Design Didattico

Instructional Design & Media Education



Lo Storytelling incontra la Lettura. Scopri come! Viterbo 8 e 22 Gennaio 2020

All’interno del progetto formativo “Lettura e Digital Storytelling” organizzato dal Liceo Buratti di Viterbo, in data 8 e 22 gennaio Emiliano Onori terrà due interventi sul tema: “Usare lo Storytelling per la promozione della Lettura”. Tali incontri avranno una durata di 3h ciascuno. Posti ancora disponibili. Richiesta l’iscrizione alle seguenti web app: Wakelet e Adobe Spark. Consigliato l’uso di pc portatile con connessione ad internet.

A presto!

 

 

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Usare lo Storytelling per promuovere la Lettura. Viterbo 8 e 22 Gennaio a cura di Emiliano Onori

All’interno del progetto formativo “Lettura e Digital Storytelling” organizzato dal Liceo Buratti di Viterbo, in data 8 e 22 gennaio Emiliano Onori terrà due interventi sul tema: “Usare lo Storytelling per la promozione della Lettura”. Tali incontri avranno una durata di 3h ciascuno. Il corso è certificato miur. Per richieste di partecipazione scrivere a: patriziaepistolari3@gmail.com

 

 

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Auguri da DesignDidattico e dallo staff di WikiScuola!

Emiliano Onori – DesignDidattico e lo staff di WikiScuola augurano a tutti un Buon Natale e Buone Feste!

Vi ricordano inoltre che sono da poco iniziate le iscrizioni alla terza edizione del più completo corso online sullo Storytelling Didattico, disponibile nella versione da 30h o 50h certificate Miur, pagabile con carta docente!

Buone feste e buono storytelling a tutti!

 

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Corso di formazione sul Debate (Dibattito Critico) a Perugia (gratuito, accreditato MIUR)

Nelle prossime settimane, ed in particolare il 15 e 21 gennaio, 17 febbraio e 21 aprile si terrà presso il liceo Galilei di Perugia un corso di formazione di 26h (di cui 16 in presenza) sul debate ossia sul dibattito critico e argomentato. Il corso è gratuito ed è accreditato MIUR (reperibile nella piattaforma SOFIA ID 38944) e sarà tenuto da Emiliano Onori.

Per informazioni scrivere a info@designdidattico.com

Di seguito una serie di approfondimenti su questa metodologia didattica attiva:

Qui un video esemplificativo:


Per organizzare workshop intensivi o corsi di formazione o su questo tema scrivere a info@designdidattico.com


 

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Portare Agenda 2030 in aula: Project Work (Analisi Dati) su Imprese e Innovazione

Proseguiamo la nostra rassegna di Metodologie Didattiche Attive (qui trovate le precedenti) applicate all’Agenda 2030. Stavolta vedremo come organizzare una lezione in Project Work sul goal 9 relativo a Imprese, Innovazione e Infrastrutture. 

In sintesi potremmo dire che il Project Work consiste nella realizzazione di un progetto concreto, sia esso un cartellone, un sito, un prototipo, una locandina oppure una analisi dei dati come in questo caso, insomma tutto quello che può essere definito “progetto”. Tale realizzazione segue un periodo di formazione teorica su un tema. Si tratta di una forma di apprendimento che si ispira ai principi del Learning by Doing (Apprendere facendo) e di norma è basato sui seguenti passaggi progettuali:

  • Scelta Obiettivi Didattici (cosa devono imparare gli studenti?)
  • Scelta Target di Riferimento (a chi si rivolgeranno con il loro progetto?)
  • (eventuale) Scelta del Format (analisi, report, poster, sito, cartellone, spot, locandina, etc.)
  • Definizione delle scadenze e delle modalità di illustrazione

Come “declinare” dunque i contenuti del sito Agenda 2030 per un buon Project Work. Vediamo un esempio. Poniamo di voler far lavorare gli studenti sul tema della analisi di Imprese, Innovazione e Infrastrutture, chiedendo loro di documentare la loro realtà territoriale mediante un report. Ecco di cosa parliamo:

Cosa intendiamo qui per report? Semplice (almeno a dirsi!), intendiamo un resoconto scritto documentato da materiali reperiti presso agenzie del territorio (conf commercio, sindacati, camere del lavoro, etc.); tale resoconto può prevedere anche interviste, video, foto, sopralluoghi, etc., a seconda delle esigenze del report (a chi è indirizzato? ad un pubblico vaso? avrà un taglio divulgativo? oppure ad un pubblico di specialisti?). Di seguito quindi una scheda operativa:

Idea di fondo: piuttosto che parlare in generale di cosa sia innovazione (troppo spesso abbinata, da studenti e non solo, alla tecnologia digitale), facciamo toccare con mano ai ragazzi l’innovazione delle imprese del loro territorio (oppure l’assenza di innovazione), mediante uno studio sul campo fatto di reperimento di materiali, interviste, foto, video.

Progetto/Prodotto da realizzare: report con dati desunti da fonti ufficiali e certificate, eventualmente corredato da foto, video, interviste, grafici, etc.

Requisiti: aver letto tutti o parte degli articoli sul tema in questione presenti nel sito dell’Agenda 2030 (cioè qui)

Obiettivi Didattici: conoscere in modo approfondito il tema dell’innovazione (in un campo specifico ovviamente)

Obiettivi Trasversali: saper reperire informazioni in contesti reali e trasformarle in divulgazione

Fasi di lavoro in classe: il docente illustra il tema generale all’intera classe e fornisce i primi materiali specifici agli studenti; in seguito indica presso quali agenzie reperire ulteriori documenti

Fasi di lavoro a casa: in gruppo o singolarmente gli alunni leggeranno i documenti proposti e procederanno alle uscite sul territorio. Qui è possibile vedere un altro video utile:

Tempi: per un lavoro di tal genere, ipotizzando una introduzione di circa 30 minuti occorrono dalle 4 alle 5 settimane, specie se effettuato in gruppo. Naturalmente i tempi derivano anche dall’ampiezza richiesta del report (2 pagine, 20 pagine, interviste, video, etc.)

Consegne: report scritto corredato di materiali di supporto e divulgazione in aula (o in appositi incontri con la popolazione)

Valutazione: per la valutazione è possibile procedere con rubric appositamente predisposte oppure tramite elaborato a risposte aperte (o chiuse) sugli obiettivi didattici su esposti

Vantaggi: il vantaggio di un lavoro di questo tipo è innanzi tutto quello di responsabilizzare gli studenti invitandoli ad effettuare uno studio sul campo (o extra aula), momento che non sempre è possibile attuare. In secondo luogo il vantaggio è far comprendere meglio la realtà produttiva in cui vivono. Terzo, non meno importante, farli lavorare in team!

Conclusioni
Questo tipo di approccio allo studio è fortemente “attivo” poichè coinvolge gli studenti a partire proprio dal loro vissuto. La richiesta poi di fornire uno studio non solo utile a loro ma all’intera cittadinanza può essere un elemento motivante.


Per organizzare workshop intensivi o corsi di formazione o su questo tema scrivere a info@designdidattico.com


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