Design Didattico

Instructional Design & Media Education



Corsi di Formazione e Workshop su Didattica 2.0 e Metodologie Attive

Category : Corsi · No Comments · by Nov 3rd, 2016

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Si organizzano Corsi e Workshop su Didattica 2.0 e Metodologie Attive per il Piano Nazionale Formazione Docenti (qui il testo integrale del documento ministeriale). In particolare sulle seguenti priorità strategiche individuate dal Piano:

· Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento;
· Valutazione e miglioramento;
· Didattica per competenze e innovazione metodologica;
· Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale;

Gli interventi, concordati e progettati con le scuole, avranno sempre un approccio laboratoriale e non frontale e/o teorico.

ARGOMENTI POSSIBILI: Flipped Classroom, Google Apps for Education, Problem Based Learning, Cooperative Learning, Peer to Peer, Blog Didattico, Lim, Debate, Content Curation, Social Network, BYOD (Bring Your Own Device), Coding e Pensiero Computazionale (Unplugged e con Pc).

MODALITA’: Workshop intensivo (1 o 2 giorni, 8h/12h/16h) oppure Corso di Formazione (8h/12h/16h in 3/4 incontri)

PREREQUISITI: Uso della posta elettronica, Connessione ad Internet, Videoproiettore

OBIETTIVI: Attivare percorsi di didattica attiva e laboratoriale basata su problemi e apprendimento cooperativo.

TEMPI: Workshop da 8h/12h/16h o Corso di Formazione da 8h/12h/16h in 3/4 incontri pomeridiani

SEDE: è possibile tenere il corso o presso sedi di scuole o di centri di formazione, richiesta connessione web e videoproiettore

LOCALITA’: è possibile organizzare in workshop in: Umbria, Toscana, Marche. Da verificare in Emilia e Lazio. Con ampio anticipo altrove.

COSTI: da verificare in base alla durata in ore

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INFO E CONTATTI

Emiliano Onori (docente e formatore)

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Corsi Pon-Pnsd con 40 iscritti: come erogare una formazione di qualità?

Category : Riflessioni · No Comments · by Nov 2nd, 2016

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In questi giorni le segreterie, spesso col supporto degli animatori digitali, stanno iscrivendo i docenti ai percorsi di formazione pon-pnsd, in particolare a corsi per animatori, team e docenti. In alcuni casi la piattaforma indire, necessaria per la procedura di iscrizione, ammette sino a 40 (!) docenti. Ora la domanda è semplice: come effettuare una formazione di qualità con 40 iscritti? A molti la cosa può apparire normale, ed in effetti molti corsi di formazione sono aperti a numeri di partecipanti ben più alti. Tuttavia se, come spesso ci è richiesto (persino nei bandi di reperimento dei formatori), vogliamo avviare una formazione laboratoriale, attiva, partecipativa, cooperativa e non frontale, come gestire tutte queste presenze? Si obietterà che senza dubbio ci sarà un certo tasso di abbandono, il che è senza dubbio vero, tuttavia al momento pare davvero molto alta la motivazione dei docenti che inizieranno la formazione, sicchè il tasso di abbandono potrebbe non essere alto.

In tale contesto possono verificarsi tali scenari:

  • alcune scuole ammettono (non so su che base normativa) solo 20 iscritti e dirottano gli altri su altri corsi
  • alcune scuole non hanno laboratori per 40 iscritti
  • alcune scuole potrebbero sdoppiare i corsi, il che dal punto di vista logistico e amministrativo appare piuttosto difficile
  • alcune scuole potrebbero sdoppiare, nel medesimo incontro, il macrogruppo di 40 in 2 sottogruppi da 20, sempre che possano fare riferimento a dei tutor capaci e molto ben organizzati col formatore
  • alcuni docenti, vistisi “respingere” dal corso scelto, potrebbero non partecipare alla formazione o farlo demotivatamente
  • alcuni formatori dovranno “curvare” i loro interventi (concepiti per gruppi poco numerosi) per una platea più ampia, col rischio di erogare momenti di formazione molto frontali e poco laboratoriali

Questi gli scenari più probabili. Forse la fattispecie dei “40 scritti” non sarà la norma, ma potrebbe verificarsi in molti casi. A questo punto, verosimilmente dopo il 3 novembre, data di chiusura della piattaforma per l’iscrizione ai corsi, sarebbe opportuno un chiarimento da parte del ministero per dirimere e gestire nel migliore dei modi le fattispecie su menzionate.

Emiliano Onori

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Il Digital Storytelling come “Diario di Bordo” di una esperienza didattica

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Il Digital Storytelling si presta a molte declinazioni didattiche. Tra le più note: le interviste impossibili (ad esempio ad un personaggio della storia), i prologhi alternativi di celebri opere letterarie, i finali alternativi, i dialoghi impossibili (ad esempio tra due matematici, fisici, filosofi, etc.).

Accanto a queste varianti ve ne è un’altra altrettanto efficace: il “Diario di Bordo”. Essa si presta perfettamente a raccontare:

  • una uscita didattica e/o uno scambio linguistico
  • un esperimento di laboratorio piuttosto lungo
  • un campo ambientale
  • una alternanza scuola lavoro
  • un project work (di robotica, coding, etc.)
  • un giornalino di classe/istituto
  • …molto altro!

Quali strumenti online utilizzare? Di certo il più completo è il blog, che per sua natura ha un impianto e struttura cronologica, oppure anche altri tools di più facile utilizzo come tackk, adobe sparks, smore, etc.

Di seguito un video che illustra il funzionamento del “Digital Storytelling” nella sua variante: “Diario di Bordo”.

 

Emiliano Onori

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