore)
  • le scuole possano attingere per cercare figure idonee ai loro progetti di aggiornamento
  • i formatori possano/debbano inserire: cv, corsi effettuati, materiali usati, video tutorial

Come valutare un formatore? Il Miur conosce bene le pratiche di valutazione, perchè senza dubbio la “macchina Invalsi” è molto più complessa del sistema cui qui si fa riferimento. In ogni caso si potrebbero usare semplici criteri (con indicatori di livello su base 5: da 1 che rappresenta un livello scarso o nullo a 5 che attesta un gradimento ottimo) come i seguenti:

  • Qualità dei materiali forniti
  • Chiarezza nella esposizione e disponibilità a trovare alternative in caso di difficoltà
  • Trasferibilità dei contenuti proposti nel contesto reale dei corsisti
  • Disponibilità a seguire i corsisti anche “dopo” il termine del corso (anche solo via mail ad esempio)
  • Capacità di adattare i contenuti progettati al reale contesto di gruppo dei corsisti

Questi non sono che alcuni criteri che si potrebbero adottare, ma altri risulterebbero altrettanto validi ed efficaci. Con uno strumento di tal genere le scuole che si faranno carico della formazione (pensiamo ad esempio agli Snodi) avrebbero una evidente facilitazione nel reperimento dei formatori più idonei ai percorsi progettati e, cosa ugualmente utile, un riscontro reale dei corsisti frequentanti. Senza contare, per altro, l’elevato livello di trasparenza che un tale approccio potrebbe assicurare. Aggiungo poi che il sito col presente database (magari interno alla sezione PNSD di istruzione.it) potrebbe ospitare anche tutti i bandi in uscita per il reperimento dei formatori medesimi oppure, e la cosa sarebbe ancora più semplice, esso stesso prevedere al suo interno un bando unico per il reperimento di formatori ad hoc.

Naturalmente un registro/database di tal genere non è da solo sufficiente ad assicurare qualità nella formazione (occorrono anche tempi meno ristretti, linee guida nazionali, una pedagogia di riferimento, etc.), tuttavia potrebbe rappresentare un efficace strumento di progettazione ed ergazione dei numerosi corsi di formazione che il PNSD, tramite gli Snodi, prevede per il prossimo triennio.

Emiliano Onori

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