Design Didattico

Instructional Design & Media Education



Studiare Cittadinanza e Costituzione con Agenda 2030

Vista la necessità, sempre più urgente, di affrontare in classe i temi legati all’ambiente ma anche alla cittadinanza e costituzione, quale migliore spunto didattico se non Agenda 2030? E quale miglior portale didattico se non quello curato da Indire e Asvis (raggiungibile qui o cliccando l’immagine sottostante) 

Cliccando di seguito invece potrete trovare una serie di proposte già realizzate da Emiliano Onori, pronte per essere portate in aula, ad esempio

Project Work (Analisi Dati) su Imprese e Innovazione

Debate (in CLIL?) su Ridurre le Disuguaglianze

Peer Education su Consumo Responsabile

Debate su Riscaldamento Climatico

E qui molte altre realizzate da Emiliano Onori

Per maggiori informazioni o per realizzare eventi di formazione docenti su METODOLOGIE ATTIVE applicate a AGENDA2030 scrivere a info@designdidattico.com

 

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Può lo Storytelling favorire la Lettura? Ne parleremo al Liceo Buratti di Viterbo il 22 Gennaio

All’interno del progetto formativo “Lettura e Digital Storytelling” organizzato dal Liceo Buratti di Viterbo, in data 8 e 22 gennaio Emiliano Onori terrà due interventi sul tema: “Usare lo Storytelling per la promozione della Lettura”. Tali incontri avranno una durata di 3h ciascuno. Il corso è certificato miur. Per richieste di partecipazione scrivere a: patriziaepistolari3@gmail.com

 

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Corso di formazione gratuito sul Debate a Perugia. Gennaio – Aprile 2020

Category : Corsi, Debate · No Comments · by Gen 11th, 2020

Nei giorni del 15 e 21 gennaio, 17 febbraio e 21 aprile si terrà presso il liceo Galilei di Perugia un corso di formazione di 26h (di cui 16 in presenza, 4h ore ad incontro, dalle 15.00 alle 19.00) sul Debate ossia sul dibattito critico e argomentato. Il corso è gratuito ed è accreditato MIUR (reperibile nella piattaforma SOFIA ID 38944) e sarà tenuto da Emiliano Onori.

IMPORTANTE: il corso è aperto a tutti i docenti IN SERVIZIO anche se NON DI RUOLO (per i quali cioè l’iscrizione via SOFIA non è possibile)

Per informazioni scrivere a info@designdidattico.com

Per iscrizioni scrivere a falcinellilorena@gmail.com 

Di seguito una serie di approfondimenti su questa metodologia didattica attiva:

Qui un video esemplificativo:


Per organizzare workshop intensivi o corsi di formazione o su questo tema scrivere a info@designdidattico.com


 

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Lo Storytelling incontra la Lettura. Scopri come! Viterbo 8 e 22 Gennaio 2020

All’interno del progetto formativo “Lettura e Digital Storytelling” organizzato dal Liceo Buratti di Viterbo, in data 8 e 22 gennaio Emiliano Onori terrà due interventi sul tema: “Usare lo Storytelling per la promozione della Lettura”. Tali incontri avranno una durata di 3h ciascuno. Posti ancora disponibili. Richiesta l’iscrizione alle seguenti web app: Wakelet e Adobe Spark. Consigliato l’uso di pc portatile con connessione ad internet.

A presto!

 

 

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Usare lo Storytelling per promuovere la Lettura. Viterbo 8 e 22 Gennaio a cura di Emiliano Onori

All’interno del progetto formativo “Lettura e Digital Storytelling” organizzato dal Liceo Buratti di Viterbo, in data 8 e 22 gennaio Emiliano Onori terrà due interventi sul tema: “Usare lo Storytelling per la promozione della Lettura”. Tali incontri avranno una durata di 3h ciascuno. Il corso è certificato miur. Per richieste di partecipazione scrivere a: patriziaepistolari3@gmail.com

 

 

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Auguri da DesignDidattico e dallo staff di WikiScuola!

Emiliano Onori – DesignDidattico e lo staff di WikiScuola augurano a tutti un Buon Natale e Buone Feste!

Vi ricordano inoltre che sono da poco iniziate le iscrizioni alla terza edizione del più completo corso online sullo Storytelling Didattico, disponibile nella versione da 30h o 50h certificate Miur, pagabile con carta docente!

Buone feste e buono storytelling a tutti!

 

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Corso di formazione sul Debate (Dibattito Critico) a Perugia (gratuito, accreditato MIUR)

Nelle prossime settimane, ed in particolare il 15 e 21 gennaio, 17 febbraio e 21 aprile si terrà presso il liceo Galilei di Perugia un corso di formazione di 26h (di cui 16 in presenza) sul debate ossia sul dibattito critico e argomentato. Il corso è gratuito ed è accreditato MIUR (reperibile nella piattaforma SOFIA ID 38944) e sarà tenuto da Emiliano Onori.

Per informazioni scrivere a info@designdidattico.com

Di seguito una serie di approfondimenti su questa metodologia didattica attiva:

Qui un video esemplificativo:


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Portare Agenda 2030 in aula: Project Work (Analisi Dati) su Imprese e Innovazione

Proseguiamo la nostra rassegna di Metodologie Didattiche Attive (qui trovate le precedenti) applicate all’Agenda 2030. Stavolta vedremo come organizzare una lezione in Project Work sul goal 9 relativo a Imprese, Innovazione e Infrastrutture. 

In sintesi potremmo dire che il Project Work consiste nella realizzazione di un progetto concreto, sia esso un cartellone, un sito, un prototipo, una locandina oppure una analisi dei dati come in questo caso, insomma tutto quello che può essere definito “progetto”. Tale realizzazione segue un periodo di formazione teorica su un tema. Si tratta di una forma di apprendimento che si ispira ai principi del Learning by Doing (Apprendere facendo) e di norma è basato sui seguenti passaggi progettuali:

  • Scelta Obiettivi Didattici (cosa devono imparare gli studenti?)
  • Scelta Target di Riferimento (a chi si rivolgeranno con il loro progetto?)
  • (eventuale) Scelta del Format (analisi, report, poster, sito, cartellone, spot, locandina, etc.)
  • Definizione delle scadenze e delle modalità di illustrazione

Come “declinare” dunque i contenuti del sito Agenda 2030 per un buon Project Work. Vediamo un esempio. Poniamo di voler far lavorare gli studenti sul tema della analisi di Imprese, Innovazione e Infrastrutture, chiedendo loro di documentare la loro realtà territoriale mediante un report. Ecco di cosa parliamo:

Cosa intendiamo qui per report? Semplice (almeno a dirsi!), intendiamo un resoconto scritto documentato da materiali reperiti presso agenzie del territorio (conf commercio, sindacati, camere del lavoro, etc.); tale resoconto può prevedere anche interviste, video, foto, sopralluoghi, etc., a seconda delle esigenze del report (a chi è indirizzato? ad un pubblico vaso? avrà un taglio divulgativo? oppure ad un pubblico di specialisti?). Di seguito quindi una scheda operativa:

Idea di fondo: piuttosto che parlare in generale di cosa sia innovazione (troppo spesso abbinata, da studenti e non solo, alla tecnologia digitale), facciamo toccare con mano ai ragazzi l’innovazione delle imprese del loro territorio (oppure l’assenza di innovazione), mediante uno studio sul campo fatto di reperimento di materiali, interviste, foto, video.

Progetto/Prodotto da realizzare: report con dati desunti da fonti ufficiali e certificate, eventualmente corredato da foto, video, interviste, grafici, etc.

Requisiti: aver letto tutti o parte degli articoli sul tema in questione presenti nel sito dell’Agenda 2030 (cioè qui)

Obiettivi Didattici: conoscere in modo approfondito il tema dell’innovazione (in un campo specifico ovviamente)

Obiettivi Trasversali: saper reperire informazioni in contesti reali e trasformarle in divulgazione

Fasi di lavoro in classe: il docente illustra il tema generale all’intera classe e fornisce i primi materiali specifici agli studenti; in seguito indica presso quali agenzie reperire ulteriori documenti

Fasi di lavoro a casa: in gruppo o singolarmente gli alunni leggeranno i documenti proposti e procederanno alle uscite sul territorio. Qui è possibile vedere un altro video utile:

Tempi: per un lavoro di tal genere, ipotizzando una introduzione di circa 30 minuti occorrono dalle 4 alle 5 settimane, specie se effettuato in gruppo. Naturalmente i tempi derivano anche dall’ampiezza richiesta del report (2 pagine, 20 pagine, interviste, video, etc.)

Consegne: report scritto corredato di materiali di supporto e divulgazione in aula (o in appositi incontri con la popolazione)

Valutazione: per la valutazione è possibile procedere con rubric appositamente predisposte oppure tramite elaborato a risposte aperte (o chiuse) sugli obiettivi didattici su esposti

Vantaggi: il vantaggio di un lavoro di questo tipo è innanzi tutto quello di responsabilizzare gli studenti invitandoli ad effettuare uno studio sul campo (o extra aula), momento che non sempre è possibile attuare. In secondo luogo il vantaggio è far comprendere meglio la realtà produttiva in cui vivono. Terzo, non meno importante, farli lavorare in team!

Conclusioni
Questo tipo di approccio allo studio è fortemente “attivo” poichè coinvolge gli studenti a partire proprio dal loro vissuto. La richiesta poi di fornire uno studio non solo utile a loro ma all’intera cittadinanza può essere un elemento motivante.


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Corso Storytelling Didattico Wikiscuola: in partenza la terza edizione

Dopo due fortunatissime edizioni, è in partenza la terza edizione del più completo Corso di Formazione Online sullo Storytelling Didattico, realizzato da Emiliano Onori – DesignDidattico per Wikiscuola!

Come per la precedente edizione ecco i punti di forza:

  • Oltre 30 video tutorial chiari e semplici
  • Due percorsi di certificazione: da 30 ore (senza consegne) e da 50 ore (con consegne di 3 elaborati)
  • Formatore sempre a disposizione via forum, mail e facebook
  • Pagabile con Carta del Docente!

Qui un sintetico video:

Qui invece un video tutorial esteso e completo:

Per informazioni o chiarimenti scrivere a Emiliano Onori  info@designdidattico.com o visitare la pagina di Wikiscuola (qui)

 

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Formazione Docenti e Nuovi Approcci: Metodologie + Contenuti + Tecnologie

Negli ultimi anni, grazie anche al Piano Nazionale Scuola Digitale, abbiamo assistito ad un proliferare di formazione, il che è un dato tutto sommato positivo. Molta di questa formazione tuttavia è apparsa spesso improvvisata oppure centrata unicamente sulle tecnologie o, peggio ancora, sulle ultime “miracolose” app didattiche.

Questo tipo di approccio ha creato due ordini di difficoltà: ai docenti più esperti nelle nuove tecnologie non ha dato che un elenco di siti web da inserire nei già “affollati” preferiti; ai docenti meno abituati all’uso delle tecnologie ha comunicato la convinzione che il digitale nella didattica sia poco più che una curiosità, se non una distrazione.

Ovviamente ci sono stati  e ci sono tuttora ottimi e lungimiranti esempi di integrazione positiva ed efficace, sia nei corsi in presenza che in quelli online.

In questo contributo però vogliamo fornire un approccio diverso (forse non per tutti “nuovo”) alla formazione docenti. Detto in breve: non ci si concentra più unicamente su un aspetto, siano le metodologie, contenuti o tecnologie, ma su tutti contemporaneamente.

Vediamo quali limiti infatti presenta una formazione troppo focalizzata su:

  • METODOLOGIE: concentrare tutta l’attenzione di un corso unicamente sulle metodologie può far perdere di vista l’applicabilità pratica di un approccio. Un corso, ad esempio, volto alla formazione sulla “classe capovolta”, oppure sulla “didattica cooperativa”, rischia di concentrare tutta l’attenzione su aspetti anche importanti (come si crea un video? come metterlo online? come fare gruppi efficaci per una didattica cooperativa?) ma che col tempo un docente imparerà da solo a gestire in base al proprio gruppo classe. Esasperare d’altronde tutti i pro e contro del debate (o magari della peer education o del problem based learning) rischia di divenire un dibattito accademico, astratto e poco operativo
  • CONTENUTI: i corsi di aggiornamento, sino all’avvento delle nuove tecnologie, erano più che altro centrati sui “contenuti”. Questi di solito risultano tra i più sensibili alle abilità oratorie dei formatori; essendo basati su nozioni, se queste vengono veicolate in modo noioso e monocorde, rischiano di non affascinare. Inutile dire che questo tipo di aggiornamento è per altro quasi sempre svolto in modalità frontale. Tali approcci erano (sono?) spesso tenuti da docenti universitari, quindi l’ulteriore rischio è che vengano proposti argomenti affascinanti in sè ma poco usabili in aula. Infine: una formazione sui soli contenuti è forse l’unica che può essere svolta in totale autonomia con…un buon libro! Se dunque non c’è valore aggiunto nel processo di formazione, che appunto spesso si riduce ad una trasmissione di informazioni, allora l’alternativa “libro” appare decisamente meno dispendiosa in termini di tempo e denaro!
  • TECNOLOGIE: amore e odio dei corsisti, i corsi centrati sulle tecnologie sono spesso molto divisivi. Amati dai docenti più disponibili ad ospitare le “nuove” tecnologie, odiati da quelli più tradizionalisti, tali approcci creano spesso “guerre di religione” (apocalittici e integrati) ormai decisamente anacronistiche. Altro svantaggio: se le tecnologie non sono messe al servizio di un solido “discorso didattico” allora tendono o a “elettrificare” l’analogico oppure a divenire il “fine” in sè della formazione, il che non è auspicabile. Senza contare che in molte scuole internet stabile (non diciamo “veloce”) è ancora un miraggio…

Dunque: quali nuovi scenari? Una possibile “terza via” potrebbe essere l’approccio integrato di: metodologie + contenuti + tecnologie!

Detto in questi termini ovviamente non appare nulla di nuovo, nè vuole essere un uovo di colombo. Tuttavia un approccio di questo tipo presenta una serie di innegabili vantaggi, vediamoli:

  • METODOLOGIE: in questo frangente non vengono indagate tutte le fattispecie di una metodologia didattica, ma solo gli aspetti essenziali ad implementarla in classe per uno specifico progetto. Niente disamine bizantine sui pro e contro del debate, dunque, ma una serie di indicazioni pratiche, sulla base delle quali il docente, se vorrà, potrà in futuro apportare integrazioni o modifiche.
  • CONTENUTI: anche qui si forniscono solo i contenuti essenziali al progetto, non quindi infinite bibliografie di difficile reperibilità o elenchi di video più o meno attinenti, ma solo e unicamente: articoli, video, interviste, dati, eventualmente testi, utili al progetto didattico. Questi materiali sono ovviamente già vagliati dal formatore sicchè ai docenti non resta che usarli serenamente.
  • TECNOLOGIE: “la tecnologia che funziona non si vede”, ecco questa è la massima che potrebbe accompagnare questo frangente. Il formatore quindi avrà la cura di fornire dettagli tecnici solo e soltanto degli aspetti che saranno realmente necessari al progetto didattico. Un esempio pratico: condividere i dati in cloud. Esistono mille modi per farlo: da google drive a microsoft onedrive, da dropbox a mega, da edmodo a G suite… insomma tutte modalità alla fine efficaci, ma che risulta del tutto inutile elencare coi singoli pro e contro (a meno che non sia un corso sul cloud). Quindi il formatore fornirà un solo metodo di condivisione dei materiali, nella convinzione che se i docenti dovessero ritenerne più utile un altro, lo sceglieranno da soli in un secondo momento.

Un approccio nuovo, dunque? Forse per molti non lo sarà, ma a giudicare dai commenti che spesso i docenti-corsisti rilasciano al termine di un percorso di formazione, questo approccio tornerà utile a più di un corsista (e forse a più di un formatore).

Ma per essere operativi forniamo un esempio concreto, centrato su #AGENDA 2030 dal tema “Acqua Pulita e Igiene (goal6)

  • METODOLOGIA: Flipped classroom. In questo frangente il docente-formatore mostrerà come implementare in classe tale modulo didattico, nello specifico i principi della classe capovolta, i passaggi che è bene seguire e le difficoltà cui si può andare incontro. Nulla di più.
  • CONTENUTI: Il tema è desunto da Agenda2030 ed in particolare parliamo di goal6: Acqua Pulita. Il formatore mostrerà articoli, dossier, video, libri, tutti rigorosamente certificati da Indire e Asvis (vedi sito: https://scuola2030.indire.it/) quindi usabili senza pensieri.
  • TECNOLOGIE: Qui il formatore si concentrerà sull’implementazione pratica e tecnologica della flipped classroom, in particolare mostrerà l’uso di Edmodo (o equivalenti) per la condivisione dei contenuti, Office 365 (o equivalenti) per la consegna online degli elaborati, e il salvataggio offline su pendrive di un video su youtube per quegli alunni che non avessero internet a casa. Niente dibattiti quindi sulla classe capovolta: solo le informazioni necessarie per farla funzionare.

Per chi volesse approfondire questo MODULO SU ACQUA E AGENDA 2030 qui c’è un mio contributo.

Qui invece un mio contributo sulla metdologia PROJECT BASED LEARNING e lingue classiche

Qui un altro mio contributo su FLIPPED CLASSROOM e grammatica inglese

Qui un altro mio contributo su AGENDA 2030 e STORYTELLING

Qui ancora su LINGUE CLASSICHE, PLAUTO e STORYTELLING

Questi dunque erano spunti molto operativi il cui vantaggio, ripetiamo, è quello di fornire una METODOLOGIA chiara, dei CONTENUTI attendibili e verificati e una TECNOLOGIA sostenibile. Naturalmente è possibile organizzare corsi e workshop con tale approccio!

 


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