Design Didattico

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Corsi di Formazione Settembre 2018: Webquest e Problem Based Learning

Si organizzano Corsi e Workshop su Webquest (Ricerca Guidata online) e Problem Based Learning (Didattica per Problemi) della durata di 25h totali (di cui una parte in presenza) per il mese di Settembre (anche al mattino) e Ottobre in particolare sulle seguenti priorità strategiche individuate dal Piano:

· Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento;
· Valutazione e miglioramento;
· Didattica per competenze e innovazione metodologica;
· Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale;

Gli interventi, concordati e progettati con le scuole, avranno sempre un approccio laboratoriale e non frontale e/o teorico.

ARGOMENTI: Webqeust e PBL (ma anche Google Apps for Education, Cooperative Learning, Peer to Peer, Blog Didattico, Lim, Debate, Content Curation, Social Network, BYOD (Bring Your Own Device), Coding e Pensiero Computazionale Unplugged e con Pc).

MODALITA’: Workshop intensivo (per località distanti oltre 200km dall’umbria)  oppure Corso di Formazione (per umbria e toscana)

PREREQUISITI: Uso della posta elettronica, Connessione ad Internet, Videoproiettore

OBIETTIVI: Attivare percorsi di didattica attiva e laboratoriale basata su l capovolgimento dell’approccio frontale

TEMPI: Workshop da 8h/12h/16h o Corso di Formazione da 8h/12h/16h in 3/4 incontri pomeridiani

SEDE: è possibile tenere il corso o presso sedi di scuole o di centri di formazione, richiesta connessione web e videoproiettore

COSTI: da valutare in base al numero di ore ma comunque equiparati ai compensi pon

CERTIFICAZIONEil corso si intende CERTIFICATO se erogato dalla scuola che, per natura, è agenzia formativa certificata.

Clicca qui per VIDEO DIMOSTRATIVI su TUTTE LE TIPOLOGIE DI CORSO

Clicca qui per APPLICAZIONI PRATICHE DELLE METODOLOGIE PROPOSTE

 

INFO E CONTATTI

Emiliano Onori (docente e formatore)

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Workshop su Webquest e Problem Based Learning a Ciampino. Marzo-Aprile 2018

Category : Corsi, Eventi, Pbl, webquest · No Comments · by Mar 11th, 2018

In data 14 e 15 marzo e 4 e 5 aprile 2018  si terrà presso l’istituto Umberto Nobile di Ciampino un workshop intensivo sulle Metodologie Didattiche Attive, centrato in particolare su Webquest (approfondimento) e Problem based Learning (approfondimento)

Il workshop avrà una durata complessiva di 16h frontali  divise in due momenti (marzo e aprile) e avrà lo scopo di illustrare le potenzialità didattiche delle metodologie didattiche attive di cui il Webquest e il Problem Based Learning rappresentano un ottimo modello.

Il workshop avrà un approccio laboratoriale.

Le due giornate formative saranno tenute da Emiliano Onori.

 

Emiliano Onori

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Webquest, Internet e il Pensiero Critico. Come portare tutto in classe

Che internet sia entrato prepotentemente nella didattica degli ultimi anni è un fatto innegabile. Che lo abbia fatto in modo coerente e ordinato è invece più discutibile. Un esempio. Se fino a 15 anni fa si poteva richiedere serenamente agli alunni una ricerca in biblioteca, giacchè i testi in essa presenti erano in qualche modo già validati e tutto sommato affidabili, oggi con la rete questo passaggio non è scontato. Come ci insegna Rheingold in un illuminante passaggio del suo testo p.79 (“Perchè la rete ci rende intelligenti”)

“Ho l’impressione che adesso il compito (di verificare) tocchi a chi trova informazioni sul Web piuttosto che a chi ce le mette”

(cfr dopo per intero passaggio)

E’ avvenuta, in altre parole, una sorta di improvvisa rivoluzione, ora il compito di verificare spetta a chi legge, non a chi scrive. Questo passaggio ha delle enormi implicazioni didattiche. Una delle quali è ovvia: non si può dire semplice ai ragazzi di svolgere una ricerca online, senza che prima non li si sia istruiti a sufficienza sul come valutare l’informazione in rete.

A tale proposito ci viene in aiuto una straordinaria metodologia didattica che è il webquest. Non si tratta di altro che di una ricerca online guidata (a differenza del pbl che risulta più complesso). Tramite il webquest si può implementare l’uso di internet in classe, previa formazione degli studenti sulle modalità di verifica dei dati online.

Di seguito una serie di approfondimenti sul webquest.

Il Webquest: tecnologie e valutazione

 

Il Webquest come strategia didattica per l’uso consapevole di internet

 

Il Webquest: i paradigmi pedagogici che ne stanno alla base

 

Esempio di Webquest: Internet ci rende intelligenti o stupidi?

 

Esempio di Webquest: Di cosa parliamo quando parliamo di cibo

 

Corsi e Workshop Certificati da 25h e 990 euro su Webquest e Didattica per Problemi (PBL)

 

Emiliano Onori

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*La prima volta che ho visto mia figlia usare un motore di ricerca per i suoi compiti, le ho spiegato che “un tempo, le informazioni si raccoglievano andando in biblioteca per consultare un libro o un articolo di rivista. Magari si era in disaccordo con quanto scritto nel libro, ma si poteva stare ragionevolmente certi che, prima della pubblicazione, qualcuno avesse controllato le affermazioni dell’autore riguardo ai fatti citati. Quando si consultano i risultati di un motore di ricerca sul Web e si clicca su un link, invece, non si può essere sicuri della correttezza o meno delle informazioni trovate; è più facile incappare in informazioni scorrette e falsità totali”. “Chi mi può aiutare a sapere come stanno le cose?”, mi ha chiesto, arrivando così al cuore della sfida di Internet alla secolare autorità dei testi. “Ho l’impressione che adesso il compito tocchi a chi trova informazioni sul Web piuttosto che a chi ce le mette”, ho risposto, suscitando in mia figlia un’espressione di sgomento. “Puoi lasciarti facilmente indurre a credere a falsità di ogni tipo se non sai capire la differenza fra le informazioni buone e quelle cattive.” Per spiegarle ciò che intendevo, ho digitato il nome di Martin Luther King Jr., leader del movimento
per i diritti civili. Sapevo che, nella maggioranza dei motori di ricerca, la parte superiore della prima pagina di risultati ospita un link a un sito intitolato “Martin Luther King Jr.: la vera indagine storica”.1 Non ci vuol molto per rendersi conto che questa “vera indagine storica” in realtà presenta King come un personaggio losco. Ho chiesto: “Come fai a sapere se è vero o no?”. “Assomiglia a qualsiasi altra cosa sul Web”, ha risposto mia figlia. “Cerca l’autore”, le ho suggerito. (Howard Rheingold, Perchè internet ci rende intelligenti”, Raffaello Cortina Editore, p.79)

 

 

Workshop su Webquest e Problem Based Learning a Ciampino. Marzo-Aprile 2018

In data 14 e 15 marzo e 4 e 5 aprile 2018  si terrà presso l’istituto Umberto Nobile di Ciampino un workshop intensivo sulle Metodologie Didattiche Attive, centrato in particolare su Webquest (approfondimento) e Problem based Learning (approfondimento)

Il workshop avrà una durata complessiva di 16h frontali  divise in due momenti (marzo e aprile) e avrà lo scopo di illustrare le potenzialità didattiche delle metodologie didattiche attive di cui il Webquest e il Problem Based Learning rappresentano un ottimo modello.

Il workshop avrà un approccio laboratoriale.

Le due giornate formative saranno tenute da Emiliano Onori.

 

Emiliano Onori

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Corso su Webquest e Problem Based Learning a Ciampino. Marzo-Aprile 2018

In data 14 e 15 marzo e 4 e 5 aprile 2018  si terrà presso l’istituto Umberto Nobile di Ciampino un workshop intensivo sulle Metodologie Didattiche Attive, centrato in particolare su Webquest (approfondimento) e Problem based Learning (approfondimento)

Il workshop avrà una durata complessiva di 16h frontali  divise in due momenti (marzo e aprile) e avrà lo scopo di illustrare le potenzialità didattiche delle metodologie didattiche attive di cui il Webquest e il Problem Based Learning rappresentano un ottimo modello.

Il workshop avrà un approccio laboratoriale.

Le due giornate formative saranno tenute da Emiliano Onori.

 

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Corsi e Workshop Certificati da 25h e 990 euro su Webquest e Didattica per Problemi (PBL)

Si organizzano Corsi e Workshop su Didattica 2.0 e Metodologie Attive per il Piano Nazionale Formazione Docenti (qui il testo integrale del documento ministeriale) della durata di 25h totali (di cui 9h in presenza, di norma tre incontri da 3h) in particolare sulle seguenti priorità strategiche individuate dal Piano:

· Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento;
· Valutazione e miglioramento;
· Didattica per competenze e innovazione metodologica;
· Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale;

Gli interventi, concordati e progettati con le scuole, avranno sempre un approccio laboratoriale e non frontale e/o teorico.

ARGOMENTI: Webquest e Problem Based Learning (ma anche Google Apps for Education, Cooperative Learning, Peer to Peer, Blog Didattico, Lim, Debate, Content Curation, Social Network, BYOD (Bring Your Own Device), Coding e Pensiero Computazionale Unplugged e con Pc).

MODALITA’: Workshop intensivo (per località distanti oltre 200km dall’umbria)  oppure Corso di Formazione (per umbria e toscana)

PREREQUISITI: Uso della posta elettronica, Connessione ad Internet, Videoproiettore

OBIETTIVI: Attivare percorsi di didattica attiva e laboratoriale basata su l capovolgimento dell’approccio frontale

TEMPI: Workshop da 8h/12h/16h o Corso di Formazione da 8h/12h/16h in 3/4 incontri pomeridiani

SEDE: è possibile tenere il corso o presso sedi di scuole o di centri di formazione, richiesta connessione web e videoproiettore

COSTIil costo di 990 euro è relativo ad un percorso di complessive 25h certificabili di cui 9h in presenza. Nel caso di corsi da un numero maggiore di ore o in località distanti oltre 200km dall’umbria i costi potrebbero subire variazioni.

CERTIFICAZIONEil costo proposto (990 euro, 25h complessive di cui 9h in presenza) si intende CERTIFICATO se erogato dalla scuola che, per natura, è agenzia formativa certificata. Se si rende necessario appoggiarsi ad azienda esterna per la certificazione, i costi potrebbero subire variazioni.

Clicca qui per VIDEO DIMOSTRATIVI su TUTTE LE TIPOLOGIE DI CORSO

Clicca qui per APPLICAZIONI PRATICHE DELLE METODOLOGIE PROPOSTE

 

INFO E CONTATTI

Emiliano Onori (docente e formatore)

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Il Webquest: tecnologie e valutazione

Le tecnologie che ruolo giocano? Un ruolo nel complesso secondario: il webquest non necessita di un grande impatto tecnologico. Sono necessari una connessione ad internet ed un dispositivo per la navigazione e consultazione dei materiali, eventualmente per la realizzazione di una presentazione o un testo elettronico.

Infine: come valutare un webquest? Di certo non puntando tutta la nostra attenzione alle solo conoscenze. Il processo che il webquest attiva, infatti, è più articolato di una semplice “ritenzione” delle conoscenze, ma coinvolge anche competenze trasversali e soft skill. Pertanto si rende necessaria una rubric di valutazione che tenga conto, ad esempio, di: rispetto delle consegne, uso consapevole della tecnologia, conoscenze raggiunte, chiarezza espositiva, etc.

Il webquest può essere implementato in scuole di ogni ordine e grado.

A breve verrà pubblicato un video che spiega passo passo cosa sia il webquest, quali siano le tipologie e i risultati, quali le modalità di impiego in aula, quali i pro e quali i contro.

E’ possibile anche organizzare workshop e corsi di formazione sul webquest (richieste 12/16h).

 

Emiliano Onori

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Il Webquest: Corsi Seminari e Workshop

Come far entrare Internet nella didattica in modo guidato e non caotico? In che modo implementare l’uso dei motori di ricerca tramite tecniche avanzate? Con quali modalità abilitare l’uso dello smartphone? E infine: tutto questo, con quale scopo didattico?

La metodologia didattica del Webquest risponde a tutte queste domande in modo serio e allo stesso tempo semplice e accessibile. In sintesi si tratta di un approccio didattico basato su

  • ricerche guidate in internet
  • sitografia vagliata dal docente
  • tematiche concordate con la classe
  • obiettivi misurabili
  • prodotti in uscita multimediali (pagine web) o analogici (consegna cartacea)

A tal proposito si organizzano Corsi di Formazione, Seminari e Workshop da 8/12/16h per scuole e reti di ambito. Verranno trattate le principali tecniche che permettono l’implementazio in classe del Webquest. Nessun prerequisito avanzato richiesto.

Per informazioni info@designdidattico.com

Approfondimenti sul Webquest

Il Webquest come strategia didattica per l’uso consapevole di internet

Il Webquest: i paradigmi pedagogici che ne stanno alla base

Video Introduzione

Esempio di Webquest: Internet ci rende intelligenti o stupidi?

Esempio di Webquest: Di cosa parliamo quando parliamo di cibo

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Il Webquest come strategia didattica per l’uso consapevole di internet

Category : Corsi, webquest · (1) Comment · by Set 28th, 2017

Internet è ormai da anni entrata a pieno diritto nelle aule scolastiche e questo ha cambiato e sta cambiando in maniera epocale la scuola e il mondo della formazione. Ormai l’aula non è che una delle tante agenzie formative presenti sul territorio. Tuttavia l’ingresso della rete nelle nostre vite è stato rapidissimo e caotico, pertanto anche il suo impiego con finalità didattiche è spesso scoordinato e poco verificato. In altre parole suggerire oggi agli studenti di effettuare una ricerca “in internet”, come un tempo si chiedeva una ricerca “nell’enciclopedia” è una pratica tanto usuale quanto maldestra, poichè i confini della rete sono sterminati ed il docente non può avere il controllo (nè effettuare la verifica) dei materiali in essa presenti.

Come fare dunque? Come far lavorare i ragazzi in modo critico e coerente in rete, senza per questo esporli (ed esporci) ad una messe sconfinata di materiali la cui autorevolezza è spesso non verificabile, ancorchè in apparenza indiscutibile? Il webquest è una possibile risposta. Di che si tratta? Semplice: il webquest è quella strategia didattica che invita gli studenti ad effettuare ricerche in rete sulla base di soli materiali forniti e vagliati dal docente, seguendo un ordine composto da sei passaggi:

  1. Introduzione: dove si spiegano obiettivi e finalità
  2. Compito:dove si spiega la consegna da realizzare (relazione, ricerca, prodotto, etc.)
  3. Risorse: dove si consegnano i materiali (per lo più digitali quindi sitografia) e i criteri per usare materiali esterni a quelli dati
  4. Processo: dove si suggeriscono le fasi di lavoro da seguire
  5. Suggerimenti: (anche in itinere) dove si danno suggerimenti in base alle prevedibili difficoltà riscontrabili
  6. Conclusione: dove si illustra il lavoro e si riflette sull’intero processo.

Questo il protocollo suggerito da Bernie Dodge, ideatore nel 1995 del webquest (qui un approfondimento) e questi i possibili esiti e prodotti in uscita di un webquest:

  • Relazione
  • Ricerca
  • Esperimento di laboratorio
  • Tesi persuasiva
  • Realizzazione di un progetto
  • Analisi di un problema o di un contesto

Altra caratteristica importante del webquest è quella di sottoporre agli allievi problemi il più possibile autentici e concreti, di modo da immergerli in un processo di formazione “situato”. In un prossimo contributo vedremo i “Paradigmi Pedagogici” che stanno alla base del Webquest.

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Il Webquest: i paradigmi pedagogici che ne stanno alla base

In un precedente contributo abbiamo illustrato il Webquest come strategia didattica (clicca qui). Ora vediamo i paradigmi pedagogici coinvolti dal webquest. Essi sono essenzialmente due:

  • Costruttivismo, secondo cui il sapere è un processo da costruire sulla base di scenari reali e da negoziare con gli altri
  • Mastery Learning (Apprendimento per la padronanza), secondo cui ognuno è in grado di raggiungere risultati apprezzabili se messo in situazione di contesto a lui favorevoli (quindi la variabile “tempo” è da tenere ben presente: alcuni studenti per alcuni argomenti e/o problemi possono avere bisogno di poche ore, altri di alcuni giorni, ma tutti possono raggiungere risultati soddisfacenti).

Dunque il Webquest non è affatto un approccio “debole” dal punto di vista pedagogico, piuttosto cerca di portare in classe i benefici specialmente dell’Apprendimento per la padronanza. Ed è proprio su questo punto, così caro a Bloom, che è opportuno fare qualche riflessione.

La scuola di oggi, specie la secondaria di secondo grado, è spesso vittima dei tempi. Tempi stretti per effettuare le verifiche, tempi stretti per terminare il programma (!), tempi stretti per partecipare al progetto, tempi stretti per rientrare nel pon di turno. Tutto questo si ripercuote nella qualità dell’insegnamento e, cosa ben più grave, in quella dell’apprendimento. Se anche vogliamo mettere in dubbio, come da più parti (e con buone ragioni), la teoria delle intelligenze di Gardner, non possiamo nasconderci che, quanto meno, ogni alunno ha i suoi tempi di apprendimento.

Sicchè in un regime affrettato e uniformato, solo un piccolo gruppo di studenti potrà avere soddisfazione didattica, una buona parte rischia di arrancare o comunque di non apprendere, un numero non esiguo è forse condannato al fallimento. Questo non possiamo permettercelo. Naturalmente il Webquest non elimina il rischio, tuttavia lo diminuisce creando un ambiente di apprendimento più elastico, capace di venire incontro ad un numero considerevole di alunni, agendo ad esempio sui tempi delle consegne. Questi, di norma, non sono mai estremamente ravvicinati rispetto alle spiegazioni ma, basandosi su tipi di lavori complessi ed articolati, danno agli studenti tempistiche più ampie, numerabili in settimane e non in giorni.

In un prossimo contributo vedremo non solo il ruolo giocato dalle tecnologie nel Webquest (ruolo piuttosto marginale) ma anche il tipo di valutazione idoneo alla metodologia in questione.

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