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Instructional Design & Media Education



Può lo Storytelling favorire la Lettura? Ne parleremo al Liceo Buratti di Viterbo il 22 Gennaio

All’interno del progetto formativo “Lettura e Digital Storytelling” organizzato dal Liceo Buratti di Viterbo, in data 8 e 22 gennaio Emiliano Onori terrà due interventi sul tema: “Usare lo Storytelling per la promozione della Lettura”. Tali incontri avranno una durata di 3h ciascuno. Il corso è certificato miur. Per richieste di partecipazione scrivere a: patriziaepistolari3@gmail.com

 

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Corso di formazione gratuito sul Debate a Perugia. Gennaio – Aprile 2020

Category : Corsi, Debate · No Comments · by Gen 11th, 2020

Nei giorni del 15 e 21 gennaio, 17 febbraio e 21 aprile si terrà presso il liceo Galilei di Perugia un corso di formazione di 26h (di cui 16 in presenza, 4h ore ad incontro, dalle 15.00 alle 19.00) sul Debate ossia sul dibattito critico e argomentato. Il corso è gratuito ed è accreditato MIUR (reperibile nella piattaforma SOFIA ID 38944) e sarà tenuto da Emiliano Onori.

IMPORTANTE: il corso è aperto a tutti i docenti IN SERVIZIO anche se NON DI RUOLO (per i quali cioè l’iscrizione via SOFIA non è possibile)

Per informazioni scrivere a info@designdidattico.com

Per iscrizioni scrivere a falcinellilorena@gmail.com 

Di seguito una serie di approfondimenti su questa metodologia didattica attiva:

Qui un video esemplificativo:


Per organizzare workshop intensivi o corsi di formazione o su questo tema scrivere a info@designdidattico.com


 

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Lo Storytelling incontra la Lettura. Scopri come! Viterbo 8 e 22 Gennaio 2020

All’interno del progetto formativo “Lettura e Digital Storytelling” organizzato dal Liceo Buratti di Viterbo, in data 8 e 22 gennaio Emiliano Onori terrà due interventi sul tema: “Usare lo Storytelling per la promozione della Lettura”. Tali incontri avranno una durata di 3h ciascuno. Posti ancora disponibili. Richiesta l’iscrizione alle seguenti web app: Wakelet e Adobe Spark. Consigliato l’uso di pc portatile con connessione ad internet.

A presto!

 

 

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Usare lo Storytelling per promuovere la Lettura. Viterbo 8 e 22 Gennaio a cura di Emiliano Onori

All’interno del progetto formativo “Lettura e Digital Storytelling” organizzato dal Liceo Buratti di Viterbo, in data 8 e 22 gennaio Emiliano Onori terrà due interventi sul tema: “Usare lo Storytelling per la promozione della Lettura”. Tali incontri avranno una durata di 3h ciascuno. Il corso è certificato miur. Per richieste di partecipazione scrivere a: patriziaepistolari3@gmail.com

 

 

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Auguri da DesignDidattico e dallo staff di WikiScuola!

Emiliano Onori – DesignDidattico e lo staff di WikiScuola augurano a tutti un Buon Natale e Buone Feste!

Vi ricordano inoltre che sono da poco iniziate le iscrizioni alla terza edizione del più completo corso online sullo Storytelling Didattico, disponibile nella versione da 30h o 50h certificate Miur, pagabile con carta docente!

Buone feste e buono storytelling a tutti!

 

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Corso Storytelling Didattico Wikiscuola: in partenza la terza edizione

Dopo due fortunatissime edizioni, è in partenza la terza edizione del più completo Corso di Formazione Online sullo Storytelling Didattico, realizzato da Emiliano Onori – DesignDidattico per Wikiscuola!

Come per la precedente edizione ecco i punti di forza:

  • Oltre 30 video tutorial chiari e semplici
  • Due percorsi di certificazione: da 30 ore (senza consegne) e da 50 ore (con consegne di 3 elaborati)
  • Formatore sempre a disposizione via forum, mail e facebook
  • Pagabile con Carta del Docente!

Qui un sintetico video:

Qui invece un video tutorial esteso e completo:

Per informazioni o chiarimenti scrivere a Emiliano Onori  info@designdidattico.com o visitare la pagina di Wikiscuola (qui)

 

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Corsi e Workshop su G Suite Essentials: gli strumenti irrinunciabili di Google per la didattica

Come ormai molti sapranno, le G Suite for Education di Google sono uno dei servizi più apprezzati dalle scuole per implementare vere e proprie piattaforme didattiche e amministrative nelle scuole (per altro in modo gratuito). L’ecosistema di Google si compone di moltissimi strumenti, tra i più noti Gmail, Gdrive, Gclassroom, Youtube, Calendar e molto altro. Ma sono tutti egualmente utili e indispensabili per fare didattica? La risposta può essere sì e no. Vediamo meglio. Se dobbiamo amministrare l’intera piattaforma ed inserire funzionalità avanzate come la condivisione del calendari, la creazione delle organizzazioni e gruppi, allora di certo una conoscenza profonda delle G Suite è indispensabile. Tuttavia se siamo docenti (non amministratori di piattaforma) e il nostro scopo è solo la didattica, allora i servizi di Gmail, Gdrive e Gclassroom possono assolutamente bastare, magari affiancati da Gdocumenti e Gpresentazioni.

Per questo si organizzano corsi di formazione o workshop intensivi, rivolti principalmente a docenti, che illustrino nel dettaglio soltanto Gmail (comunicazione), Gdrive (condivisione) e Gclassroom (produzione). Per questi servizi non serve l’attivazione della intera piattaforma G Suite, sarà sufficiente disporre di un account Gdrive!

A chi sono rivolte dunque queste possibilità formative? Ecco alcuni possibili destinatari:

  • docenti che non hanno nella propria scuola le G Suite ma vogliono usare i servizi di Google per la didattica
  • docenti che hanno intenzione di implementare le G Suite ma non sanno bene le potenzialità del servizio
  • personale legato al mondo della formazione che necessita di potenziare la propria comunicazione, condivisione e produzione

Di seguito una sintesi di un possibile scenario formativo:

DURATA: da un minino di 8h ad un massimo di 12h ore in presenza (16h se si prevede di illustrare anche Gdocumenti e Gpresentazioni)

PERIODO: da gennaio 2020

ARTICOLAZIONE: modalità “workshop” intensivo in 2gg oppure modalità “corso” con incontri settimanali e/o mensili

SEDE: quella indicata dalla scuola

ARGOMENTI: Gmail (trattazione breve), Gdrive (trattazione approfondita), Gclassroom (trattazione approfondita). Possibile anche trattare Gdocumenti o Gpresentazioni (o lasciarli per una eventuale fase 2)

LOGISTICA: è richiesta un’aula con connessione ad internet e proiettore, pc e/o tablet

PARTECIPANTI: data la modalità laboratoriale si consiglia un numero massimo di 20/25 corsisti.

 


Per organizzare dunque corsi e/o workshop scrivere a info@designdidattico.com


 

 

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Formazione Docenti e Nuovi Approcci: Metodologie + Contenuti + Tecnologie

Negli ultimi anni, grazie anche al Piano Nazionale Scuola Digitale, abbiamo assistito ad un proliferare di formazione, il che è un dato tutto sommato positivo. Molta di questa formazione tuttavia è apparsa spesso improvvisata oppure centrata unicamente sulle tecnologie o, peggio ancora, sulle ultime “miracolose” app didattiche.

Questo tipo di approccio ha creato due ordini di difficoltà: ai docenti più esperti nelle nuove tecnologie non ha dato che un elenco di siti web da inserire nei già “affollati” preferiti; ai docenti meno abituati all’uso delle tecnologie ha comunicato la convinzione che il digitale nella didattica sia poco più che una curiosità, se non una distrazione.

Ovviamente ci sono stati  e ci sono tuttora ottimi e lungimiranti esempi di integrazione positiva ed efficace, sia nei corsi in presenza che in quelli online.

In questo contributo però vogliamo fornire un approccio diverso (forse non per tutti “nuovo”) alla formazione docenti. Detto in breve: non ci si concentra più unicamente su un aspetto, siano le metodologie, contenuti o tecnologie, ma su tutti contemporaneamente.

Vediamo quali limiti infatti presenta una formazione troppo focalizzata su:

  • METODOLOGIE: concentrare tutta l’attenzione di un corso unicamente sulle metodologie può far perdere di vista l’applicabilità pratica di un approccio. Un corso, ad esempio, volto alla formazione sulla “classe capovolta”, oppure sulla “didattica cooperativa”, rischia di concentrare tutta l’attenzione su aspetti anche importanti (come si crea un video? come metterlo online? come fare gruppi efficaci per una didattica cooperativa?) ma che col tempo un docente imparerà da solo a gestire in base al proprio gruppo classe. Esasperare d’altronde tutti i pro e contro del debate (o magari della peer education o del problem based learning) rischia di divenire un dibattito accademico, astratto e poco operativo
  • CONTENUTI: i corsi di aggiornamento, sino all’avvento delle nuove tecnologie, erano più che altro centrati sui “contenuti”. Questi di solito risultano tra i più sensibili alle abilità oratorie dei formatori; essendo basati su nozioni, se queste vengono veicolate in modo noioso e monocorde, rischiano di non affascinare. Inutile dire che questo tipo di aggiornamento è per altro quasi sempre svolto in modalità frontale. Tali approcci erano (sono?) spesso tenuti da docenti universitari, quindi l’ulteriore rischio è che vengano proposti argomenti affascinanti in sè ma poco usabili in aula. Infine: una formazione sui soli contenuti è forse l’unica che può essere svolta in totale autonomia con…un buon libro! Se dunque non c’è valore aggiunto nel processo di formazione, che appunto spesso si riduce ad una trasmissione di informazioni, allora l’alternativa “libro” appare decisamente meno dispendiosa in termini di tempo e denaro!
  • TECNOLOGIE: amore e odio dei corsisti, i corsi centrati sulle tecnologie sono spesso molto divisivi. Amati dai docenti più disponibili ad ospitare le “nuove” tecnologie, odiati da quelli più tradizionalisti, tali approcci creano spesso “guerre di religione” (apocalittici e integrati) ormai decisamente anacronistiche. Altro svantaggio: se le tecnologie non sono messe al servizio di un solido “discorso didattico” allora tendono o a “elettrificare” l’analogico oppure a divenire il “fine” in sè della formazione, il che non è auspicabile. Senza contare che in molte scuole internet stabile (non diciamo “veloce”) è ancora un miraggio…

Dunque: quali nuovi scenari? Una possibile “terza via” potrebbe essere l’approccio integrato di: metodologie + contenuti + tecnologie!

Detto in questi termini ovviamente non appare nulla di nuovo, nè vuole essere un uovo di colombo. Tuttavia un approccio di questo tipo presenta una serie di innegabili vantaggi, vediamoli:

  • METODOLOGIE: in questo frangente non vengono indagate tutte le fattispecie di una metodologia didattica, ma solo gli aspetti essenziali ad implementarla in classe per uno specifico progetto. Niente disamine bizantine sui pro e contro del debate, dunque, ma una serie di indicazioni pratiche, sulla base delle quali il docente, se vorrà, potrà in futuro apportare integrazioni o modifiche.
  • CONTENUTI: anche qui si forniscono solo i contenuti essenziali al progetto, non quindi infinite bibliografie di difficile reperibilità o elenchi di video più o meno attinenti, ma solo e unicamente: articoli, video, interviste, dati, eventualmente testi, utili al progetto didattico. Questi materiali sono ovviamente già vagliati dal formatore sicchè ai docenti non resta che usarli serenamente.
  • TECNOLOGIE: “la tecnologia che funziona non si vede”, ecco questa è la massima che potrebbe accompagnare questo frangente. Il formatore quindi avrà la cura di fornire dettagli tecnici solo e soltanto degli aspetti che saranno realmente necessari al progetto didattico. Un esempio pratico: condividere i dati in cloud. Esistono mille modi per farlo: da google drive a microsoft onedrive, da dropbox a mega, da edmodo a G suite… insomma tutte modalità alla fine efficaci, ma che risulta del tutto inutile elencare coi singoli pro e contro (a meno che non sia un corso sul cloud). Quindi il formatore fornirà un solo metodo di condivisione dei materiali, nella convinzione che se i docenti dovessero ritenerne più utile un altro, lo sceglieranno da soli in un secondo momento.

Un approccio nuovo, dunque? Forse per molti non lo sarà, ma a giudicare dai commenti che spesso i docenti-corsisti rilasciano al termine di un percorso di formazione, questo approccio tornerà utile a più di un corsista (e forse a più di un formatore).

Ma per essere operativi forniamo un esempio concreto, centrato su #AGENDA 2030 dal tema “Acqua Pulita e Igiene (goal6)

  • METODOLOGIA: Flipped classroom. In questo frangente il docente-formatore mostrerà come implementare in classe tale modulo didattico, nello specifico i principi della classe capovolta, i passaggi che è bene seguire e le difficoltà cui si può andare incontro. Nulla di più.
  • CONTENUTI: Il tema è desunto da Agenda2030 ed in particolare parliamo di goal6: Acqua Pulita. Il formatore mostrerà articoli, dossier, video, libri, tutti rigorosamente certificati da Indire e Asvis (vedi sito: https://scuola2030.indire.it/) quindi usabili senza pensieri.
  • TECNOLOGIE: Qui il formatore si concentrerà sull’implementazione pratica e tecnologica della flipped classroom, in particolare mostrerà l’uso di Edmodo (o equivalenti) per la condivisione dei contenuti, Office 365 (o equivalenti) per la consegna online degli elaborati, e il salvataggio offline su pendrive di un video su youtube per quegli alunni che non avessero internet a casa. Niente dibattiti quindi sulla classe capovolta: solo le informazioni necessarie per farla funzionare.

Per chi volesse approfondire questo MODULO SU ACQUA E AGENDA 2030 qui c’è un mio contributo.

Qui invece un mio contributo sulla metdologia PROJECT BASED LEARNING e lingue classiche

Qui un altro mio contributo su FLIPPED CLASSROOM e grammatica inglese

Qui un altro mio contributo su AGENDA 2030 e STORYTELLING

Qui ancora su LINGUE CLASSICHE, PLAUTO e STORYTELLING

Questi dunque erano spunti molto operativi il cui vantaggio, ripetiamo, è quello di fornire una METODOLOGIA chiara, dei CONTENUTI attendibili e verificati e una TECNOLOGIA sostenibile. Naturalmente è possibile organizzare corsi e workshop con tale approccio!

 


Per organizzare workshop intensivi o corsi di formazione su questo tema scrivere a info@designdidattico.com


 

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Intervista a Plauto (Storytelling) Metodologie Innovative per Lingue Classiche

Come insegnare in modo innovativo e possibilmente coinvolgente le discipline classiche? I modi sono molti, specie quando si parla di quel tesoro di testi che è la letteratura antica. Questa volta vedremo una delle metodologie didattiche più coinvolgenti per i ragazzi, vale a dire lo Storytelling, ed una delle sottotipologie più diffuse: l’intervista impossibile!

Innanzi tutto: cosa è in due parole lo Storytelling Didattico? E’ una metodologia didattica attiva che mira a insegnare e a far apprendere mediante il racconto di storie. Se ci pensiamo essa è la forma più antica di apprendimento, sia a livello individuale (tutti noi da bambini abbiamo appreso alfabeto, stagioni, colori tramite brevi storielle o filastrocche narrative) sia a livello storico e collettivo, l’uomo infatti ha da sempre (o quasi!) sentito il bisogno di raccontare. Ma perchè raccontiamo? Le risposte sono infinite, potremmo dire che raccontiamo per sentirci “accolti” dentro una comunità; il racconto è come una “coperta” che ci protegge dal caos dell’ignoto. Sapere di iscriversi dentro un orizzonte di senso ci dà sicurezza. Per paradosso (ma nemmeno troppo) potremmo persino azzardare a dire che noi esistiamo “prima” come racconto (il desiderio di noi da parte dei nostri genitori) che come realtà biologica (la nostra nascita fisica), e continueremo ad esistere anche “dopo” il termine della nostra esperienza biologica, sempre come “racconto-ricordo” presso i nostri posteri. In altre parole quanto Heidegger diceva a proposito del linguaggio (noi siamo “parlati” dal linguaggio, non “parliamo”), potremmo dirlo anche a proposito della narrazione: noi siamo “immersi” nelle narrazioni.

Bene, come trasformare tutto questo in esperienza didattica? Attraverso una delle tante sottospecie di Storytelling vale a dire l’intervista impossibile (nel nostro caso a Plauto, ma ogni autore di cui ci sia una sufficiente antologia può andar bene). Vediamo subito una scheda operativa:

Idea di Fondo: piuttosto che far ripetere, più o meno meccanicamente, agli studenti una serie di informazioni apprese dal libro di testo (e se va bene dall’antologia in lingua), si chiede loro di raccontare una storia (in questo caso nella forma di intervista) che abbia al suo interno i contenuti appresi. Non quindi un racconto/intervista di pura invenzione, al contrario una storia che abbia come vincoli i nodi concettuali che riteniamo importanti di un autore, di un’opera, di un fenomeno. Sgombriamo quindi il campo dal pregiudizio che lo Storytelling sia una sorta di generica, improvvisata ed ingenua esperienza di scrittura più o meno creativa; si tratta al contrario di un testo che, a dispetto di una certa libertà “letterale”, nasconde un controllo e un attento riferimento ai testi antologici. In altre parole vogliamo raggiungere i medesimi risultati (conoscenza del profilo artistico-letterario) della didattica tradizionale, mediante però un tragitto diverso (e ci si augura meno noioso!)

Requisiti: conoscere il profilo di Plauto con particolare riferimento a 3/4 nodi concettuali che il docente ritiene fondamentali

Obiettivi Didattici: conoscere concetti: concetto di contaminatio, eredità del modello comico greco, fissità dei personaggi, tipo di comicità, impianto degli intrecci. Saper rintracciare tali concetti nell’antologia proposta. Riformulare tali concetti sotto forma di intervista all’autore (o, perchè no, ai suoi più noti personaggi)

Obiettivi Trasversali: lavorare in gruppo, effettuare ricerche online (in caso di brani antologici non presenti nel libro di testo), scegliere materiale iconografico (in caso di corredo di immagini), usare editor di testi (online e/o non), rispettare le consegne, lettura espressiva

Fasi di lavoro in classe: scegliere (insieme al docente) un brano antologico nel quale sia presente uno dei contenuti richiesti (concetto di contaminatio, eredità del modello comico greco, fissità dei personaggi, etc.), elaborare una domanda la cui risposta sia la spiegazione, in termini sintetici e non specialistici, del concetto scelto (e.g. “Sig. Plauto, come mai le sue trame sono, perdoni la franchezza, tutte uguali? E non le sembra di aver ecceduto un pò troppo nel plagio…ehm…nell’imitazione dei suoi modelli greci?”)

Fasi di lavoro in gruppo a casa: realizzare l’intera intervista proseguendo il lavoro iniziato in classe. Eventualmente corredare l’intervista di un sintetico corredo iconografico (3/4 immagini). Eventualmente registrare in forma di podcast l’intervista stessa

Tempi: i tempi dipendono dai temi che i ragazzi devono “rintracciare” dall’antologia e quindi dalla lunghezza presunta dell’intervista (per esperienza servono almeno 3 cartelle).  Visto lo studio tendenzialmente autonomo della letteratura, si consiglia un lavoro di gruppo

Vantaggi: un lavoro di questo tipo presenta diversi vantaggi: i ragazzi devono comunque confrontarsi con una selezione di nodi concettuali che in ogni caso avrebbero dovuto studiare ed apprendere (in tal senso lo Storytelling non è una forma di diminutio); la restituzione dei contenuti avviene in una modalità meno formale rispetto a quelle tradizionali, quella cioè dell’intervista, ed in tal senso lo studio della letteratura latina può fungere da rinforzo alla tipologia testuale dell’articolo di giornale. Da ultimo: se si affianca alla redazione del testo anche una serie di espansioni come: reperimento di immagini, pubblicazione online, aggiunta di audio, allora le competenze di natura trasversale possono decisamente essere incoraggiate o rinforzate.

Spunti ed ispirazioni: Visto che la forma “intervista impossibile” può risultare nuova a più di un docente, di seguito alcune “celebri” interviste.

Qui invece il testo per eccellenza (e il canale youtube dedicato)


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Insegnare e Imparare con le storie. Corsi di Digital Storytelling per Infanzia e Primaria

Come trasformare le storie per i bimbi in narrazioni digitali?

Come sviluppare la creatività dei più piccoli a partire da immagini online?

E come tenere traccia dei numerosi disegni e cartelloni che tutti i giorni si realizzano a scuola?

A queste e ad altre domande è possibile rispondere mediante il digital storytelling. Di che si tratta? Il digital storytelling è una metodologia didattica che vuole insegnare tramite la narrazione e tramite le storie.Se ci pensiamo, infatti, le storie sono state le nostre prime risorse educative. Abbiamo imparato l’alfabeto con le storie, abbiamo appreso i numeri tramite personaggi e filastrocche e abbiamo noi stessi insegnato attraverso le narrazioni.

Con semplici e gratuiti strumenti online è possibile creare da zero storie interattive oppure trasformare le nostre storie (e, perchè no, anche i disegni su carta dei nostri bimbi) in storie digitali, da consultare online oppure da scaricare per una lettura offline.

A tale scopo si organizzano corsi espressamente ritagliati sulle esigenze dello storytelling per la scuola dell’infanzia e primaria.

DURATA: A scelte delle scuole oppure da 25h da strutturarsi in 12/14/16h frontali, 6h di approfondimento personale con materiali forniti, 6h di ricerca/azione in classe e documentazione delle attività. Il numero di ore può comunque essere variato in accordo con la Scuola o Rete di Ambito secondo le specifiche esigenze.

PERIODO: da novembre 2019

ARTICOLAZIONE: modalità “workshop” intensivo in 2gg oppure modalità “corso” con incontri settimanali e/o mensili

SEDE: quella indicata dalla Rete di Ambito.

ARGOMENTI: lo storytelling come metodologia didattica attiva; creare storie a partire da immagini; creare storie a partire da trame; creare storie animate; documentare (in digitale) le storie su carta; documentare tutto il processo didattico mediante siti ad hoc; caricare i lavori in piattaforme online protette studiate appositamente per i più piccoli.

LOGISTICA: è richiesta un’aula con connessione ad internet e proiettore

PARTECIPANTI: data la modalità laboratoriale si consiglia un numero massimo di 20/25 corsisti.

 

 

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