Design Didattico

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Digital Storytelling Geografico: tutorial di StoryMap

Nel seguente video vedremo come costruire un progetto di Digital Storytelling geografico con StoryMap (richiede account google).

Ricordo che è possibile organizzare corsi di formazione e workshop sul Digital Storytelling anche per Reti di Ambito.

Emiliano Onori (docente e formatore)

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Corsi da 25h sul Digital Storytelling per Reti di Ambito

Si organizzano corsi e workshop da 25h (unità didattica significativa) per Reti di Ambito e Scopo sul Digital Storytelling. Le 25h sono da considerarsi totali e quindi non totalmente frontali. Di seguito alcune sintetiche indicazioni:

DURATA: 25h da strutturarsi in 12/14/16h frontali, 6h di approfondimento personale con materiali forniti, 6h di ricerca/azione in classe e documentazione delle attività. Il numero di ore per ciascuno dei tre aspetti (frontale, approfondimento, documentazione) può essere variato in accordo con la Rete di Ambito secondo le specifiche esigenze.

PERIODO: da settembre 2017

ARTICOLAZIONE: modalità “workshop” intensivo in 2gg oppure modalità “corso” con incontri settimanali e/o mensili

SEDE: quella indicata dalla Rete di Ambito

ARGOMENTI: in base alle esigenze della Rete. Argomenti suggeriti: Introduzione al DST, Basi Pedagogiche, Modalità di impiego (DST testuale, fotografico, storico, etc.), Tipologie di DST (Finale alternativo, Spin off, Intervista impossibile, etc.)

COSTI: in base al numero di incontri e ore

LOGISTICA: è richiesta un’aula con connessione ad internet e proiettore

PARTECIPANTI: data la modalità laboratoriale si consiglia un numero massimo di 20/25 corsisti.

Clicca qui per VIDEO DIMOSTRATIVI sul Digital Storytelling

 

INFO E CONTATTI

Emiliano Onori (docente e formatore)

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Digital Storytelling: Strumenti Teorici e Pratici

A breve verranno pubblicati video tutorial sugli strumenti teorici e pratici connessi alla medotologia didattica del Digital Storytelling. Si tratterà di approfondire alcuni aspetti legati all’impostazione della storia (strumenti teorici) e agli strumenti (tecnologici e non) per renderla accattivante e didatticamente efficace. Per visionare i video già realizzati a proposito del Digital Storytelling cliccare qui

Per organizzare corsi e workshop sul digital storytelling scrivere a info@designdidattico.com

Emiliano Onori

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Il Digital Storytelling in classe: video dimostrativi

Dopo aver visto le tipologie relative al Digital storytelling (clicca qui per leggere il contributo) e i tipi di prodotti che è possibile far realizzare agli studenti (clicca qui) ecco di seguito un video che illustra in generale cosa sia il digital storytelling, con particolare riferimento a quello connesso ai prologhi e finali alternativi

Qui altri video

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Il Digital Storytelling in classe: i prodotti

Il digital storytelling è una metodologia didattica attiva, vale a dire un approccio didattico che vuole mettere al centro del processo di apprendimento lo studente, mediante l’elaborazione di storie. Dopo aver visto le tipologie più note di digital storytelling (clicca qui per leggere l’articolo), è il momento di elencare i prodotti multimediali che dagli studenti possono essere realizzati.

Vediamo i principali:

– Pagina Web: tramite siti ad hoc lo studente può pubblicare una storia tramite una pagina web. Il vantaggio è che tale soluzione non richiede il salvataggio di un file specifico e la condivisione è immediata. Tuttavia se sono presenti foto o video di altri studenti è opportuno prevedere soluzioni ad hoc per il rispetto della privacy.

– Video: attraverso la registrazione di un video, ed eventualmente il suo montaggio, gli alunni possono raccontare storie coinvolgenti anche con effetti e sottofondo musicale. Il video si presta molto bene al racconto di esperienze personali, ad esempio al digital storytelling familiare. Anche in questo caso è possibile utilizzare strumenti online per il montaggio dei file video, che possono essere acquisiti anche mediante l’uso della fotocamera dello smartphone; in tal caso si consiglia tuttavia l’impiego di un microfono dedicato (possibilmente wireless) e di un tripode per favorire la stabilizzazione dell’immagine.

– Slideshow fotografico: questa è una delle modalità più note di digital storytelling. I ragazzi effettuano fotografie (il cui numero e il cui soggetto è di norma stabilito a monte col docente) poi le “montano”, anche qui tramite strumenti/siti online, al fine di creare un carosello (slideshow appunto) di immagini. Buona norma è inserire anche o un sottofondo musicale oppure un voice over, vale a dire una narrazione personale tramite registrazione della propria voce.

– Presentazione (offline): se ipotizziamo uno storytelling che non dovrà essere pubblicato online, e che necessita di passaggi tra loro discreti (ad esempio uno storyboard), proficuo è l’uso dello strumento “presentazioni” (dal più noto Powerpoint sino alle sue varianti Keynote e LibreOffice). Questo approccio, che spesso si adopera per progetti che non devono essere subito condivisi online, può in ogni caso con pochi click essere trasformato in presentazione online tramite o l’uso di strumenti per presentazioni condivise (pensiamo a Prezi o Slideshare) o mediante l’utilizzo, sin dal primo momento, di programmi come Google Presentazioni o Microsoft Powerpoint di Office 365.

– Audio-Narrazione: talora lo storytelling vuole mettere l’ascoltatore o il lettore nella condizione di evocare da sè il proprio patrimonio di immagini. Questo, se ci pensiamo, è anche il più antico strumento di narrazione, quello tipico della cultura orale che, per rappresentare scene e situazioni, si serviva unicamente del potere magico-evocativo della parola-incanto-incantesimo. Anche in tal caso è possibile utilizzare strumenti presenti in rete, sia per la registrazione del file audio sia per una sua eventuale ripulitura finale.

– Intervista (impossibile): questa tipologia può essere realizzata semplicemente tramite editor di testo; tuttavia per rendere il documento più graficamente accattivante è possibile utilizzare strumenti online che integrino anche immagini, sfondi e font specifici. Tali strumenti rendono l’eventuale pubblicazione online immediata e semplice.

– Ebook: se immaginiamo che gli studenti (in tal caso particolarmente creativi!) vogliano realizzare uno o più capitoli di un libro immaginario (ad esempio una falsa autobiografia, il ritrovamento di un manoscritto, il furto di documenti, etc.) allora lo strumento più adatto è forse l’ebook. Anche in questo caso sarà possibile usare tanto strumenti offline quanto online.

Questi i principali prodotti o output di pubblicazione per un lavoro in digital storytelling. Ad oggi ogni tipologia può trovare lo strumento più idoneo direttamente online e quindi non richiede l’installazione di software specifico.

Per organizzare corsi e workshop sul digital storytelling scrivere a info@designdidattico.com

Per visionare una serie di video sul digital storytelling cliccare qui 

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